Giovedì 12 giugno 2025 alle ore 21, presso il Teatro delle Colonne in corso di Porta Ticinese 45, si terrà un importante incontro dedicato al dibattito sul Covid-19 e le sue implicazioni. L’evento, dal titolo “Batteri, Virus, Laboratori: Difesa o Minaccia? Voci a confronto al tempo del Covid-19”, vede come protagonista la prof.ssa Maria Rita Gismondo, virologa e consulente del Ministero della Salute, che presenterà il suo ultimo libro Il Ruggito della Pecora Nera: Covid, segreti e bugie.
All’incontro parteciperanno, oltre alla prof.ssa Gismondo, diverse personalità di rilievo: i giornalisti Francesco Borgonovo e Felice Manti; il regista Paolo Cassina, autore dei docufilm Non è andato tutto bene e Le verità negate sul Covid-19; il medico e saggista Paolo Gulisano, esperto in epidemiologia e storia della medicina; e Paolo Vintani, farmacista e studioso di medicine tradizionali e complementari. La tavola rotonda sarà moderata dalla giornalista Jean Toschi Marazzani Visconti, che guiderà il confronto in un clima di reciproca stima e dialogo.
L’evento è a ingresso libero con offerta libera e si propone di offrire un’occasione di riflessione e dibattito aperto su temi complessi legati alla pandemia. Per partecipare è possibile prenotare scrivendo a eventi.nmg@proton.me.
In vista dell’Anno Santo virologi scatenati nel paventare scenari da pandemia: dall’immancabile Covid al vaiolo delle scimmie passando per le malattie tropicali. Un invito esplicito a vedere nei pellegrini cattolici degli untori pericolosi per la salute e a indirizzare nei loro confronti l’odio mediatico.
In un’intervista alla Stampa, il professor Francesco Vaia, direttore della Prevenzione per il Ministero della Salute, spegne gli allarmismi rispetto agli ultimi contagi da Covid. E spiega perché è bene che vaccini e mascherine non siano obbligatori.
Gravi responsabilità e falle del sistema a partire dall’impreparazione del governo del Regno Unito. Risultati che dovrebbero far riflettere e sollecitare indagini altrettanto approfondite anche al di qua della Manica.
Invita a partecipare all’incontro che si terrà Martedì, 16 luglio 2024, ore 21.00 e seguenti
sull’argomento:
“Nuove epidemie in arrivo? Piano pandemico e scenari possibili. Inoltre, Opzioni legali per i DANNEGGIATI POST VACCINAZIONE ANTI COVID-19”
Moderatore: Alfio TORRISI (Presidente di DE.CI.S.A.)
Relatori:
– il Dr. Paolo GULISANO (Medico, pubblicista e scrittore; Specializzato in Igiene Epidemiologia e Medicina Preventiva; Cultore e docente di Storia della Medicina, ha lavorato per oltre 30 anni nei Servizi di Sanità Pubblica nell’ambito della prevenzione; Dal marzo 2020, con l’inizio dell’epidemia di Covid, ha intrapreso anche un’attività h24 e 7 giorni su 7 di medico delle terapie domiciliari, prendendosi cura di circa 3000 persone affette da Covid);
– Avv. Vincenzo VINCIPROVA (fondatore dello studio VINCIPROVA & CHINNICI STUDIO ASSOCIATO LEGALE, COMMERCIALE E TRIBUTARIO).
ISTRUZIONI PER LA PARTECIPAZIONE:
1) Collegatevi al seguente link almeno 5 minuti prima dell’inizio:
2) Nel caso Vi venissero chieste le credenziali, sono le seguenti
ID riunione: 898 4446 2589 Codice d’accesso: 677031
3) Al termine degli interventi dei relatori, sarà possibile fare degli interventi e porgere domande;
4) Nel corso dell’incontro sarà consentita la registrazione solo durante gli interventi dei relatori; quando inizieranno gli interventi dei partecipanti, le registrazioni audio e/o video dovranno essere disattivate;
5) Per chiedere informazioni, inviate un messaggio all’indirizzo: decisa@pec.it.
“A Viso Scoperto” questa sera ore 23.00 (Replica domani ore 11.00).
