Archivio mensile:febbraio 2013

L’ultimo di Malachia

view on Tiber and St Peter Basilica in VaticanIn questi giorni di sgomento seguiti alla rinuncia di Benedetto XVI al Ministero Petrino (e mi piacerebbe che si usasse proprio il termine di rinuncia, non quello impiegatizio di “dimissioni” che è purtroppo più frequentemente adoperato), il pensiero mi è inevitabilmente andato alla Profezia di Malachia, uno scritto del XVI secolo rinvenuto a Venezia e attribuito all’irlandese San Malachia, arcivescovo di Armagh, primate di Irlanda. Le profezie, peraltro abbastanza note, elencano i vari papi destinati a succedersi nel corso dei secoli, arrivando all’attuale, che sarebbe – stando a questa previsione- l’ultimo.

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CHESTERTON/ Quella “Profezia” sui banchieri di Wall Street

www.ilsussidiario.net del 07/02/2013

Chesterton e Belloc Apologia e profeziaGilbert Keith Chesterton, in sigla GKC, non è uno scrittore del secolo passato, ma del futuro prossimo. Nella produzione decisamente abbondante, consona al suo autore, che ci ha lasciato, accanto alle ben note opere narrative, tra le quali spiccano i racconti di Padre Brown, nonché i romanzi, ricchi di immaginazione fantastica, da Il Napoleone di Notting Hill a L’Osteria Volante a L’uomo che fu  Giovedì, troviamo una produzione saggistica assolutamente eccezionale: il suo talento ebbe modo di sfornare opere come Ortodossia o le biografie di santi come Francesco d’Assisi e Tommaso d’Aquino, e altro ancora. Dopo anni di oblio, Chesterton sembra tornato di moda: lo si ripubblica, si offrono (finalmente) al pubblico italiano diversi inediti, e se ne parla in incontri e convegni. Se ne mette in evidenza- e giustamente- lo spirito apologetico del Cristianesimo, ma c’è anche un altro fondamentale aspetto da sottolineare del grande giornalista e scrittore inglese: la sua capacità di leggere profeticamente la realtà. Già negli anni ’30 scriveva e discuteva di eugenetica, ma non solo: vide in anticipo tutti i guasti che avrebbero prodotto i sistemi politici che a vario titolo soffocavano le libertà autentiche, in particolare  giudicando con straordinaria preveggenza i guai di un moderno “stato servile” dove l’uomo è espropriato della sovranità personale, della possibilità di disporre del proprio lavoro, del proprio tempo, persino dei propri talenti.

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