Archivi categoria: Libri di Paolo Gulisano

A scuola aboliamo l’ora di religione

Il libro “Malachia tra storia e misteri” di Paolo Gulisano, è un libro dannatamente interessante, oserei dire irrinunciabile per chiunque si stia interrogando sul destino della Chiesa Cattolica. E chi si interroga sui destini della Chiesa Cattolica si sta interrogando sui destini dell’Umanità, perché per quanto gli incantevoli sforzi della nuova Chiesa 2.0 di rendersi ogni giorno più irrilevante, più fusa con ONU e Unione Europea a occuparsi di sovranismo e migranti, la Chiesa cattolica è ancora in grado di influenzare i destini dell’umanità.

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La profezia di San Malachia: siamo davvero al capolinea della Chiesa?

Poter conoscere il futuro è, da sempre, una delle tentazioni predilette dell’umanità. Dalle sibille di pagana memoria fino ad arrivare ai carnascialeschi “santoni” della modernità liquida, tutta la storia è attraversata dall’ansiosa rincorsa di vaticini e premonizioni. Persino oggi, in un mondo post-religioso, continuano ad avere cittadinanza – e spesso grande pubblicità – le più improbabili profezie alla Nostradamus, per non parlare poi delle visioni apocalittiche che, dal famoso 2012 in salsa maya, anno dopo anno si ripresentano a cadenza regolare.

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Piccola bibliografia ragionata di narrativa disintossicante

Esiste una letteratura contemporanea che sappia offrire ai lettori non soltanto testi gradevoli, ma anche sentimenti, emozioni e, soprattutto, valori profondi? In effetti, la letteratura contemporanea sembra non riuscire a liberarsi da quelle catene che, di volta in volta, sono rappresentate da una sociologia di bassa lega, astrusi intellettualismi, pornografia più o meno soft, becera propaganda di antivalori liberal e/o di una sinistra fuori tempo. In particolare la narrativa contemporanea italiana intinge spesso la sua penna nei veleni del più triste “luogocomunismo”: immigrazionismo, omosessualismo, antirazzismo, antifascismo.

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MALACHIA tra storia e misteri

Papa Francesco è l’ultimo Papa? Le profezie di Malachia sono attendibili? Questa biografia ci rivela il vero Malachia, splendida figura della Chiesa medievale, e tra storia e misteri ci proietta nel futuro prossimo venturo.

Sul finire del ‘500, apparve un libro, pubblicato a Venezia a cura di un monaco benedettino originario delle Fiandre, Arnold de Wyon, dal titolo Lignum vitae, ornamentum et decus Ecclesiae, una monumentale storia dell’Ordine di san Benedetto. Nel primo volume Arnold presentava ai lettori uno scritto, per secoli inedito e sconosciuto, attribuito a un santo monaco e vescovo irlandese del XII secolo, Malachia di Armagh, amico di san Bernardo di Chiaravalle (che ne fu il primo biografo) e che deve la sua celebrità soprattutto alle profezie sui papi che gli vengono attribuite. Si tratta di una serie di 111 brevi descrizioni di altrettanti pontefici, da Celestino II – eletto nel 1143 – fino a Pietro II, l’ultimo papa. Il testo si conclude con un’ulteriore e ultima profezia: «Durante l’ultima persecuzione di Santa Romana Chiesa siederà Pietro Romano che pascerà l gregge in mezzo a molte tribolazioni; quando queste saranno passate, la città dai sette colli sarà distrutta e il tremendo Giudice giudicherà il suo popolo. Fine».

Scorrendo l’elenco dei papi descritti da Malachia, ci si accorge che i 111 da lui descritti sono trascorsi: Benedetto XVI corrisponde all’ultimo, contrassegnato come De gloria olivae. La gloria dell’ulivo, che richiama un simbolo benedettino. Siamo dunque arrivati a «Petrus Romanus»? È papa Francesco, il vescovo arrivato dalla «fine del mondo», l’ultimo vicario di Cristo? E ora cosa succederà? La fine del mondo e dei tempi, o la fine della Chiesa? Il tutto, naturalmente, se si prendono in considerazione le profezie di Malachia come attendibili. Si è molto discusso dell’autenticità del testo, e molti sono i misteri che lo circondano. Fu davvero scritto da Malachia di Armagh? E quando? Possono essere più di un clamoroso falso del 1595? A queste domande Paolo Gulisano prova a rispondere ripercorrendo la vita e le opere del santo irlandese, splendida figura della Chiesa medievale.

I Crononauti e il viaggio per avvertire gli uomini

I Crononauti sono viaggiatori del tempo che arrivano da 20.000 anni nel futuro, decisi a cambiare le sorti del pianeta Terra per evitare una catastrofe. Per riuscirci chiederanno l’aiuto di un uomo dell’Ottocento, di nome Giulio (Verne), e insieme scopriranno il perché del declino… Una trama avvincente, ricca di dettagli storici e riferimenti letterari: è l’ultimo romanzo di Paolo Gulisano, I Crononauti e l’incredibile viaggio.

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Paolo Gulisano ci racconta “L’incredibile viaggio”

Paolo Gulisano è un autore eclettico e poliedrico. La sua produzione è prevalentemente di tipo saggistico: volumi su autori della Letteratura del fantastico come Tolkien (del quale è uno dei maggiori esperti), C.S. Lewis, Mary Shelley, e poi volumi sulla storia della Scozia, dell’Irlanda, testi su Melville, Barrie, Newman,Chesterton… Paolo tuttavia da anni si cimenta anche con la narrativa: Dopo un romanzo di fantastoria (Il destino di Padre Brown) e uno – il prodigio di Lisbona- in cui gioca con la storia vera romanzandola, il nostro finalmente ha scritto egli stesso un romanzo fantastico, un po’ Steam Punk, un po’ Fantasy, un po’ Science Fiction con un pizzico di distopia. Ne è venuto fuori questo I Crononauti e l’incredibile viaggio. (Elledici, euro 9,90). La Redazione di Riscossa Cristiana ha incontrato Gulisano (che di Riscossa è una delle firme) per una chiacchierata sul suo nuovo libro.

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