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La guerra, la pace e la novità di Gesù

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La recente “Giornata mondiale di preghiera per la pace “ tenutasi ad Assisi, col titolo “Sete di pace. Religioni e culture in dialogo”, si è conclusa con un “appello alla pace” che- nonostante le indubbie buone intenzioni dei promotori dell’evento, sembra un’occasione perduta.

Ciò che è mancato, anche dietro le distinzioni tra guerra vera e propria e atti di terrorismo, è un giudizio chiaro sul mistero di iniquità che è all’origine del male, della violenza, della sopraffazione dell’uomo sul suo prossimo. Da questo punto di vista, il “male assoluto” non è tanto la guerra in sé, ma l’odio verso l’uomo, che nasce dall’odio verso Dio. É il caso, per esempio, della Shoah: un orrore che non scaturiva da nessuna guerra; il nazionalsocialismo non aveva mai dichiarato guerra al popolo ebraico, così come i regimi comunisti non avevano dichiarato guerra ai propri stessi popoli, che furono le prime vittime di queste persecuzioni.

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19 Settembre: Nostra Signora di La Salette

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La santa Vergine descrisse un mondo dove i vari potentati avrebbero sempre più osteggiato la fede cristiana, e dove nella stessa Chiesa sarebbe entrato il fumo di Satana, fino all’apostasia di preti, vescovi, cardinali… Sembra un’esatta descrizione di ciò che sta avvenendo oggi.

di Paolo Gulisano

Nel cuore delle Alpi francesi, in un alpeggio a 1600 metri di altezza, esattamente 170 anni fa la Madonna apparve a due ragazzi del vicino villaggio di Corps, Mélanie Calvat di 15 anni e Maximin Giraud di 11 anni. Era il 19 settembre del 1846. Erano passati sedici anni dalla prima apparizione di Maria avvenuta in Francia nel 1830  a Rue de Bac, nella casa delle Figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli. Dodici anni dopo, nel 1858, sarebbe stata la volta di Lourdes, una delle più celebri apparizioni di tutta la storia. Se di quest’ultima si parla molto, ed è ancora oggi la meta di tanti pellegrini, La Salette è sta invece – purtroppo – abbastanza dimenticata, e forse non a caso, visto il contenuto dei messaggi che la Madonna diede ai due veggenti, e attraverso di loro alla Chiesa e al mondo.

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Dizionario della fede – “Z” come “zattera”

Opened book with flying lettersUno dei simboli più noti per indicare la Chiesa è la barca, che evoca Pietro, pescatore di uomini

Nel Libro della Sapienza si possono leggere queste curiose parole: “mentre perivano i superbi giganti, la speranza del mondo, rifugiatasi in una zattera e guidata dalla tua mano, lasciò al mondo un seme di nuove generazioni”. (Sapienza 14,6).
Siamo abituati come cristiani al linguaggio dei simboli. Uno dei simboli più noti per indicare la Chiesa è la barca. La barca di Pietro, il pescatore di Galilea, fatto pescatore di uomini dal Signore. Il simbolismo della zattera è abbastanza inusuale, ma le parole della Bibbia ci dicono addirittura che la speranza del mondo si rifugia in una zattera, guidata dalla mano di Dio.

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Dizionario della fede – W come Wojtylismo

Opened book with flying lettersLa cultura dominante ha dato, e dà ancora, un immagine stereotipata di San Giovanni Paolo II, un papa su cui molto si è detto ma molto c’è ancora da scoprire.

Alcuni recentissimi dizionari riportano questa voce: wojtylismo. Che significa? Ci viene detto che si tratta del “complesso di idee, orientamenti, comportamenti ecclesiali e politici del pontefice Giovanni Paolo II”, ovvero “la sua eredità spirituale e politica”.

Politica? In effetti, agli occhi del mondo l’azione pastorale dei successori di Pietro appare sempre anche in una dimensione “politica”. Lo è stato nel passato, lo è anche oggi. L’ultimo esempio è papa Francesco, spessissimo interpretato dalla grande stampa con criteri ideologici. Interpretato, o addirittura filtrato e censurato.

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Dizionario della fede – “Y” come Yahveh

Opened book with flying lettersCon questa espressione viene indicato nella Bibbia, il nome di Dio, che gli ebrei evitavano di pronunciare per non profanarlo.

Il nome in questa forma “Yahweh” rappresenta la versione accademica della parola ebraica composta da quattro lettere (yodh, he, waw, he) , in qualche modo corrispondenti alle lettere del nostro alfabeto YHWH, e perciò detta “tetragramma”. Con queste lettere veniva indicato nella Bibbia il nome di Dio. Peraltro gli ebrei evitavano di pronunciarne il nome per non profanarlo (“non nominare il nome di Dio invano”, terzo comandamento secondo la tradizione ebraica, secondo comandamento secondo la tradizione cattolica), mentre nella Bibbia è reso per iscritto soltanto con il tetragramma. Gli ebrei talvolta usavano il termine Adonai, che significa “Signore”, uso poi ripreso dai cristiani.

