Archivio mensile:ottobre 2013

HALLOWEEN 2013/ Una brutta parodia della religiosità cristiana

notte-delle-zucche-Gulisano-ONeill_1Halloween, ovvero zucche illuminate, scheletri e cupe figure incappucciate, risate agghiaccianti, e una moda che si è imposta negli ultimi anni, grazie alla persuasività di cinema e televisione.

Ormai la festa di Halloween è entrata perfino nel mondo della scuola: non pochi sono gli istituti scolastici,dalla scuola primaria a quella superiore, dove gli insegnanti fanno festa insieme ai bambini, tra giochi e disegni.

Da più parti, di fronte al crescere di questo fenomeno, si è cominciato a manifestare una certa preoccupazione: c’è chi vede in Halloween un ritorno a forme di “paganesimo”, e chi invece un rito folkloristico e consumistico, una specie di innocuo carnevale fuori stagione.

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Moby Dick, il capolavoro moderno più simile alla Divina Commedia

Paolo Gulisano illustra il suo ultimo saggio sul romanzo di Melville: un’opera ricca di richiami biblici e di una straordinaria “nostalgia di Dio”

Roma, 26 Ottobre 2013 (Zenit.org) Luca Marcolivio

Moby Dick, un grande classico della letteratura, è l’oggetto dell’ultima fatica dello scrittore Paolo Gulisano, esperto di letteratura cristiana ed autore di numerosi saggi soprattutto su personaggi della cultura inglese come Tolkien, Chesterton, Lewis, Newman.

Questa volta però Gulisano vola oltre oceano e affronta Herman Melville e il suo capolavoro nel volume Fino all’abisso. Il mito moderno di Moby Dick (Editrice Ancora, Milano. Pag.170 euro 16). Per saperne di più, ZENIT lo ha intervistato.

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MOBY DICK/ L’eterno conflitto che ci fa andare per mare con il capitano Achab

Fino_all'abisso 1Moby Dick è un grande classico della letteratura, un libro complesso all’apparenza semplice. Scritto nel 1851, continua ad essere pubblicato, letto, interpretato.

Tutti sanno di cosa tratta: della caccia a una balena bianca di nome Moby Dick da parte del capitano Achab e dell’equipaggio della sua nave, il Pequod.

Il libro però è molto più profondo di quanto possa sembrare all’apparenza.                    

Tutto in Moby Dick sembra essere fuori dal tempo e dallo spazio: la caccia sembra non finire mai, il Pequod veleggia sulle acque di oceani senza fine, tutto sembra muoversi e stare fermo allo stesso tempo. Tutto il libro parla di avventura, di ricerca, e di fede. Lo aveva compreso perfettamente il primo traduttore italiano del capolavoro di Melville, Cesare Pavese: “Leggete quest’opera (Moby Dick) tenendo a mente la Bibbia e vedrete come quello che vi potrebbe anche parere un curioso romanzo d’avventure , vi si svelerà invece per un vero e proprio poema sacro cui non sono mancati né il cielo né la terra a por mano”.

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