Archivi categoria: Fede

“Vi racconto Chesterton”, l’inventore di don Matteo

di Damiano Mattana – www.interris.it

Giornalista, narratore, saggista ma anche filosofo, pensatore e, addirittura, teologo: una straordinaria varietà di talenti convogliati nella monumentale figura di Gilbert Keith Chesterton, l’intellettuale londinese che, sulla base del suo rapporto con la fede cristiana, costruì la sua enorme sfera culturale, capace di sondare l’interiorità del pensiero umano in tutte le sue sfaccettature. La sua è stata una visione profonda, poliedrica, dispensatrice di sempre nuove sorprese e soggetta alle più diverse interpretazioni, forse proprio per la sua capacità di spaziare con sapienza e saggezza attraverso tutte le sfere dell’intelletto, regalando letture approfondite dell’uomo anche attraverso la creazione di personaggi come padre Brown, il prete investigatore “progenitore” del nostrano Don Matteo. È possibile racchiudere in un’opera una tale grandezza spirituale e cognitiva? Raccontare in un volume l’incredibile vastità culturale di una figura che, a cavallo fra l’800 e il ‘900, seppe interpretare al meglio i timori dell’uomo verso la modernità e renderle parte di una sofisticata ricerca della verità cristiana? È quanto abbiamo chiesto a Paolo Gulisano, saggista e autore, assieme a don Daniele De Rosa, del libro “Chesterton – La sostanza della fede”.

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LETTURE/ Frederick Rolfe, storia di un dandy paranoico che trovò la fede

Il recente lavoro di Luca Fumagalli “Il viaggio sentimentale di Frederick Rolfe” racconta la vita e l’opera dello scrittore inglese, convertito al cattolicesimo nel 1886

Una delle più intriganti serie televisive dell’ultima stagione è stata indubbiamente “The Young Pope”, targata Paolo Sorrentino, mandata in onda da Sky Atlantic. La storia di Lenny Belardo, giovane cardinale americano eletto Sommo Pontefice con il nome di Pio XIII, non è che l’ultimo esempio dell’interesse che la letteratura, in particolare quella dell’immaginario, ha sempre avuto per la Chiesa cattolica e in particolare per i suoi vertici. Da Il Cardinale di Robinson a Guido Morselli, dal papa russo immaginato negli anni 80, in piena Guerra Fredda, da Morris West fino a chi ha dato continuità alle avventure di Padre Brown portandolo sul Soglio di Pietro, la fantasia degli scrittori si è spesso sbizzarrita intorno al Successore del Principe degli Apostoli.

Una delle opere più significative di questo filone, che sembra avere ispirato almeno in parte la serie di Sorrentino, è Adriano VII, dello scrittore inglese Frederick Rolfe, un personaggio singolarissimo vissuto alla fine dell’800 e morto a Venezia nel 1913. Rolfe appartiene a quel gruppo di artisti inglesi dell’ultima parte dell’epoca vittoriana che furono attratti dal cattolicesimo, da quella Chiesa che — uscita finalmente da quelle catacombe in cui l’aveva confinata per tre secoli l’establishment britannico — aveva conosciuto a partire dal grande convertito John Henry Newman una nuova entusiasmante primavera. Se molti dei convertiti al cattolicesimo divennero degli apologeti e dei testimoni della fede, da Coventry Patmore a Pugin, fino al grande Chesterton, altri furono invece artisti anticonformisti e controversi, come Oscar Wilde, Aubrey Beardsley, e come appunto Frederick Rolfe, la cui vicenda umana e artistica viene narrata da Luca Fumagalli nel volume di recente pubblicazione Il viaggio sentimentale di Frederick Rolfe, Edizioni Radio Spada.

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A tavola nascono le relazioni tra gli uomini

Nanda Salsi è uno di quei personaggi che la Bassa Emiliana sforna (è il caso di dirlo) con una certa frequenza e che vale la pena di incontrare. Nata nel cuore di quello che fu “il triangolo della morte”, nella vecchia Emilia comunista e anti-clericale, la professoressa Salsi invece è una cattolica come Dio comanda, che ha speso decenni della sua vita a dare testimonianza della sua fede nel mondo della scuola, come insegnante e come operatrice culturale.

Giusto quarant’anni fa ha fondato nella sua città, Correggio, un centro culturale intitolato al beato Piergiorgio Frassati, il giovane torinese che fu tanto caro a Giovanni Paolo II, una figura modello di impegno cristiano, difensore della verità e apostolo della carità. Nanda oggi è in pensione, ma oltre a continuare a dare il meglio di sé nella propria famiglia allargata (tranquilli: allargata da un punto di vista generazionale a nuore, generi e nipoti!) ha il tempo di scrivere. Ed ecco quindi il suo ultimo libro: Le infinite valenze del cibo (Editrice Il Cerchio). Non si tratta dell’ennesimo libro di cucina, ma di un viaggio nella storia, nella geografia, nelle civiltà, nell’antropologia, avendo come punto di riferimento il cibo e la nutrizione.

