Archivi categoria: Dio

LETTURE/ Frederick Rolfe, storia di un dandy paranoico che trovò la fede

Il recente lavoro di Luca Fumagalli “Il viaggio sentimentale di Frederick Rolfe” racconta la vita e l’opera dello scrittore inglese, convertito al cattolicesimo nel 1886

Una delle più intriganti serie televisive dell’ultima stagione è stata indubbiamente “The Young Pope”, targata Paolo Sorrentino, mandata in onda da Sky Atlantic. La storia di Lenny Belardo, giovane cardinale americano eletto Sommo Pontefice con il nome di Pio XIII, non è che l’ultimo esempio dell’interesse che la letteratura, in particolare quella dell’immaginario, ha sempre avuto per la Chiesa cattolica e in particolare per i suoi vertici. Da Il Cardinale di Robinson a Guido Morselli, dal papa russo immaginato negli anni 80, in piena Guerra Fredda, da Morris West fino a chi ha dato continuità alle avventure di Padre Brown portandolo sul Soglio di Pietro, la fantasia degli scrittori si è spesso sbizzarrita intorno al Successore del Principe degli Apostoli.

Una delle opere più significative di questo filone, che sembra avere ispirato almeno in parte la serie di Sorrentino, è Adriano VII, dello scrittore inglese Frederick Rolfe, un personaggio singolarissimo vissuto alla fine dell’800 e morto a Venezia nel 1913. Rolfe appartiene a quel gruppo di artisti inglesi dell’ultima parte dell’epoca vittoriana che furono attratti dal cattolicesimo, da quella Chiesa che — uscita finalmente da quelle catacombe in cui l’aveva confinata per tre secoli l’establishment britannico — aveva conosciuto a partire dal grande convertito John Henry Newman una nuova entusiasmante primavera. Se molti dei convertiti al cattolicesimo divennero degli apologeti e dei testimoni della fede, da Coventry Patmore a Pugin, fino al grande Chesterton, altri furono invece artisti anticonformisti e controversi, come Oscar Wilde, Aubrey Beardsley, e come appunto Frederick Rolfe, la cui vicenda umana e artistica viene narrata da Luca Fumagalli nel volume di recente pubblicazione Il viaggio sentimentale di Frederick Rolfe, Edizioni Radio Spada.

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La guerra, la pace e la novità di Gesù

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La recente “Giornata mondiale di preghiera per la pace “ tenutasi ad Assisi, col titolo “Sete di pace. Religioni e culture in dialogo”, si è conclusa con un “appello alla pace” che- nonostante le indubbie buone intenzioni dei promotori dell’evento, sembra un’occasione perduta.

Ciò che è mancato, anche dietro le distinzioni tra guerra vera e propria e atti di terrorismo, è un giudizio chiaro sul mistero di iniquità che è all’origine del male, della violenza, della sopraffazione dell’uomo sul suo prossimo. Da questo punto di vista, il “male assoluto” non è tanto la guerra in sé, ma l’odio verso l’uomo, che nasce dall’odio verso Dio. É il caso, per esempio, della Shoah: un orrore che non scaturiva da nessuna guerra; il nazionalsocialismo non aveva mai dichiarato guerra al popolo ebraico, così come i regimi comunisti non avevano dichiarato guerra ai propri stessi popoli, che furono le prime vittime di queste persecuzioni.

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Dizionario della fede – “S” come Sacerdote

Opened book with flying lettersLungi dall’essere un mero “assistente sociale”, il presbitero è principalmente il “ministro dell’Eucaristia” e della “misericordia”

Nel corso dell’Ultima Cena, istituendo il Sacramento dell’Eucaristia, Gesù aveva detto: “Fate questo in memoria di me”. L’Eucaristia dunque non ricorda semplicemente un episodio, ma ricorda Lui. Per celebrare questo Sacramento, Gesù istituì il Sacerdozio. Il prete, infatti, è in primo luogo colui che può ripetere ogni giorno, in persona Christi, le parole del Signore stesso. In un tempo in cui i rapidi cambiamenti culturali e sociali allentano il senso della tradizione ed espongono specialmente le nuove generazioni al rischio di smarrire il rapporto con le proprie radici, il sacerdote è chiamato ad essere, nella comunità a lui affidata, l’uomo del ricordo fedele di Cristo e di tutto il suo mistero. La sua è un’esistenza « consacrata.

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Dizionario della fede – “O” come Orazione

Opened book with flying lettersLa preghiera e l’orazione sono degli strumenti straordinari per innalzare la nostra condizione umana, per farci più simili al Dio che ci ha creato.

La parola orazione è uno dei due vocaboli (l’altro è il più comune “preghiera”) con cui si indica la relazione cosciente e colloquiale dell’uomo con Dio. La parola preghiera” proviene dal verbo latino precor , che significa pregare, rivolgersi a qualcuno chiedendo un beneficio. Il termine “orazione” proviene dal sostantivo latino oratio, che significa parlare, discorso, colloquio. L’orazione è assolutamente necessaria per la vita spirituale. È come il respiro che permette alla vita dello spirito di crescere. Nell’orazione si manifesta la fede in Dio e nel suo amore. Si stimola la speranza che porta a orientare la vita verso di Lui e a confidare nella sua provvidenza. Il cuore si dilata se rispondiamo col nostro amore all’Amore divino.

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Dizionario della fede – “M” come Madre

Opened book with flying lettersAttraverso lo stupore di Maria avviene l’Incarnazione, l’inizio di quella risposta definitiva, con cui Dio viene incontro alle inquietudini del cuore dell’uomo

Madre. Mamma: la parola più dolce, la prima che viene balbettata dalle labbra di un bambino, quella che spesso è l’ultima, sulle labbra dei morenti. Nel Cristianesimo la parola madre è fondamentale: essa ci richiama l’altissima dignità della donna, chiamata a trasmettere la vita, a nutrirla, ad accudirla. E tra le donne ce n’è una, in particolare, che venne chiamata a generare il Verbo di Dio.