Medicina e intelligenza artificiale, le nuove frontiere di digitalizzazione e controllo, bilancio della pandemia, la situazione nella Chiesa, quale futuro e quali speranze?
Nel Piano Vaccini emanato dal Governo, il Comitato di Bioetica assume un ruolo di grande peso, che fa temere una inquietante evoluzione verso lo “Stato etico”. Non c’è alcuna considerazione sui rapporti rischi/benefici di tali prodotti farmaceutici, nemmeno alla luce delle evidenze emerse sugli eventi avversi della campagna vaccinale per il Covid. Tali eventi semplicemente non esistono.
Sta facendo discutere il testo elaborato dal Governo Meloni “Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2023-25”. Si tratta delle linee guida e programmatiche in materia di vaccini, una sorta di piano triennale fino a tutto il 2025. Documenti come questo non sono una novità: da anni vengono prodotti periodicamente dai vari Ministri della Salute. Fanno parte di più generali piani organizzativi per la prevenzione. Solitamente nel corso del tempo questi documenti riprendevano e aggiornavano i precedenti, definendo quali vaccinazioni proporre alla popolazione, i vari calendari, le modalità d’azione, gli obiettivi.
Il Piano Vaccini del Governo Meloni introduce invece delle novità importanti. In primo luogo, c’è un marcato riferimento alle direttive dell’OMS, alle cui direttive il Governo dichiara di attenersi indefettibilmente, in secondo luogo il documento fa un riferimento diretto e impegnativo alle indicazioni emanate, in campo vaccinale, dal Comitato Nazionale di Bioetica, un organismo consultivo presieduto – su nomina meloniana – dal professor Angelo Vescovi.
Un organismo che esprime la quintessenza della visione bioetica laicista, anche se di questo Comitato fanno parte anche alcuni esponenti di “area cattolica”, come la biologa Assuntina Morresi. Già in passato il Comitato aveva preso decisioni su questioni eticamente rilevanti, come l’uso di trattamenti farmacologici per arrestare lo sviluppo sessuale nell’infanzia e nell’adolescenza, finalizzati poi ad un passaggio transgender, decisamente discutibili.
Ora, nel Piano Vaccini, il Comitato di Bioetica assume un ruolo di grande peso, che fa temere una inquietante evoluzione verso lo “Stato etico”, che come noto è quella forma istituzionale, teorizzata dai filosofi Hobbes ed Hegel, in cui è l’istituzionestatale il fine ultimo a cui devono tendere le azioni dei singoli individui. La dottrina hegeliana affermava che lo Stato è fonte di libertà e norma etica per il singolo. La condotta dello Stato, quindi, non può essere oggetto di valutazioni morali da parte dell’individuo: lo Stato si pone fine supremo e arbitro assoluto del bene e del male. Nel corso del ‘900 la teoria dello “Stato etico” fu poi ripresa, in antitesi con la teoria liberale dello Stato di diritto, dal Comunismo sovietico e dal Regime di Mussolini. Forse gli esponenti dell’antifascismo permanente e militante dovrebbero farci una riflessione.
Prima delle valutazioni del Comitato Bioetico, il Piano Vaccini Nazionale (che evidentemente di “nazionale” non ha nulla) fa esplicito riferimento a documenti internazionali, che viene detto che rappresentano un punto di riferimento nell’ambito delle politiche vaccinali: il Piano d’azione Europeo per le vaccinazioni 2015-2020, l’Agenda dell’OMS sull’immunizzazione 2030, l’Agenda Europea dell’OMS sull’immunizzazione 2030. Come avrebbe detto Draghi, ce lo chiede l’Europa. Anzi: l’OMS che è un organismo internazionale. Questi documenti prevedono che tutti i paesi riconoscano le vaccinazioni come una priorità e che ogni singolo individuo comprenda il valore dei servizi di immunizzazione e dei vaccini e richieda attivamente le vaccinazioni. Il Piano “nazionale” italiano non fa che assicurare di garantire strategie mirate a questo.