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Buona Pasqua!

 

 

Gesù, aiutaci a diffondere il tuo profumo ovunque noi andiamo;
inondaci del tuo spirito e della tua vita;
prendi possesso del nostro essere così pienamente,
che tutta la nostra vita sia soltanto un’ irradiazione della tua;
risplendi in noi e attraverso di noi;
che chiunque ci avvicini senta in noi la tua presenza;
chi viene a noi cerchi Te e veda soltanto Te;
resta con noi, così cominceremo a risplendere come risplendi Tu,
così da essere luce per gli altri;
la luce, Gesù, verrà tutta da Te, e nulla di essa sarà nostra proprietà;
sarai Tu ad illuminare attraverso di noi;
fa che noi Ti lodiamo nel modo che piace a Te,
effondendo la Tua luce su quanti ci stanno attorno;
che noi predichiamo di te, senza predicare,
ma con il nostro esempio, con la forza che trascina,
con il suadente influsso del nostro operare,
con l’evidente pienezza dell’amore di cui il nostro cuore trabocca.
Amen.

(John Henry Newman)

Paolo

La guerra, la pace e la novità di Gesù

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La recente “Giornata mondiale di preghiera per la pace “ tenutasi ad Assisi, col titolo “Sete di pace. Religioni e culture in dialogo”, si è conclusa con un “appello alla pace” che- nonostante le indubbie buone intenzioni dei promotori dell’evento, sembra un’occasione perduta.

Ciò che è mancato, anche dietro le distinzioni tra guerra vera e propria e atti di terrorismo, è un giudizio chiaro sul mistero di iniquità che è all’origine del male, della violenza, della sopraffazione dell’uomo sul suo prossimo. Da questo punto di vista, il “male assoluto” non è tanto la guerra in sé, ma l’odio verso l’uomo, che nasce dall’odio verso Dio. É il caso, per esempio, della Shoah: un orrore che non scaturiva da nessuna guerra; il nazionalsocialismo non aveva mai dichiarato guerra al popolo ebraico, così come i regimi comunisti non avevano dichiarato guerra ai propri stessi popoli, che furono le prime vittime di queste persecuzioni.

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19 Settembre: Nostra Signora di La Salette

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La santa Vergine descrisse un mondo dove i vari potentati avrebbero sempre più osteggiato la fede cristiana, e dove nella stessa Chiesa sarebbe entrato il fumo di Satana, fino all’apostasia di preti, vescovi, cardinali… Sembra un’esatta descrizione di ciò che sta avvenendo oggi.

di Paolo Gulisano

Nel cuore delle Alpi francesi, in un alpeggio a 1600 metri di altezza, esattamente 170 anni fa la Madonna apparve a due ragazzi del vicino villaggio di Corps, Mélanie Calvat di 15 anni e Maximin Giraud di 11 anni. Era il 19 settembre del 1846. Erano passati sedici anni dalla prima apparizione di Maria avvenuta in Francia nel 1830  a Rue de Bac, nella casa delle Figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli. Dodici anni dopo, nel 1858, sarebbe stata la volta di Lourdes, una delle più celebri apparizioni di tutta la storia. Se di quest’ultima si parla molto, ed è ancora oggi la meta di tanti pellegrini, La Salette è sta invece – purtroppo – abbastanza dimenticata, e forse non a caso, visto il contenuto dei messaggi che la Madonna diede ai due veggenti, e attraverso di loro alla Chiesa e al mondo.

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Dizionario della fede – “Y” come Yahveh

Opened book with flying lettersCon questa espressione viene indicato nella Bibbia, il nome di Dio, che gli ebrei evitavano di pronunciare per non profanarlo.

Il nome in questa forma “Yahweh” rappresenta la versione accademica della parola ebraica composta da quattro lettere (yodh, he, waw, he) , in qualche modo corrispondenti alle lettere del nostro alfabeto YHWH, e perciò detta “tetragramma”. Con queste lettere veniva indicato nella Bibbia il nome di Dio. Peraltro gli ebrei evitavano di pronunciarne il nome per non profanarlo (“non nominare il nome di Dio invano”, terzo comandamento secondo la tradizione ebraica, secondo comandamento secondo la tradizione cattolica), mentre nella Bibbia è reso per iscritto soltanto con il tetragramma. Gli ebrei talvolta usavano il termine Adonai, che significa “Signore”, uso poi ripreso dai cristiani.

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Dizionario della fede – “X” come Xenoglossia

Opened book with flying lettersCon questo termine si fa riferimento a un fenomeno profetizzato e poi narrato nell’Antico Testamento: il dono delle “lingue nuove” da parte dello Spirito Santo.

Con questo strano termine si definisce un fenomeno straordinario  per cui una persona si trova improvvisamente e inaspettatamente capace di parlare una o più lingue straniere da lui completamente ignorate.

Non si tratta di magia o di parapsicologia, ma di qualcosa narrato nei Vangeli. In quello di Marco si dice: (Mc 16,17) “Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove…”.