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Dizionario della fede – “X” come Xenoglossia

Opened book with flying lettersCon questo termine si fa riferimento a un fenomeno profetizzato e poi narrato nell’Antico Testamento: il dono delle “lingue nuove” da parte dello Spirito Santo.

Con questo strano termine si definisce un fenomeno straordinario  per cui una persona si trova improvvisamente e inaspettatamente capace di parlare una o più lingue straniere da lui completamente ignorate.

Non si tratta di magia o di parapsicologia, ma di qualcosa narrato nei Vangeli. In quello di Marco si dice: (Mc 16,17) “Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove…”.

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Dizionario della fede – “V” come Verità

Opened book with flying lettersLa ricerca della verità è ciò che caratterizza l’umanità più vera, che non si lascia ottundere nella coscienza da mode, chiasso mediatico,  slogan e tristi surrogati dei valori fondamentali.

Sono passati venti secoli da quando, in un palazzo di Gerusalemme, un governatore romano rivolse ad un falegname galileo la domanda: “Cos’è la verità?”, e l’eco della questione sollevata risuona ancora oggi, così come la risposta, che non era una teoria, ma una persona. La ricerca della verità è tuttora ciò che caratterizza l’umanità più vera, quella che non si lascia ottundere nella mente e nella coscienza dal chiasso mediatico, dalle mode, dagli slogan, dai tristi surrogati dei valori fondamentali.

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Dizionario della fede – “U” come Utopia

Opened book with flying lettersDa Platone a San Tommaso Moro fino al pragmatismo efficientista dei nostri giorni, questa espressione si colora di significati e risvolti anche molto diversi a seconda delle epoche

La parola non appartiene strettamente al “gergo” della Chiesa, tuttavia è molto usata nell’ambito politico e culturale, e presenta alcuni aspetti religiosi molto importanti.

Un’utopia (il cui significato è letteralmente non luogo, un luogo che non c’è) è un assetto politico, sociale e religioso che non trova riscontro nella realtà, ma che viene proposto come ideale e come modello.

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Dizionario della fede – “T” come Tabernacolo

Opened book with flying lettersL’Eucaristia, vero memoriale del mistero pasquale di Cristo, è capace di tenere desta in noi la memoria del suo amore.

La parola tabernacolo nella tradizione ebraica e cristiana significa il luogo della casa di Dio presso gli uomini. Comunemente, nelle lingue moderne, con tabernacolo si intende una struttura a forma di scatola presente in tutte le chiese nella quale sono conservate le particole consacrate nel corso della celebrazione eucaristica. Il termine tabernacolo deriva dalla parola latina taberna, derita da tabula, tavola di legno usata per le capanne. Avrebbe allora il senso di dimora provvisoria. La parola latina venne utilizzata nella Vulgata per tradurre la parola ebraica mishkhan, che significa dimora. Il tabernacolo nell’Ebraismo era un santuario trasportabile, eretto nel deserto, che accompagnava gli israeliti nel loro vagare dopo l’esodo. In epoche successive venne sostituito dal Tempio. Nel Cattolicesimo il tabernacolo indica il luogo dove si conserva l’Eucaristia. Fin dal Medioevo, e in particolare durante la Controriforma il tabernacolo divenne il posto più importante della chiesa, intesa come edificio. Fu questo un modo per sottolineare la presenza reale di Cristo anche dopo la Messa. Secondo la tradizione accanto al Tabernacolo viene acceso un lume, come simbolo della presenza eucaristica.

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Dizionario della fede – “S” come Sacerdote

Opened book with flying lettersLungi dall’essere un mero “assistente sociale”, il presbitero è principalmente il “ministro dell’Eucaristia” e della “misericordia”

Nel corso dell’Ultima Cena, istituendo il Sacramento dell’Eucaristia, Gesù aveva detto: “Fate questo in memoria di me”. L’Eucaristia dunque non ricorda semplicemente un episodio, ma ricorda Lui. Per celebrare questo Sacramento, Gesù istituì il Sacerdozio. Il prete, infatti, è in primo luogo colui che può ripetere ogni giorno, in persona Christi, le parole del Signore stesso. In un tempo in cui i rapidi cambiamenti culturali e sociali allentano il senso della tradizione ed espongono specialmente le nuove generazioni al rischio di smarrire il rapporto con le proprie radici, il sacerdote è chiamato ad essere, nella comunità a lui affidata, l’uomo del ricordo fedele di Cristo e di tutto il suo mistero. La sua è un’esistenza « consacrata.

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