Il Santo del mese: Sant’Agostino di Canterbury (27 maggio )

Sant’Agostino di Canterbury è detto l’Apostolo dell’Inghilterra. Dopo la prima Evangelizzazione, avvenuta attraverso quei legionari romani cristiani che venivano mandati in Britannia, poi sostenuti dai monaci celtici provenienti dall’Irlanda e dalla Scozia, nell’anno 597 San Gregorio Magno stabilì che era necessaria una seconda evangelizzazione delle Isole Britanniche per mezzo di monaci dell’Ordine Benedettino.

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La profezia di San Malachia: siamo davvero al capolinea della Chiesa?

Poter conoscere il futuro è, da sempre, una delle tentazioni predilette dell’umanità. Dalle sibille di pagana memoria fino ad arrivare ai carnascialeschi “santoni” della modernità liquida, tutta la storia è attraversata dall’ansiosa rincorsa di vaticini e premonizioni. Persino oggi, in un mondo post-religioso, continuano ad avere cittadinanza – e spesso grande pubblicità – le più improbabili profezie alla Nostradamus, per non parlare poi delle visioni apocalittiche che, dal famoso 2012 in salsa maya, anno dopo anno si ripresentano a cadenza regolare.

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DIO, PALLA E FAMIGLIA 1 – Il Celtic saluta i Leoni di Lisbona

Negli scorsi giorni, due lutti hanno colpito il Celtic di Glasgow, la squadra campione di Scozia fondata nel 1887 per iniziativa di un religioso irlandese, Fra Walfrid. Due campioni sono morti nel giro di pochi giorni: prima è toccato a Billy Mc Neill, e quindi a Steve Chalmers. Erano due dei cosiddetti “Leoni di Lisbona”, la squadra che nel 1967 nella finale della Coppa dei Campioni giocata nella capitale portoghese conquistò il trono d’Europa battendo la Grande Inter. Quel 25 maggio la finale era tra la favoritissima plurivincitrice di tutti i trofei e l’outsider, arrivata in finale alla sua prima partecipazione alla competizione.  Era una sfida praticamente impossibile contro quella che in quel momento era la più forte squadra del mondo: l’Inter era una squadra di fuoriclasse assoluti come Facchetti e Mazzola, guidata da un carismatico allenatore come Helenio Herrera, soprannominato “il Mago” per le sue soluzioni tecnico e tattiche spesso straordinarie e imprevedibili, delle vere magie.

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E se Verne non si fosse inventato proprio nulla?

Il poligrafo ed eclettico Paolo Gulisano, già medico ed esperto di letteratura anglosassone con particolare predilezione per Chesterton e Tolkien, trovatosi in crisi di astinenza un giorno in cui per ben due ore non aveva scritto niente, ha escogitato I Crononauti (Elledici, pagg. 168, euro 9,90), inaugurando il suo ingresso anche nella fiction. Si tratta di un romanzo d’avventure per ragazzi, ma pure per gli attempati che hanno letto i classici per la gioventù. Infatti, la miriade di riferimenti còlti & eruditi di cui sono disseminate le pagine potrà, temo, essere lucrata solo dai nati nel secolo scorso, e almeno nella seconda metà del medesimo. Sanno i ragazzi d’oggi chi era Jules Verne? Hanno letto qualcosa di Sherlock Holmes e di James Bond? Ma non ha importanza, perché le strizzatine d’occhio dell’autore, novello Umberto Eco, troveranno sicuramente chi saprà lucrarle.

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L’amore di Dio, dal Sacro Cuore alla Divina Misericordia

Il Sacro Cuore di Gesù: un’immagine un tempo diffusa nelle case delle famiglie cattoliche. Una devozione popolare, radicata in modo profondo nelle anime. La storia di questa devozione, dai significati simbolici, teologici, persino sociali e politici assai importanti, è raccontata in questo libro agile ma documentatissimo da Piero Mainardi, livornese, pubblicista e studioso del pensiero cattolico, membro dell’Associazione Cristo Re impegnata nella diffusione e nella valorizzazione della Liturgia antica.

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Giovannino Guareschi: un grande maestro di cristianesimo

1 Maggio 1908: a Fontanelle di Roccabianca, in provincia di Parma, nasce Giovannino Guareschi, che da quella fetta di terra in riva al grande fiume Po prese le mosse per diventare uno dei più grandi scrittori italiani del ‘900, uno  scrittore del radicamento, che ha posto al centro della sua arte l’uomo concreto, la realtà quotidiana, facendola diventare la Poesia del Bello e del Buono.  Uno scrittore che ha divertito, che ha commosso, che ha insegnato a più generazioni, che è stato ed è ancora  un vero e proprio maestro di umanità, un maestro cristiano.

