Archivio mensile:maggio 2018

22 maggio 1978 – 22 maggio 2018

22 maggio 1978 – 22 maggio 2018: quarant’anni di aborto di stato

Il 22 maggio del 1978, quarant’anni anni fa, un governo ancora turbato dal rapimento e dall’uccisione di Aldo Moro, in un’Italia sotto la spada di Damocle del terrorismo, lacerata da conflitti e tensioni sociali, pensava bene di approvare una legge che introduceva la legalizzazione dell’aborto procurato. Una legge che non era stata voluta dai medici, per i quali da secoli esisteva il vincolo del giuramento di Ippocrate che impone di non sopprimere la vita dei pazienti, tantomeno con l’aborto, né dei giuristi, né dall’opinione pubblica. La Legge 194 sulla cosiddetta “interruzione di gravidanza” fu voluta da una piccola ma agguerrita minoranza poltica, che agiva in un’ottica non scientifica, non umanitaria, ma puramente ideologica, che si seppe imporre su una più vasta maggioranza di politici affetti da ignavia, pigrizia, ignoranza. Fu così approvata questa legge firmata da esponenti della cultura laicista e socialista, ma avallata da ministri democristiani che da lì a pochi anni sarebbero stati spazzati via da note vicende giudiziarie, in una sorta di terribile nemesi storica.

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Ho accompagnato di nuovo Guareschi in carcere

Giovannino Guareschi è tornato in carcere. No, caro lettore, non ti preoccupare: nessuna condanna postuma. Fu più che sufficiente quello che gli venne inflitto ingiustamente da vivo, e non è il caso che a 50 anni dalla morte salti fuori qualche altra brutta sorpresa. Giovannino è tornato in carcere accompagnato da me. È successo lo scorso 5 maggio (Ei fu siccome immobile…) nel carcere di Sanremo. La perla della Riviera ha infatti nel suo entroterra un grande carcere che ospita oltre duecentocinquanta detenuti. Nel penitenziario opera un gruppo di volontari che cerca di dare vita tra i detenuti a iniziative di tipo culturale, e anche religiose, con il giovane cappellano, il bravo don Alessio, grande ammiratore di papa Pio IX.

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Piccole note sulla vita familiare

In genere il sottoscritto diffida di quei libri che vogliono essere dei manuali, delle istruzioni per l’uso. I vari Come vivere felici e contenti, Il segreto di una salute inossidabile, Sposati e fa quel che ti pare, decisamente non fanno per me. Fondamentalmente perché ho constatato che non funzionano quasi mai. Ma l’aureo libretto che ho appena terminato di leggere è tutta un’altra cosa. Il che è bello e istruttivo, come avrebbe detto Giovannino Guareschi. 

I Signori dell’Anello è un libro geniale. A cominciare, ovviamente, dal titolo. L’Anello in questione non è, naturalmente, quello di Sauron, ma quel cerchietto d’oro che un giorno hai messo al dito e da allora la vita è cambiata o, se vogliamo citare un altro grande scrittore delle Isole Britanniche, l’Irlandese William Butler Yeats, “una tragica bellezza è nata”, una bellezza che sempre più spesso viene profanata.

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Il Royal Wedding segna il declino della monarchia

Il Royal Wedding del Principe Harry ha segnato la fine di quanto restava della vecchia Inghilterra. La Monarchia inglese, così come l’abbiamo conosciuta per secoli, è agli sgoccioli. Meghan ha interpretato alla perfezione questo ruolo, quello della ragazza moderna, emancipata, progressista. Semmai quello che spicca della sposa novella è il suo essere passata con disinvoltura attraverso le varie fedi religiose.

La Gran Bretagna, come noto, è l’ultimo dei Regno che potremmo definire Ancient Regime: una monarchia ereditaria, niente costituzione, niente codice di diritto civile. In compenso consuetudini e una tradizione tanto dinamica che non si capisce più che cosa conservi e tramandi.

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Irlanda, il Popolo della Vita non si arrende

Tra una settimana esatta un referendum potrebbe introdurre l’aborto in Irlanda: tutti i partiti lo vogliono, tutti i media sono a favore. E l’opposizione della gerarchia ecclesiastica è debole. Solo un piccolo popolo resiste e lotta per sovvertire il pronostico. Sono anche quelli che fanno rivivere l’antico spirito irlandese.

Manca ormai solo una settimana al 25 maggio, la data in cui tre milioni di irlandesi saranno chiamati a votare sull’ottavo emendamento della Costituzione, un provvedimento legislativo che fu emanato nel 1983 per garantire il diritto alla vita del bambino concepito. Una legge esemplare dal punto di vista del Diritto che faceva dell’Irlanda un Paese che protegge il diritto alla vita del nascituro, equiparando la sua salute a quella della madre.

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Il ritratto di Oscar Wilde che la vulgata gay nasconde

Il recente film Happy Prince: l’ultimo ritratto di Oscar Wilde, scritto, diretto e interpretato da Rupert Everett, uno dei nomi più importanti del cinema britannico, ha il grande merito di presentarci gli ultimi giorni di uno dei più celebri e celebrati scrittori degli ultimi due secoli mostrandocelo in tutta la sua interezza, con tutte le sue contraddizioni, con la sua fragilità di fronte alle tentazioni, ma anche con quel desiderio di Dio che lo portò, prima di morire, a convertirsi al Cattolicesimo e a chiedere i Sacramenti. 

Un aspetto, quello della religiosità di Oscar, che è spesso censurato da chi lo vuole ridurre a semplice icona gay. 

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Grazie Alfie, Kate e Thomas Evans

Grazie Alfie, Kate e Thomas Evas. Ci avete insegnato che in ciascuno di noi c’è qualcosa di grande per cui combattere

“C’è in te più di quanto tu stesso non sappia, figlio dell’occidente cortese…”. Queste le parole con cui Thorin Scudodiquercia si congeda nel finale de Lo Hobbit  da Bilbo Baggins. C’è in ognuno di noi la capacità di trovare dentro di sé – sembra dirci Tolkien – capacità inaspettate: coraggio, determinazione, eroismo. Anche se è un piccolo hobbit, non un guerriero abile nell’uso della spada e dello scudo.

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