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Piccola bibliografia ragionata di narrativa disintossicante

Esiste una letteratura contemporanea che sappia offrire ai lettori non soltanto testi gradevoli, ma anche sentimenti, emozioni e, soprattutto, valori profondi? In effetti, la letteratura contemporanea sembra non riuscire a liberarsi da quelle catene che, di volta in volta, sono rappresentate da una sociologia di bassa lega, astrusi intellettualismi, pornografia più o meno soft, becera propaganda di antivalori liberal e/o di una sinistra fuori tempo. In particolare la narrativa contemporanea italiana intinge spesso la sua penna nei veleni del più triste “luogocomunismo”: immigrazionismo, omosessualismo, antirazzismo, antifascismo.

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Ringhio Gattuso, dopo aver strigliato i suoi giocatori

Ringhio Gattuso, dopo aver strigliato i suoi giocatori, dai una bella ripassata anche a certi genitori

Lo Sport è sempre uno specchio della società, dei suoi gusti, delle sue tendenze, dei suoi valori, dei suoi vizi. Lo scorso weekend sportivo ha visto alcuni episodi molto significativi. In primo luogo ciò che è accaduto a Firenze, dove si fronteggiavano due squadre di bambini. Una delle due formazioni rappresentava una società dal nome assai pio: Cattolica Virtus. Quello che è accaduto invece sugli spalti è stato ben poco edificante: una gazzarra tra genitori trascesa fino al punto che la partita tra i bambini è stata interrotta. Qualcuno tra i giovani giocatori ha anche provato a chiedere che i genitori fossero allontanati per poter così permettere alle squadre di continuare a giocare, a divertirsi, e a portare a termine l’incontro.

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Non c’è altra via che la notte

Luca Fumagalli è un giovane e brillante studioso della cultura britannica, in particolare del cattolicesimo inglese. In particolare, ha approfondito la straordinaria figura di padre Robert Hugh Benson, autore del capolavoro Il Padrone del mondo e altri saggi e romanzi storici di rilievo. È animatore del sito (e casa editrice) Radio Spada.

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In ricordo di Andreas Hofer, eroe cristiano del Tirolo

Oggi a Mantova – come ogni anno – si è celebrato Andreas Hofer. Un nome che forse a molti è sconosciuto, ma che è quello di uno dei più grandi eroi cristiani della storia, degno di star vicino a un Giovanni d’Austria: eroe della libertà del Tirolo, difensore della fede cristiana. Un autentico mito per il Tirolo, la sua Heimat, la sua Patria, ma poco noto nel resto d’Europa. Quel poco che si trova nei libri di storia lo definisce come un oste che cercò di opporsi senza successo al dominio napoleonico, che sollevò il Tirolo in una rivolta armata popolare e che finì fucilato a Mantova il 20 febbraio 1810.

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“Campioni del Rosario”

Padre Donald Calloway è un sacerdote americano. Appartiene a quella Chiesa negli Stati Uniti così provata dal diffondersi in essa di un diffuso pensiero non-cattolico  dal diffondersi di perversioni sessuali tra i suoi presbiteri, vescovi e financo cardinali. Padre Calloway tuttavia non ha conosciuto gli orrori dei Seminari di Mc Carrick e soci, ma altri abissi. Da giovane il ragazzo del West Virginia (County Mama, ovviamente) finì nella trappola della droga, e dei furti per procurarsi i soldi per acquistarla. Così finì anche in galera. Prima ancora, da bambino, aveva conosciuto la separazione dei genitori, l’essere sballottato tra le sue “famiglie allargate”.

