Archivi categoria: Libri di Paolo Gulisano

Moby Dick, un “poema sacro” incompreso

Duecento anni fa nasceva, nella giovane America che aveva da poco conquistato la propria indipendenza, Herman Melville, diventato immortale per il suo celebre Moby Dick. Un grande classico della letteratura di cui ben pochi però hanno colto il profondo senso religioso.

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Dialogo con Paolo Gulisano

“L’AMICIZIA LETTERARIA PIÙ FORTE? QUELLA TRA TOLKIEN E LEWIS. QUELLA PIÙ IMPROBABILE? TRA IL CATTOLICO MAURIAC E IL LIBERTINO GIDE”: DIALOGO CON PAOLO GULISANO

Dal sito Pangea.news: Truman Capote. L’aiuto dell’amica Harper Lee fu fondamentale per la scrittura del suo capolavoro, “A sangue freddo”, pubblico nel 1966

Per me l’icona dell’amicizia è lì, “in una conca tra le dune di sabbia, al riparo dal vento freddo e violento”, alla periferia di Liverpool, davanti al mare d’Irlanda, il 19 novembre 1856. Herman Melville fa visita all’amico di sempre, Nathaniel Hawthorne, che lo porta a fare qualche chiacchiera. I due stanno lì, eternati dal vento, per ore.

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A cena con Oscar Wilde e Conan Doyle

Il sodalizio umano e culturale tra celebri penne ricostruito da Paolo Gulisano

Nell’amicizia, quella vera, non ci deve essere nulla di finto. Franchezza e schiettezza, invece, sono gli elementi fondanti: parola di Cicerone, che nel dialogo intitolato, appunto De Amicitia, dichiara che essa è superiore a qualsiasi altro bene perché dona speranza e non fa piegare l’individuo di fronte al destino, anche il più inclemente. Se poi l’amicizia viene a cementarsi tra uomini di ingegno eccelso, maestri di sapere e di penna, non c’è dubbio che il legame viene a caricarsi e a fregiarsi di motivi ancor più alti. Si tratta di un patrimonio di grande valore in cui confluiscono la dimensione umana e la dimensione culturale, nel segno di un reciproco e fertile arricchimento. Getta una forte luce su tale patrimonio l’intrigante e interessantissimo libro di Paolo Gulisano Là dove non c’è tenebra. Storie di amicizia tra scrittori (Milano, Edizioni Ares, 2019, pagine 208, euro 14), appena uscito in libreria, in cui l’autore dichiara che la sua esplorazione «si limita volutamente agli ultimi due secoli, alla modernità, un tempo nel quale l’amicizia è diventata sempre più problematica».

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Là dove non c’è tenebra – Ricognizioni

Davvero sorprendente questo libro di Paolo Gulisano. Là dove non c’è tenebra (Ares, 202 pagine, 14 euro) è la storia di 23 storie di amicizia tra scrittori. Da Melville e Hawthorne a Chesterton e Belloc, da Gide e Mauriac a Hemingway e Fitzgerald, da Guareschi e Manzoni a Tolkien e Lewis, e tanti altri. Un libro curioso, che fa venir voglia di leggere o rileggere o di scoprire testi e autori. Il titolo è tratto da un brano di 1984 di George Orwell, là dove un personaggio pronuncia queste parole: “Ci ritroveremo là dove non c’è tenebra…”, il più bell’augurio che ci si possa fare tra amici. Per gentile concessione dell’Editore pubblichiamo l’introduzione

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Le amicizie tra scrittori, lo stupore che alimenta la vita

Il sodalizio spirituale tra Manzoni e Rosmini, testimoniato dal ricco carteggio tra i due. La presenza di Ranieri nella vita di Leopardi, due persone «quasi all’opposto». La passeggiata insieme, il 19 settembre 1931, di Tolkien e Lewis, dopo la quale il secondo annunciò la sua conversione al cristianesimo. Sono solo alcune delle 23 storie di amicizia tra scrittori raccontate in Là dove non c’è tenebra (Ares), l’ultimo libro di Paolo Gulisano.

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