Archivio mensile:agosto 2016

Tommaso Moro, la coerenza come virtù

tommaso moro-copertinaUn raffinato intellettuale laico, un brillante avvocato, un politico dagli alti ideali. Un uomo caratterizzato da una fede intensa e profonda ed estremamente concreto, dedito al bene comune e alle opere di misericordia.

Tutto questo è stato sir Thomas More, uno degli umanisti più in vista nell’Europa del XVI secolo e consigliere del re d’Inghilterra Enrico VIII. Ma Moro è stato anche Autore di un’opera a noi oggi poco conosciuta: il racconto Utopia, scritto in lingua latina e pubblicato nel 1516.

Nel libro, fresco di stampa, Un uomo per tutte le utopie – Tommaso Moro e la sua eredità (Ed. Ancora, p. 167, 15 euro), il medico e scrittore Paolo Gulisano restituisce ai Lettori una corretta immagine di Tommaso Moro e della sua influenza culturale. In particolare si propone – riuscendosi perfettamente – di (ri)portare  alla luce Utopia, un testo che aveva un fine anche oggi di grande attualità: ridestare nella coscienza umana il desiderio di cose belle, buone e grandi, nell’ottica di sollecitare il miglioramento morale e il pieno adeguamento dell’azione con la coscienza.

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Famiglia – Intervista a Paolo Gulisano su Tommaso Moro

tommaso moro-copertinaProponiamo oggi un approfondimento sulla figura di Tommaso Moro, celebre umanista inglese nato sul finire del Quattrocento e morto martire, che si fece portavoce di un pensiero sulla famiglia di profonda attualità e che merita di essere conosciuto, in quanto condivisibile a livello razionale anche da coloro che non abbracciano la fede cattolica.Nel fare questo abbiamo intervistato il medico e scrittore Paolo Gulisano – già collaboratore di ProVita –, che è recentemente tornato in libreria con un interessante testo dal titolo Un uomo per tutte le utopie (Ancora Editrice, 2016).

Dottor Gulisano, potrebbe innanzitutto dettagliarci brevemente la figura storica di Tommaso Moro e il contrasto socio-politico nel quale si muoveva?

Thomas More, italianizzato come Tommaso Moro, è una delle più straordinarie figure della storia della Chiesa. Visse a cavallo del XV e del XVI, in un momento di transizione drammatico per la sua Inghilterra e per il mondo, che conobbe in quegli anni le terribili fratture della Cristianità operate da Calvino e soprattutto Lutero. Moro fu un avvocato, un padre di famiglia, un grande studioso, un raffinato pensatore, un uomo che viveva intensamente la propria fede. Quando Erasmo da Rotterdam venne a Londra per incontrare questo suo illustre collega, trovò un uomo che non trascurava assolutamente nulla nella vita quotidiana: il lavoro, la famiglia, gli amici, gli impegni pubblici, e tantomeno Dio. Tanto che Erasmo definì l’amico con un’affermazione che ha attraversato i secoli: “Omnium Horarum Homo”, un uomo per tutte le ore. Secoli dopo questa definizione si trasformò in “un uomo per tutte le stagioni”, secondo il titolo che Robert Bolt, uno dei maggiori poeti statunitensi del XX secolo, diede ad una sua opera teatrale che conobbe anche fortunate trasposizioni cinematografiche. La definizione “un uomo per tutte le stagioni” ha finito così per descrivere, nel lessico corrente, esattamente il contrario dell’etica di Moro: allude alla capacità di restare a galla a tutti i costi, ad attraversare varie stagioni politiche, magari attraverso la pratica opportunistica del compromesso.

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STORIA/ “Cessate il fuoco”: il fazzoletto bianco di padre Daly

Edward Daly Bloody SundayIl 30 gennaio 1972 tra le immagini drammatiche del massacro compiuto dai soldati dell’Esercito Britannico nella città nordirlandese di Derry, e che fecero subito il giro del mondo, una destò particolare impressione: quella di un prete che sventolava un fazzoletto bianco e che cercava di portare in salvo un ragazzo ferito, camminando curvo sotto il fuoco incrociato dei parà inglesi.

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Moro, padre dell’Utopia

Schermata 2016-08-08 alle 18.20.25IL GIORNALE DI LECCO – 01/08/2016

Il nuovo libro di Gulisano ripercorre le fortune di un ricco filone letterario moro, padre dell’utopia

LECCO 500 anni di Utopia. E di utopie. La letteratura da sempre sogna mondi ideali. O “antimondi”, distopie.

Una lunga tradizione che ha affascinato uno degli studiosi più attenti della letteratura del Fantastico: Paolo Gulisano. Il medico lecchese, scrittore e saggista per passione, non si è lasciato sfuggire il ghiotto anniversario. Vicepresidente della Società chestertoniana italiana, dopo aver spaziato da J. R. R. Tolkien a Clive Staple Lewis, da Mary Shelley a James Barrie fino a Hermann Melville, ha voluto onorare il mezzo millennio dalla pubblicazione del capolavoro di Tommaso Moro scrivendo il saggio Un uomo per tutte le utopie, uscito ai primi di giugno.

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LETTURE/ L’Utopia di Tommaso Moro e “l’altrove” che aiuta la realtà

St.-Thomas-MoreTra i tanti anniversari che si celebrano quest’anno (penso a Shakespeare e a Cervantes), abbiamo la pubblicazione (nel 1516) di un libretto rinascimentale in latino, Utopia di Thomas More.

Fiumi d’inchiostro sono stati dedicati all’interpretazione del messaggio: che voleva dire, il futuro santo e martire, parlandoci di una comunità ideale (e pagana) che viveva secondo ragione e virtù?  Individuare una risposta anche parziale richiederebbe, ovviamente, troppo spazio. Segnalerei dunque solo due o tre cose.

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