Dai trial di Pfizer alla libertà, la lezione di Kennedy

Dipinto come no vax, Robert Kennedy Jr. ha detto di essere contrario solo ai “vaccini cattivi”, cioè sviluppati troppo in fretta. Dai trial di soli sei mesi al ‘trucco’ del 100% di efficacia di Pfizer, fino al Great Reset, l’avvocato americano, all’Arco della Pace, ha fatto un discorso molto chiaro su verità e libertà.

Per anni Robert Francis Kennedy Jr. è stato uno dei vari esponenti di una delle più importanti dinastie familiari d’America e del mondo. Figlio terzogenito di Robert Kennedy, ministro della Giustizia e candidato alle presidenziali statunitensi del 1968, assassinato come suo zio John F. Kennedy.

Laureato ad Harvarddi professione avvocato, autore di libri per bambini, di fede cattolica, da anni si batte per la libertà vaccinale e ha difeso le cause di persone danneggiate. Dall’inizio della pandemia da Covid si è schierato decisamente contro le narrazioni ufficiali. È considerato l’anti Bill Gates per eccellenza, e per questo la stampa italiana lo ha definito come “il guru dei no vax”. In realtà l’avvocato statunitense ha chiaramente esposto sabato nel grande incontro pubblico tenuto a Milano all’Arco della Pace un discorso chiarissimo, a partire proprio dalle sue convinzioni sui vaccini. “Molti dicono che io sia contro i vaccini, ma io non sono contro i vaccini. Sono contro i vaccini cattivi” ha detto. E quali sono secondo Kennedy i vaccini cattivi? Quelli sviluppati troppo in fretta, bruciando tappe fondamentali della normale sperimentazione scientifica.

Kennedy ha spiegato perché i trial di Pfizer sono durati solo sei mesi, e non dando una propria interpretazione, ma citando alla lettera i documenti della stessa casa farmaceutica. Pfizer è l’unica azienda che ha un vaccino approvato negli Stati Uniti e Pfizer doveva portare avanti uno studio clinico di tre anni, ma lo ha ridotto a sei mesi. Inoltre, ha poi dato il vaccino anche al gruppo di controllo. Ma perché hanno concluso lo studio così in fretta nel giro di sei mesi? “Perché hanno capito – ha detto Kennedy – che nell’arco di sei mesi la protezione degli anticorpi sparisce, e quindi hanno dovuto ridurre lo studio a sei mesi perché il risultato non era quello pianificato”. Hanno quindi preso tutti i loro studi di quei sei mesi e li hanno dati all’Fda per l’approvazione.

Esaminando questi dati, si può osservare quante persone fossero morte nel gruppo placebo e quante nel gruppo dei vaccinati. Su 22.000 persone nel gruppo dei vaccinati, nei sei mesi di osservazione si era verificato un unico decesso per Covid. Anche nel gruppo placebo, fatto da persone che non avevano ricevuto il vero vaccino, ma appunto un placebo, c’erano 22.000 persone, e i decessi nello stesso identico periodo erano stati due. Questo ha permesso a Pfizer di dichiarare che il vaccino riduceva la mortalità del 100%, e ciò perche due è il 100% più di uno. La maggior parte degli americani, ha detto Kennedy, quando hanno sentito che il vaccino era efficace al 100% ha pensato che se lo avessero fatto non avrebbero mai contratto il Covid. In realtà, significa che bisogna dare il vaccino a 22.000 persone per preservarne una dalla morte. “Il che significa che devono assicurarsi che il vaccino non uccida nemmeno una persona, altrimenti tutta la loro documentazione non si reggerebbe in piedi” ha concluso il fondatore di Children’s Health Defense.

Kennedy ha sottolineato che la gran parte dei governi non sta attuando una buona politica di sanità pubblica. La sanità pubblica dovrebbe salvare le vite. Stiamo assistendo invece a politiche di controllo della nostra società e di controllo dei bambini. “C’è solo un motivo per cui le persone non capiscono quello che vi sto decidendo, ed è perché sono manipolate dalla paura”. Il figlio di Bob Kennedy ha poi portato altri esempi della gestione dell’epidemia negli Stati Uniti ricordando che, nel marzo 2020, Anthony Fauci – lui sì una sorta di guru del pensiero pandemico – aveva sostenuto che le mascherine erano inutili, per poi cambiare repentinamente idea dopo poco tempo.

Kennedy ha quindi descritto lo scenario del Great Reset, il grande rivolgimento economico, sociale, politico, mondiale che è stato avviato utilizzando l’epidemia di Covid: “Hanno preso la nostra libertà d’espressione, hanno chiuso le chiese, hanno annullato procedimenti giudiziari nei confronti delle multinazionali, senza considerare lo scudo penale assegnato a chi si è reso responsabile di questi crimini. Negli Stati Uniti ci hanno tolto il diritto di proprietà, chiudendo milioni di attività, e tutto questo senza in cambio una compensazione equa. Ci hanno tolto il diritto di essere liberi e il diritto di non essere perquisiti o sorvegliati dal governo. Negli Stati Uniti tutti questi diritti sono elencati nella nostra Costituzione. Chi governa ai tempi nostri? E oltre ad aver perso uno dei diritti più importanti, quello di potersi esprimersi liberamente, abbiamo perso anche il diritto di eleggere i nostri rappresentanti. Abbiamo perso il diritto ad avere voce in capitolo riguardo alle leggi che vengono fatte. Un tempo non lontano, quando un governo voleva proporre una nuova legge doveva confrontarsi con le persone, dopo aver basato il procedimento su basi giuridiche e scientifiche. La legge è ora diventata quella del più forte, con un uomo che decide e con le sue decisioni che poi diventano legge”.

Una descrizione precisa del nuovo ordine internazionale che prevede l’attuazione di provvedimenti liberticidi in nome di una sedicente sicurezza sanitaria. Una grande lezione di amore alla libertà, ma anche alla verità.

Paolo Gulisano

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