Archivi tag: Silvana De Mari

Joseph, l’umanità che vince sul buonismo post cristiano

Con questo suo ultimo romanzo, Io mi chiamo Joseph, edito da Ares, scopriamo la scrittrice Silvana De Mari come grande maestra di umanità. Una storia di straordinaria normalità, una storia in cui la banalità del male che ormai dilaga inarrestabile trova un ostacolo nell’ostinata volontà di bene che sopravvive in figure semplici.

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In guerra (e perseguitata) per la difesa del senso comune

In guerra (e perseguitata) per la difesa del senso comune.  Paolo Gulisano intervista Silvana De Mari.

Giorni fa è iniziato a Torino il processo per diffamazione contro Silvana De Mari, scrittrice fantasy di grande successo, e medico. La dottoressa De Mari è stata accusata da organizzazioni LGBT, avendo sostenuto in un’intervista che gli atti omosessuali sono dannosi alla salute. Un’affermazione che è in linea con tutte le evidenze della scienza medica. Mentre affronta questa prova giudiziaria, Silvana non smette certo di sfornare nuovi romanzi. Negli ultimi mesi sono usciti Sulle ali della libertà, edito da Lindau – un romanzo storico, una narrazione commovente e appassionante – e il prosieguo della celeberrima saga dell’Ultimo Elfo, Arduin il rinnegato, per i tipi di Ares.

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La nuova dinastia – recensione di Paolo Gulisano

Come ci ha insegnato il grande creatore di miti J.R.R. Tolkien la letteratura dell’immaginario può essere lo specchio dei gusti, degli umori e addirittura della condizione psicologica dell’epoca moderna, esprimendo i dubbi, le paure, le domande insoddisfatte, le esigenze profonde dell’animo umano. I miti, i simboli, le leggende e le tradizioni ci rivelano noi stessi.

Non è un caso, probabilmente, che molti di questi grandi frequentemente prefigurano scenari decisamente inquietanti.  Non così i grandi interpreti dell’epica religiosa, radicata nel realismo ed espressa attraverso il linguaggio simbolico del Mito.

L’eroe cristiano di questa nuova epica è diverso da quello antico, poiché ha una diversa consapevolezza del destino, che è disegno di Dio, e non fato inesorabile.

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Arduin, l’orco che rifiutò il male

Una delle più grandi saghe Fantasy contemporanee giunge all’atto finale.  Si tratta della Saga dell’Ultimo Elfo, di Silvana De Mari, che con l’omonimo capolavoro che apriva il ciclo narrativo seguito poi da L’Ultimo Orco, Gli Ultimi Incantesimi, L’Ultima Profezia del Mondo degli Uomini, Io mi chiamo Yorsh e infine L’Ultima Profezia del Mondo degli Uomini. Epilogo, conquistò l’amore di migliaia di lettori e il riconoscimento della critica internazionale, dalla Francia agli Stati Uniti.

Una saga che si è segnalata per una scrittura avvincente, originale, arricchita da un senso dell’umorismo irresistibilmente graffiante, che strappa il sorriso anche nelle pagine più cupe. Già, perché il ciclo letterario nato dalla fervida immaginazione di Silvana De Mari, un medico che  ha lavorato in ospedali dell’Etiopia, che si è dedicata come psicoterapeuta a donne abusate e violate,  vinse lette, è un mondo dove si combatte una dura lotta contro la violenza, contro l’ingiustizia, contro il sopruso. Niente di nuovo sotto il sole, potrebbe dire qualcuno. In fondo la grande narrativa dell’Immaginario, dal Signore degli Anelli Star Wars ci racconta proprio questo: questa titanica lotta fatta da pochi coraggiosi per fermare l’avanzata del Male, rappresentato da Sauron o dall’Imperatore Palpatine.

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LETTURE/ Fantasy italiano, sogni nuovi e sapienza antica

Che ne è ai giorni nostri del Fantasy, il genere letterario reso famoso da autori come Tolkien, Lewis, Michael Ende? Questa narrativa che affonda le proprie radici nel mito e nell’epica, fino alle leggende medievali, sta diventando in realtà sempre più lo specchio dei nostri tempi e dei suoi gusti. Gli autori di maggior successo, a giudicare da quanto esposto e proposto nelle librerie italiane, sono i trucidi George Martin e Joseph Abernethy, con le loro saghe collocate in cupi scenari dominati da un profluvio di violenza, di odio irrimediabile, di sofferenza senza redenzione che non sia la vendetta.

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Hania, il Bene e il Male, il Fantasy è italiano

haniaChe ne è della Fantasy al tempo del Trono di Spade? Mentre si susseguono le serie della celebre soap-opera in chiave fantastica, tra fiumi di sangue e sesso a volontà, il genere letterario reso famoso dal genio cristiano di J.R.R. Tolkien ha trovato una degna continuatrice nientemeno che in Italia. La grande letteratura Fantasy, infatti, quella High Fantasy che in autori come il maestro di Oxford e il suo amico C.S. Lewis trovò la via per raccontare il Bello, il Buono, il Vero, attraverso i mondi immaginari di Narnia o della Terra di Mezzo, ha una degna erede: Silvana De Mari.

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