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Dizionario della fede – “K” come Kyrie eleison

Opened book with flying lettersQuesta antica preghiera della liturgia cristiana non è solo la richiesta di essere perdonati ma anche di essere voluti bene

Il Kyrie eleison è una delle più antiche preghiere della liturgia cristiana. Vi sono espressioni simili in alcuni salmi e all’interno dei Vangeli: le testimonianze di un uso liturgico risalgono al IV secolo nella chiesa di Gerusalemme, e al V secolo nella messa di rito romano. È usata come preghiera litanica e risposta a determinate invocazioni. Nel rito tridentino viene pronunciato dopo l’atto penitenziale e subito dopo l’antifona di introito; nel rito ambrosiano viene detto all’atto penitenziale e ripetuto tre volte al termine della Messa, prima della benedizione finale. Il Kyrie, come viene generalmente abbreviato, fa anche parte delle messe cantate, essendone la parte immediatamente successiva all’introito. In seguito alla riforma liturgica, nel rito romano in lingua italiana Kyrie eleison è stato tradotto Signore, pietà e Christe eleison (Χριστἐ ἐλέησον) con Cristo, pietà.

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Dizionario della fede – “G” come Gloria

Opened book with flying lettersE’ tutta presente in Gesù: in quanto Figlio di Dio egli è “lo splendore della sua gloria, l’immagine della sua sostanza”

Gloria: un termine che la Chiesa sottolinea particolarmente in occasione della Pasqua, quando si celebra la Risurrezione del Signore. Nella Bibbia il concetto di gloria viene specificandosi nel passaggio dall’Antico al Nuovo Testamento: da un concetto di gloria inizialmente legato alla ricchezza si passa ad esprimere la gloria di Dio come la sua magnificenza legata alle sue grandi opere, per arrivare con Cristo alla manifestazione della stessa in Gesù, soprattutto nella sua risurrezione di Gesù.

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Dizionario della fede – “D” come Diavolo

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La più precisa descrizione dell’azione del diavolo è stata fatta, in ambito letterario, dallo scrittore anglo-irlandese C.S. Lewis nel libro “Le lettere di Berlicche”

«A questa generazione hanno fatto credere che il diavolo fosse un mito, una figura, un’idea, l’idea del male. Ma il diavolo esiste e noi dobbiamo lottare contro di lui». Così ha affermato recentemente papa Francesco. Per il Pontefice il diavolo è una presenza reale che lavora dietro le quinte, una presenza insidiosa: «È il bugiardo, è il padre dei bugiardi – dice il papa- il padre della menzogna, è un seminatore di zizzania, fa litigare, induce nell’errore grave”. Da qui, l’esortazione a «prendere l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito che è la Parola di Dio». L’antidoto secondo papa Francesco resta la fede e la consapevolezza che «la vita sia una milizia. La vita cristiana è una lotta, una lotta bellissima, perché quando il Signore vince in ogni passo della nostra vita, ci dà una gioia, una felicità grande”. Insomma, “si deve combattere: non è un semplice scontro, è un combattimento continuo».

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Dizionario della fede – “C” come Confessione

Opened book with flying lettersOvvero il riconoscimento e la lode della santità di Dio e della sua misericordia verso l’uomo

Confessione: per la Chiesa uno dei più importanti Sacramenti, ovvero quegli aiuti della Grazia che sostengono l’umanità nel suo cammino verso Dio. Questo sacramento viene chiamato anche della Penitenza, perché coloro che lo ricevono ottengono dalla misericordia di Dio il perdono delle offese fatte a lui e insieme si riconciliano con la Chiesa, alla quale hanno inflitto una ferita col peccato e che coopera alla loro conversione con la carità, l’esempio e la preghiera. È chiamato anche sacramento della Conversione poiché realizza sacramentalmente l’appello di Gesù alla conversione, il cammino di ritorno al Padre da cui ci si è allontanati con il peccato.

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Dizionario della fede – “B” come Beatitudini

Opened book with flying lettersCos’è la beatitudine? Uno stato meraviglioso di pace, di serenità, di gioia. Essere beati: un’aspirazione di ogni persona, ma per tanti una mera utopia, con tutte le cose brutte della vita, le avversità, le sofferenze. Eppure Gesù ha detto che la beatitudine non è un sogno, un’utopia irrealizzabile, una fantasia consolatoria. E che beati possono essere anche (e magari soprattutto) quelli che soffrono, quelli che piangono, quelli che sono offesi, umiliati, oppressi. Com’è possibile? Al nostro scetticismo risponde uno dei passaggi cruciali del Vangelo: il Discorso della Montagna di Gesù come riportato dal Vangelo secondo Matteo al capitolo 5 e dal Vangelo secondo Luca al capitolo 6. Le Beatitudini qui illustrate descrivono le caratteristiche per essere veramente felici. Quelli che vivono questo messaggio sono i Beati, cioè i felici. Le Beatitudini soprattutto rappresentano la persona di Gesù, sono l’identità del cristiano, il cristiano che vive secondo questi insegnamenti, sa ed è consapevole di portare la croce della vittoria, l’emblema della risurrezione, come Cristo nel momento della trasfigurazione nel dialogare con Elia e Mosè alla presenza di tre apostoli disse, se prima non fosse stato innalzato sulla croce non sarebbe potuto entrare nella gloria del padre, spazzando via la morte. Così il cristiano se non si identifica nella persona di Cristo non può accedere al Regno di Dio.

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