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ROBERT LOUIS STEVENSON

Stevenson è molto più che un narratore d’avventure per ragazzi… È un vero classico e per conoscerlo meglio c’è una bella serata. In arrivo con Paolo Gulisano giovedì 26 maggio alle 18.30 nel salotto delle Edizioni Ares (e che bello riprendere gli incontri dal vivo!). Presenta Chiara Telmon.

Robert Louis Stevenson. L’avventura nel cuore

La lettura del libro di Paolo Gulisano, Robert Louis Stevenson l’avventura nel cuore, Edizioni Ares, è stata l’occasione per il ritorno a un mondo che non avevamo più visitato da oltre mezzo secolo. Eppure, risentita la canzone dei quindici uomini sulla cassa del morto e nomi che pensavamo dimenticati, come Ben Gunn (…chi era costui…?) o Capitano Smollet, tutto si è ricomposto proprio come allora: i personaggi hanno ancora lo stesso volto e anche l’isola del tesoro è rimasta uguale, con le sue baie, le spiagge, i monti all’interno, la boscaglia e il mitico fortino. I ricordi dell’infanzia sono indelebili e quelli delle prime letture lasciano il segno, per quanto la vita possa averci cambiato.

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Robert L. Stevenson, l’ultimo bardo di Scozia

Robert Louis Stevenson

Le sue storie affondano le radici nelle Ballate tramandate di generazione in generazione, ma anche nella storie realmente accadute di eroi e di traditori, di amore e di onore, che diventano dei veri capolavori allegorici. È il caso dell’Isola del Tesoro, e di un’altra opera, scritta poco prima che l’autore, gravemente malato, lasciasse la Gran Bretagna per i climi migliori nei Mari del Sud, dove si spense a soli 44 anni. Un’opera che sposta lo scontro all’interno dell’anima stessa dell’uomo: Lo strano caso del Dottor Jekyll e Mister Hyde. Un viaggio inquietante negli abissi della mente e del cuore, là dove si può incontrare il proprio doppio e lottare con esso. Stevenson dunque come esponente di una letteratura della gioia, ma anche come esploratore dello spirito. Narratore brillante e suggestivo, in grado di far sognare il lettore come pochi altri: riscoprire Stevenson significa riempirsi di stupore.

Robert Louis Stevenson. L’avventura nel cuore

ASSOCIAZIONE CULTURALE IL MARFORI

Proseguono le conferenze del Marforio. Il 18 marzo alle ore 18, presenteremo la nuova opera letteraria del prof. Paolo Gulisano, dal nome “Robert Louis Stevenson. L’avventura nel cuore”.
Un libro che rende tributo al noto scrittore e drammaturgo scozzese, noto per romanzi inestimabili come “L’isola del tesoro” e “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde”.
L’evento introdotto da Guglielmo Vinci (Responsabile “Cultura” del Marforio”), verrà condotto da Antonello Di Nunno (Vicepresidente del Marforio).
L’evento potrà essere seguito in diretta sulla nostra pagina Facebook.

Il dottor Gulisano: “Stevenson ha anticipato il tema del Transumanesimo”

IL DOTTOR GULISANO: “ANCHE OGGI MANCA UNA LETTERATURA DELLA GIOIA COME QUELLA DI STEVENSON”

Paolo Gulisano, medico epidemiologo (già docente di storia della medicina all’Università Statale di Milano) è anche uno scrittore e saggista. Proprio in questa veste lo abbiamo intervistato.

Da profondo conoscitore della letteratura sassone dei secoli scorsi il prof. Gulisano ha appena pubblicato un saggio, molto interessante, riguardante un autore di origine scozzese del XIX secolo, Robert Louis Stevenson, noto per aver scritto numerosi romanzi, tra i quali “L’isola del tesoro” e “Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr. Hyde”. Un autore vissuto in un periodo di aspra conflittualità in ambito religioso, politico e culturale, che ha influenzato il carattere e lo stile dello scrittore.

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La letteratura della gioia: elogio di Robert Louis Stevenson. Dialogo con Paolo Gulisano

Robert Louis Stevenson, in verità, non morì mai. A Vailima, nelle Samoa, ritornò bambino, per sempre, il figlio del virtuoso architetto di fari, uno che ama le isole e l’estremismo della luce, l’avventatezza sgranata in avventura. Come i bramini, i druidi, gli artefici del fuoco, Stevenson era una creatura priva di futuro, perciò pronta a tutto: “Il futuro esercitò un perentorio richiamo nei miei confronti, mi fece voltare indietro come fosse una voce che piange e supplica; e io ebbi paura e tremai come in bilico sopra una lama o come un bambino che si getti nel mare”, scrive in Memoirs of an Islet.

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