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Piccola bibliografia ragionata di narrativa disintossicante

Esiste una letteratura contemporanea che sappia offrire ai lettori non soltanto testi gradevoli, ma anche sentimenti, emozioni e, soprattutto, valori profondi? In effetti, la letteratura contemporanea sembra non riuscire a liberarsi da quelle catene che, di volta in volta, sono rappresentate da una sociologia di bassa lega, astrusi intellettualismi, pornografia più o meno soft, becera propaganda di antivalori liberal e/o di una sinistra fuori tempo. In particolare la narrativa contemporanea italiana intinge spesso la sua penna nei veleni del più triste “luogocomunismo”: immigrazionismo, omosessualismo, antirazzismo, antifascismo.

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MALACHIA tra storia e misteri

Papa Francesco è l’ultimo Papa? Le profezie di Malachia sono attendibili? Questa biografia ci rivela il vero Malachia, splendida figura della Chiesa medievale, e tra storia e misteri ci proietta nel futuro prossimo venturo.

Sul finire del ‘500, apparve un libro, pubblicato a Venezia a cura di un monaco benedettino originario delle Fiandre, Arnold de Wyon, dal titolo Lignum vitae, ornamentum et decus Ecclesiae, una monumentale storia dell’Ordine di san Benedetto. Nel primo volume Arnold presentava ai lettori uno scritto, per secoli inedito e sconosciuto, attribuito a un santo monaco e vescovo irlandese del XII secolo, Malachia di Armagh, amico di san Bernardo di Chiaravalle (che ne fu il primo biografo) e che deve la sua celebrità soprattutto alle profezie sui papi che gli vengono attribuite. Si tratta di una serie di 111 brevi descrizioni di altrettanti pontefici, da Celestino II – eletto nel 1143 – fino a Pietro II, l’ultimo papa. Il testo si conclude con un’ulteriore e ultima profezia: «Durante l’ultima persecuzione di Santa Romana Chiesa siederà Pietro Romano che pascerà l gregge in mezzo a molte tribolazioni; quando queste saranno passate, la città dai sette colli sarà distrutta e il tremendo Giudice giudicherà il suo popolo. Fine».

Scorrendo l’elenco dei papi descritti da Malachia, ci si accorge che i 111 da lui descritti sono trascorsi: Benedetto XVI corrisponde all’ultimo, contrassegnato come De gloria olivae. La gloria dell’ulivo, che richiama un simbolo benedettino. Siamo dunque arrivati a «Petrus Romanus»? È papa Francesco, il vescovo arrivato dalla «fine del mondo», l’ultimo vicario di Cristo? E ora cosa succederà? La fine del mondo e dei tempi, o la fine della Chiesa? Il tutto, naturalmente, se si prendono in considerazione le profezie di Malachia come attendibili. Si è molto discusso dell’autenticità del testo, e molti sono i misteri che lo circondano. Fu davvero scritto da Malachia di Armagh? E quando? Possono essere più di un clamoroso falso del 1595? A queste domande Paolo Gulisano prova a rispondere ripercorrendo la vita e le opere del santo irlandese, splendida figura della Chiesa medievale.

Ringhio Gattuso, dopo aver strigliato i suoi giocatori

Ringhio Gattuso, dopo aver strigliato i suoi giocatori, dai una bella ripassata anche a certi genitori

Lo Sport è sempre uno specchio della società, dei suoi gusti, delle sue tendenze, dei suoi valori, dei suoi vizi. Lo scorso weekend sportivo ha visto alcuni episodi molto significativi. In primo luogo ciò che è accaduto a Firenze, dove si fronteggiavano due squadre di bambini. Una delle due formazioni rappresentava una società dal nome assai pio: Cattolica Virtus. Quello che è accaduto invece sugli spalti è stato ben poco edificante: una gazzarra tra genitori trascesa fino al punto che la partita tra i bambini è stata interrotta. Qualcuno tra i giovani giocatori ha anche provato a chiedere che i genitori fossero allontanati per poter così permettere alle squadre di continuare a giocare, a divertirsi, e a portare a termine l’incontro.

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