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A Natale rileggiamo i libri di Dickens

A Natale rileggiamo i libri di Dickens che insegnano il valore della salvezza

La cultura dominante il Natale non lo può proprio vedere. Non lo sopporta. Non è difficile comprenderne i motivi: si celebra la nascita di Gesù, il Figlio di Dio che viene nel mondo per salvarci dal male. Ciò è evidentemente insopportabile per chi non vuole riconoscere l’esistenza del problema del male e tanto meno che Dio possa essere la risposta. Il Natale viene dunque avversato in molti modi, e dopo gli episodi degli scorsi anni di avversione manifesta, con divieto di Presepi e benedizioni, ora questa cultura si è fatta più furba: non l’eliminazione del Presepe, ma la sua manipolazione, magari con la complicità della Neochiesa accondiscendente, per cui si trasforma in una rappresentazione della emigrazione, con protagonista il nuovo “Cristo migrante. ” Per non parlare di altri Presepi a “tema libero”, il capostipite dei quali fu quello dello scorso anno in Piazza San Pietro con un uomo nudo palestrato al posto dei pastori. Per non dire degli altri Natali, quelli consumistici, che ormai da anni ci tediano con lustrini televisivi e proposte per gli acquisti. Insomma, lo abbiamo capito, il Natale deve essere svuotato della sua ricchezza spirituale, e deve essere visto- anche per non offendere chi cristiano non è – solo come una sorta di festa della bontà. A Natale si è tutti più buoni, no? In realtà si è solo un po’ più buonisti, e quindi ipocriti. Come celebrare la Bontà vera, dunque? In particolare se uno- nonostante tutto- proprio non è cristiano. Un modo c’è. C’è un Natale autentico, laico ma non laicista, buono ma non buonista, ed è quello raccontato dal grande Charles Dickens.

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Pound, ritratto di un uomo inquieto

Un libro-intervista, Ho cercato di scrivere paradiso, che ci offre un ritratto a tutto tondo di Pound, della sua vita, delle sue opere, del suo ambiente, dei suoi affetti. Nonostante il suo spirito sincretistico fu sempre affascinato dal cattolicesimo italiano nel quale ravvisava elementi arcaici della grande costruzione della Civitas Christiana medievale che suscitava la sua ammirazione, perfino la sua commozione.

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Beato Giovanni Duns Scoto

La Scozia: una terra antica e orgogliosa la cui bandiera è la Croce di Sant’Andrea e che è la patria del francescano Giovanni Duns, soprannominato Scoto (dalla nazione Scozia come l’Università di Parigi suddivideva gli studenti per nazioni). Nel villaggio di Duns, nella parte meridionale del Paese, confinante con l’Inghilterra e chiamata per questo Border,  tra la fine del 1265 e l’inizio del 1266, nasceva il piccolo John, ovvero Giovanni. Il bambino, dopo essersi occupato delle greggi del padre, immerso nella bellezza variopinta della natura scozzese, ricevette la formazione scolastica all’ombra delle due vicine abbazie cistercensi di Melrose e di Dryburg, che gli accesero l’amore per la Madonna e per la liturgia.

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Tornare allo spirito di Don Camillo

Quello del prete sta diventando un mestiere molto difficile. Tanto più se sei un prete serio, che circola con la tonaca, o quanto meno il clergyman, e non travestito da geometra come sempre più spesso accade. Amici sacerdoti di questo tipo mi dicono di essere guardati di traverso, in tram o per strada. La gente li guarda come se fossero tutti potenziali pedofili. Questa è la situazione causata dalle pecore nere del clero come Mc Carrick, Wuerl e soci, e dai loro autorevoli garanti, e ne fanno le spese tanti sacerdoti per bene.

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Nell’opera mai terminata da Tolkien il peccato che infrange l’ordine di Dio

Il 2 settembre del 1973 si spegneva a Bournemouth, sulle coste meridionali dell’Inghilterra, John Ronald Tolkien, l’autore del Signore degli Anelli. Questa ricorrenza viene celebrata con l’uscita in Gran Bretagna e negli Stati Uniti con la pubblicazione curata dal figlio Christopher di The Fall of Gondolin, una nuova versione della storia raccontata nel volume Il Silmarillion, il libro cui Tolkien lavorò per tutta la sua vita e che non riuscì a portare a termine, e che venne edito postumo.

Molta della tragica bellezza, della maestosità, della solennità contenute nei cicli del Silmarillion si era già riversata abbondantemente nella grande epica da lui da sempre sognata, Il Signore degli Anelli.

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