Archivio mensile:agosto 2017

Qua la mano vecchio e caro Chesterton

di Luca Fumagalli

Ricordo benissimo la prima volta che lessi un romanzo di Chesterton. Fino a quel momento lo scrittore inglese era per me un nome come altri, sottratto ai cantucci più remoti della memoria solo perché mi veniva facile associarlo alla figura di Padre Brown di cui avevo sfogliato distrattamente qualche racconto al tempo della scuola. Il libro era L’uomo che fu giovedì. Credo sia uno dei testi più surreali e complessi di tutta la bibliografia chestertoniana, ma all’epoca, ovviamente, lo ignoravo. Fu una fiammata. Una pagina via l’altra e giunsi di volata al finale. Non ci capì nulla.

Mi sentivo addosso il peso di una sfida lanciatami in qualche modo da un paroliere che, a tutta prima, mi appariva in verità piuttosto pretenzioso. Troppi periodi contorti, troppi paradossi uno via l’altro, troppe involute retoriche rendevano il testo eccessivamente ponderoso, a tratti macchinoso (più tardi scoprì che molti detrattori di Chesterton la pensavano come me all’epoca). Non mi arresi. Ripresi il volumetto in mano con volontà di rivincita. Lo rilessi tutto d’un fiato. Avrei finalmente trovato il bandolo della matassa, a costo di perdere il sonno. Come prevedibile, continuai a non capirci nulla.

Continua a leggere