Archivi tag: Storia

Britannia Fidelis

Conferenza dal titolo ” Britannia Fidelis – Il cattolicesimo delle Isole Britanniche” con il Dottor Paolo Gullisano il 23/03/17 alle ore 21.00 in Via Lentasio, 9 Milano (Centro, M3 Missori e 50 metri dalla Basilica di San Nazaro).

Lo scorso 20 febbraio, l’arcivescovo di Westminster e presidente della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, cardinale Vincent Gerard Nichols, in occasione del pellegrinaggio nazionale della statua della Madonna di Fátima, ha consacrato l’Inghilterra e il Galles al Cuore immacolato di Maria. La consacrazione è avvenuta al termine della messa celebrata nella cattedrale di Westminster, a Londra.
Di solito, consideriamo la Gran Bretagna un paese massicciamente protestante, dimenticando non solo che i regni che la formano sono nati cattolici e tali sono rimasti per un millennio, ma anche l’attuale dinamismo della Fede cattolica. Vari membri della Famiglia Reale, tra cui i Duchi e i Principi di Kent, si sono convertiti al cattolicesimo. Nel 2013, due principi cattolici — i figli di Lord Nicholas Windsor — sono stati inclusi nell’elenco di Successione al Trono. Qual è la situazione del cattolicesimo nelle Isole Britanniche?

Come di consueto un momento conviviale seguirà la conferenza. 

La Scozia ci riprova con l’indipendenza dopo la Brexit

Chi di Brexit ferisce…L’Inghilterra se lo doveva aspettare: la scelta referendaria dello scorso anno di lasciare l’Unione Europea ha avuto un corollario prevedibile. La Scozia vuole la sua uscita dalla Gran Bretagna. Se infatti il Regno Unito rivendica il diritto di lasciare l’Unione, perché a sua volta la Scozia non può rivendicare il diritto di scindere quel legame con Londra stabilito nel XVII secolo contro la volontà della maggioranza del popolo scozzese? Fu infatti un tradimento quello che si perpetrò nel 1707, attraverso l’Atto di Unione, la legge approvata dai Parlamenti inglese e scozzese, con cui la Scozia cessava di essere una nazione libera ed indipendente. A partire dal 1 marzo di quell’anno, definito da noi patrioti scozzesi annus horribilis, l’intera isola britannica ricadde sotto un unico governo, quello di Londra.

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Giovanna D’Arco/ Il ritorno dell’anello in una Francia lacerata e incerta

John Everett Millais, Giovanna d’Arco, 1865

John Everett Millais, Giovanna d’Arco, 1865

L’Anello ha lasciato l’Inghilterra. Non si tratta dell’anello di Sauron distrutto a suo tempo nel fuoco di Monte Fato grazie all’eroismo degli Hobbit dell’inglese Tolkien, ma di un anello dallo straordinario significato storico che da circa 600 anni si trovava “prigioniero” oltremanica: l’anello di Giovanna d’Arco.

Si tratta di un anello in metallo, molto semplice, racchiuso in una custodia in legno che i genitori avevano regalato alla futura “pulzella d’Orleans” in occasione della sua Prima Comunione. Al suo interno due iscrizioni, IHS (Gesù) e MAR (Maria). Secondo quanto scrive il settimanale francese ‘Point de vue’, Giovanna d’Arco non si sarebbe mai separata dal suo anello. Lo indossava anche durante la cattura ad opera dell’esercito del regno di Borgogna, alleato degli inglesi. Questo anello rappresenta l’unica reliquia della santa che venne arsa sul rogo il 30 maggio 1431, condannata come eretica da un tribunale che emise – come noto- una sentenza di tipo politico, volendo togliere di mezzo colei che aveva risvegliato la Francia cristiana soggiogata al potere inglese. Giovanna, mistica visionaria, guerriera che non ferì né ucciso mai nessuno, occupa un posto glorioso nella storia religiosa e civile di Francia.

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Magna Carta/ 800 anni fa la creazione del documento

Magna ChartaMAGNA CARTA, GLI 800 ANNI DEL DOCUMENTO: L’ANALISI DELL’ESPERTO – Sono passati precisamente 800 anni dalla creazione della Magna Carta, il documento che sanciva la storica concessione di re Giovanni “Senza Terra”, sovrano d’Inghilterra, di alcune libertà e diritti giuridici ai baroni inglesi che lo pressavano per l’eccessiva tassazione e per i soprusi operati dal regno su tutti i corpi intermedi, Chiesa compresa. Intervistato da ilsussidiario.net, Paolo Gulisano esperto e storico della cultura anglosassone, aiuta a comprendere i motivi per cui nei secoli successivi alcuni degli articoli della Magna Charta non furono presi in considerazione, nonostante l’enorme modello normativo che fu questo straordinario documento. «Sia con Enrico VIII che con Elisabetta I gli articoli ad esempio sulla libertà religiosa furono del tutto obliati e questo avvenne per l’unico vero limite grosso della Carta: non essendo una vera costituzione è diventato fin da subito un documento dalla valenza storica incredibile ma rimanendo altamente interpretabile». È certo che la Charta ha assunto e assume tuttora, a 800 anni di distanza, un’importanza normativa che ha fatto giurisprudenza per tutte le successive carte dei diritti, ma nella storia della cultura giuridica anglosassone è rimasta sempre un modello interpretativo più che una vera e propria costituzione, «è una non-costituzione» chiosa Gulisano.

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