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Dizionario della fede – “V” come Verità

Opened book with flying lettersLa ricerca della verità è ciò che caratterizza l’umanità più vera, che non si lascia ottundere nella coscienza da mode, chiasso mediatico,  slogan e tristi surrogati dei valori fondamentali.

Sono passati venti secoli da quando, in un palazzo di Gerusalemme, un governatore romano rivolse ad un falegname galileo la domanda: “Cos’è la verità?”, e l’eco della questione sollevata risuona ancora oggi, così come la risposta, che non era una teoria, ma una persona. La ricerca della verità è tuttora ciò che caratterizza l’umanità più vera, quella che non si lascia ottundere nella mente e nella coscienza dal chiasso mediatico, dalle mode, dagli slogan, dai tristi surrogati dei valori fondamentali.

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Rovereto, convegno famiglia

lavocedeltrentino.it – Quotidiano online Indipendente

Domenica, 13 Dicembre 2015 13:43

Rovereto, convegno famiglia: «Solo l’unione di un uomo ed una donna può generare la vita»

Rovereto, convegno famiglia: «Solo l'unione di un uomo ed una donna può generare la vita»

L’autore Redazione Trento

Oltre 200 persone ieri sera si sono accalcate nella sala conferenze dell’Urban Center di Rovereto per il convegno “Famiglia, fondamento della società”.

Tante persone e pattuglie della Polizia agli ingressi per dire che solo l’unione di un uomo ed una donna può generare la vita: “solo pochi anni fa una serata analoga sarebbe andata deserta per la scontatezza del concetto” affermano in sala.

Un tavolo di relatori di tutto rispetto ha invece animato la serata, come gremita di Autorità era la sala in cui tutto il centrodestra trentino era rappresentato.

Apre le danze Toni Brandi, presidente di ProVita, associazione organizzatrice dell’evento, rimarcando quanto la famiglia sia sotto attacco ideologico e legislativo tremite un subdolo progetto di rivoluzione antropologica finalizzato a renderci tutti soggetti soli, ipersessualizzati, destabilizzati e privi di legami qualificanti. Torna sul concetto anche il Dott. Paolo Gulisano, medico e scrittore molto conosciuto tra gli amanti del fantasy per la sua capacità di ritrovare nei romanzi fantascientifici l’embrione della dissoluzione del mondo attuale.

Intrigante il parallelo con Frankeinstein e l’ideologia gender tanto di moda ora: in ambedue i casi si prende le mosse da un laboratorio in cui un’entità che si vuole sostituire alla natura crea e distrugge l’uomo a suo piacimento, senza cadere nell’errore di confondere gli addendi: il “mostro” non è, come erroneamente si potrebbe pensare, la creatura che vede la luce nel laboratorio. Il vero mostro è colui che pretende di plasmare l’uomo e sovvertirne l’esistenza.

Della concretezza ha invece fatto il proprio cavallo di battaglia l’applauditissimo intervento di Massimo Bitonci, Sindaco di Padova, le cui battaglie contro la diffusione nelle scuole dei libretti gender sono salite agli onori delle cronache nazionali. Lui descrive quanto accaduto in un altro modo: “Un Sindaco normele ed una maggioranza di consiglieri normali hanno votato un atto normale che prevede una cosa normale: i bambini non possono essere indottrinati e le famiglie non devono essere escluse.”

“Un amministratore locale” prosegue Bitonci “deve metterci la faccia ed avere il coraggio delle proprie azioni: per questo motivo quando l’Arcigay ha richiesto di utilizzare le sale pubbliche del Comune per serate in cui si propaganda l’utero in affitto e pratiche analoghe ho negato l’autorizzazione.” Scroscianti applausi. Presa di posizione, questa, che è valsa al Sindaco una denuncia per abuso d’ufficio ma lui non si scompone: “Sappiano che continuerò a farlo.

Forse tra i più attesi è stato l’intervento del Cons. Walter Kaswalder, presente fuori da ordini di scuderia del partito di cui comunque risulta ancora presidente, il PATT.

Sono andato a riguardare gli atti fondativi del partito autonomista e lì si dice chiaramente che il nostro operato politico deve seguire la dottrina della Chiesa e gli usi della nostra gente: io mi sento perfettamente in linea.” Cita volutamente il cosiddetto ddl omofobia appoggiato dalla maggioranza del governo provinciale pur non essendo stato inserito nel patto di coalizione, disegno di legge a cui Kaswalder ha tolto il sostegno comprendendone la pericolosità intrinseca, esplictata a chiare lettere nell’articolo 5 in cui si parla palesemente della volontà di indottrinare anche le giovani generazioni.

Un monito giunge infine da parte di tutti i relatori: color che sono persuasi della necessità di difendere i più piccoli da questi attacchi ideologici devono essere pronti a scendere in campo personalmente in quanto troppo spesso questa battaglia non trova come alleati nemmeno parti della Chiesa.

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