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Una certa idea di società cristiana. Thomas S. Eliot

Nel Settembre di 80 anni fa iniziava la Seconda Guerra Mondiale, un evento catastrofico che portò a enormi sofferenze, a milioni di morti, e a un cambiamento epocale delle nostre società. In Inghilterra, un poeta, un filosofo, un pensatore appartato e solitario – benché stimato e apprezzato nel mondo letterario – mise mano, come risposta, agli appunti di tre conferenze che aveva tenuto nei mesi precedenti all’Università di Cambridge. 

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Il vero volto della rete

Stefano Andrini è un brillante giornalista e scrittore romagnolo. Insieme al suo alter ego Alessandro Di Leva ha aggiunto alla sua già interessante produzione, saggistica e narrativa, questo libro intrigante. Si tratta di un’opera di fantasia, ma non nel senso che spesso si dà a questo tipo di narrativa, cioè un’evasione dalla realtà, ma un modo diverso di leggere la realtà. Ben presto, col passare delle pagine, il lettore si accorgerà che i riferimenti alla realtà sono ovunque. Riconoscerà – celati ma non troppo da pseudonimi leggeri come veli di seta – i protagonisti della politica italiana, e non solo.

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Moby Dick, un “poema sacro” incompreso

Duecento anni fa nasceva, nella giovane America che aveva da poco conquistato la propria indipendenza, Herman Melville, diventato immortale per il suo celebre Moby Dick. Un grande classico della letteratura di cui ben pochi però hanno colto il profondo senso religioso.

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Pagine per la buona battaglia

Corrado Gnerre, 
La buona battaglia – Apologetica cattolica in domande e risposte
Chorabooks 2019 

Corrado Gnerre è una figura di intellettuale decisamente interessante. Vive a Benevento dove è nato nel 1962. Sposato, padre di cinque figli, è laureato in Filosofia e diplomato in Teologia. Insegna Storia dell’Utopia in età moderna (cattedra molto interessante) e Antropologia Filosofica presso l’Università Europea di Roma. È autore di numerosi saggi riguardanti le religioni orientali, così come aspetti poco noti della storiografia moderna e contemporanea. Ha collaborato e collabora con riviste quali “Il Settimanale di Padre Pio”. 

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Il Santo del mese: San Rocco (16 agosto)

San Rocco è uno di quei santi oggi purtroppo dimenticati ma che ebbero per secoli una grandissima popolarità. Lo troviamo raffigurato in numerosissime chiese e cappelle in tutta Europa, nella sua classica immagine iconografica di pellegrino, con accanto a sé un cagnolino. Lo troviamo nelle cappelline di montagna, in piccoli paesi, spesso collegato a espressioni di gratitudine per aver salvato quei luoghi e quelle popolazioni da pestilenze. Per secoli infatti è stato il principale santo invocato contro la peste.

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Dialogo con Paolo Gulisano

“L’AMICIZIA LETTERARIA PIÙ FORTE? QUELLA TRA TOLKIEN E LEWIS. QUELLA PIÙ IMPROBABILE? TRA IL CATTOLICO MAURIAC E IL LIBERTINO GIDE”: DIALOGO CON PAOLO GULISANO

Dal sito Pangea.news: Truman Capote. L’aiuto dell’amica Harper Lee fu fondamentale per la scrittura del suo capolavoro, “A sangue freddo”, pubblico nel 1966

Per me l’icona dell’amicizia è lì, “in una conca tra le dune di sabbia, al riparo dal vento freddo e violento”, alla periferia di Liverpool, davanti al mare d’Irlanda, il 19 novembre 1856. Herman Melville fa visita all’amico di sempre, Nathaniel Hawthorne, che lo porta a fare qualche chiacchiera. I due stanno lì, eternati dal vento, per ore.

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Storia di amicizia tra scrittori: l’ultimo libro di Paolo Gulisano

L’amicizia è uno dei sentimenti più importanti che accompagna la vita di ognuno di noi. Sin dall’alba dei tempi – lo testimonia la Genesi – l’uomo si è sempre interrogato sul significato di questo legame privilegiato che si stabilisce tra anime affini. Cicerone, ad esempio, scriveva che l’amicizia è superiore a tutte le cose perché dona speranza e non fa piegare l’uomo dinanzi al destino, mentre è di C. S. Lewis, l’autore delle Cronache di Narnia e delle Lettere di Berlicche, la descrizione più bella di come nasca una così intensa affinità fra due persone: «Quando due o più compagni scoprono di avere un’idea, un interesse o anche soltanto un gusto, che gli altri non condividono e che, fino a quel momento, ciascuno di loro considerava un suo esclusivo tesoro (o fardello). La frase con cui di solito comincia un’amicizia è qualcosa di questo genere: “Come? Anche tu? Credevo di essere l’unico…”».

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A cena con Oscar Wilde e Conan Doyle

Il sodalizio umano e culturale tra celebri penne ricostruito da Paolo Gulisano

Nell’amicizia, quella vera, non ci deve essere nulla di finto. Franchezza e schiettezza, invece, sono gli elementi fondanti: parola di Cicerone, che nel dialogo intitolato, appunto De Amicitia, dichiara che essa è superiore a qualsiasi altro bene perché dona speranza e non fa piegare l’individuo di fronte al destino, anche il più inclemente. Se poi l’amicizia viene a cementarsi tra uomini di ingegno eccelso, maestri di sapere e di penna, non c’è dubbio che il legame viene a caricarsi e a fregiarsi di motivi ancor più alti. Si tratta di un patrimonio di grande valore in cui confluiscono la dimensione umana e la dimensione culturale, nel segno di un reciproco e fertile arricchimento. Getta una forte luce su tale patrimonio l’intrigante e interessantissimo libro di Paolo Gulisano Là dove non c’è tenebra. Storie di amicizia tra scrittori (Milano, Edizioni Ares, 2019, pagine 208, euro 14), appena uscito in libreria, in cui l’autore dichiara che la sua esplorazione «si limita volutamente agli ultimi due secoli, alla modernità, un tempo nel quale l’amicizia è diventata sempre più problematica».

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