L’agenda dell’OMS sull’immunizzazione 2030 si propone di incrementare l’uso dei vaccini, esistenti e di nuova generazione, durante tutto il corso della vita. Anche in Italia, dunque, si vuole offrire servizi vaccinali efficaci, efficienti e resilienti (non poteva mancare questo termine) che contribuiscano al raggiungimento della copertura sanitaria universale. La promozione delle vaccinazioni durante tutto il corso della vita è promossa “anche rafforzando le collaborazioni con attori non sanitari”, senza specificare quali.
Fatte queste premesse sulla necessità di adeguare i programmi vaccinali alle direttive globaliste, il documento governativo introduce le indicazioni provenienti dal think tank bioetico: a partire dalla necessità di “consolidare l’attenzione alla centralità della persona” (e qui si sente un po’ la mano cattolica del Comitato) si afferma con forza “il valore etico e sociale delle vaccinazioni”. Viene sottolineato che “alla luce dei benefici della vaccinazione, (…), i vaccini assumono un grande valore dal punto di vista umano, etico e sociale”. Non c’è alcuna considerazione sui rapporti rischi/benefici di tali prodotti farmaceutici, nemmeno alla luce delle evidenze emerse sugli eventi avversi della campagna vaccinale per il Covid. Tali eventi semplicemente non esistono.
Il Comitato Nazionale di Bioetica passa poi alle indicazioni pratiche, operative: ritiene urgente richiamare l’attenzione della società italiana sul valore di un’assunzione di responsabilità personale e sociale e invita il Governo, le Regioni e le Istituzioni competenti, a moltiplicare gli sforzi perché le vaccinazioni, sia obbligatorie sia raccomandate, raggiungano una copertura appropriata. In particolare, dice il Comitato, “è necessario mobilitare i medici e le strutture sanitarie del territorio e promuovere efficaci campagne d’informazione, comunicazione ed educazione finalizzate a illustrare l’importanza delle vaccinazioni a livello individuale e collettivo e a richiamare i cittadini a scelte consapevoli e fondate su evidenze scientifiche nel proprio stesso interesse. A tale proposito, non si può non stigmatizzare il diffondersi di informazioni false e pregiudizi, come ad esempio l’esistenza di una presunta correlazione tra vaccinazioni e l’insorgenza di alcune patologie, ipotesi ampiamente smentite da innumerevoli studi scientifici”.
A tal fine il CNB raccomanda di operare una vera e propria “alfabetizzazione” sanitaria, con una comunicazione il più possibile incisiva su media, social e siti Internet e un’accurata informazione a livello individuale, (in che modo?) scritta e verbale. Ma ciò potrebbe essere non sufficiente, e allora i bioeticisti di Stato giocano la carta dell’obbligo: “L’osservanza dell’obbligo a un’adeguata profilassi vaccinale da parte degli operatori sanitari e del personale impegnato nelle scuole di ogni ordine e grado e in generale nei luoghi maggiormente frequentati dai bambini in funzione della loro specifica attività. Il monitoraggio continuo dell’omessa vaccinazione (per dimenticanza o per ragioni mediche, ideologiche, religiose, psicologiche) sia complessivamente sull’intero territorio, sia a livello del singolo Comune, allo scopo di identificare coloro che necessitano di essere incoraggiati verso un percorso vaccinale”.
La parola d’ordine dello Stato etico è: monitorare, identificare, procedere a “incoraggiare” alla vaccinazione. Vedremo se lo Stato si limiterà a proporre, o anche ad imporre. Qui sicuramente si giocherà una partita molto importante. Al netto dell’importanza – che non si vuol negare – dell’informazione, documentata, fondata e possibilmente non sponsorizzata sui temi della salute, lo Stato di Diritto non può essere soppiantato dallo Stato (bio)etico.
Annunciato come un’arma miracolosa per combattere il Covid se il vaccino avesse fatto cilecca, l’antivirale è stato acquistato in 600 mila dosi solo in Italia con costi ingenti. Ma solo il 20% l’ha usato anche perché nel frattempo si è imparato a curare con gli antinfiammatori. E Pfizer ora corre ai ripari “correggendo” il bugiardino su scadenza e conservazione.
Il prestigioso MIT di Boston ha pubblicato uno studio che conferma le evidenze della presenza della proteina spike del Covid nel processo di alcune malattie neurodegenerative. E la spike prodotta dal vaccino favorirebbe l’accumulo di tossicità simili a prioni nei neuroni.
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