Archivi categoria: Medicina

Non volete la Comunione in mano? Allora niente Messa

Mentre in Italia e in Europa l’epidemia del Covid sta finalmente terminando, non così purtroppo si può dire dell’indotto generato dalla stessa: per parecchio tempo ancora dovremo aspettarci minacce di un sedicente ritorno, dovremo vederci prospettare forme di controllo personale, come il tracciamento, e limitazioni alle libertà. L’epidemia sta rappresentando un’occasione per introdurre cambiamenti radicali di tipo politico, economico, culturale, e non da ultimo ecclesiale.

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Tornerà come la Spagnola? È la propaganda della paura

La propaganda della paura usa il fantasma della Spagnola per sostenere la seconda ondata di Covid. È un’irrazionalità, che raffigura il virus come una forza della natura fuori dal nostro controllo. Il concetto di “seconda ondata” in epidemiologia è imperfetto. Più interessante sarebbe studiare il virus ora che si “nasconde” negli animali-serbatoio e poterlo così eradicare. 

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Vescovi, ascoltate la scienza vera: a Messa senza paura

Oggi il rischio è decisamente assente, eppure le Messe sono ancora regolate dal protocollo concordato da Stato e Cei nei primi di maggio, quando l’epidemia era ancora molto diffusa. Perché continuare ad applicare norme restrittive, mitigate da interventi come quello di ieri del Ministero sui guanti, senza sapere quali sono le evidenze scientifiche che invece consentirebbero di tornare ad una semplice normalità? Si torni a Messa senza paura, vescovi: serve una radicale revisione del protocollo. 

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Covid: il 41% che non vuole vaccinarsi ha le sue ragioni

Ormai è come un mantra ossessivamente ripetuto: solo il vaccino ci potrà salvare dal Covid-19. Per questo fa scalpore il sondaggio che rivela un 41% di italiani che non vorrebbe vaccinarsi. Eppure non si tratta di un popolo disinformato: ci sono molti rischi insiti in un vaccino preparato in fretta e furia. E il Covid stesso non è ben conosciuto.

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Ombre cinesi sul Covid, chi non vuole che l’emergenza finisca

Il Covid sta finendo, ma c’è chi continua ad alimentare la paura per mantenere le limitazioni sociali. E così si è ricreato l’allarme Cina per i casi di contagio a Pechino: 130 persone in tutto in una città di 21 milioni di abitanti, tutto fuorché un’emergenza. E anche in Italia l’evidenza scientifica parla di un virus sempre meno aggressivo e virulento, l’Istituto Mario Negri ha anche documentato che i nuovi positivi non sono più contagiosi. Ma l’ostinazione con cui si alimentano irragionevoli paure non può non destare sospetti su interessi politici ed economici dietro questa epidemia che non deve finire.

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Il libro di Gulisano sulle pandemie sfata molti miti

Questo libro, oggi riaggiornato dall’Autore, ripercorre la lunga battaglia che l’uomo combatte da secoli contro le malattie contagiose, le pesti di ieri e i virus misteriosi di oggi, compreso il Coronavirus. Nell’Occidente contemporaneo la mortalità dovuta a malattie infettive, ossia trasmissibili, è percentualmente inferiore all’uno per cento. Di fatto si muore per malattie cronico-degenerative, come i disturbi cardiocircolatori, le malattie respiratorie, i tumori. Eppure nessun dato sulla mortalità da tumori, da infarti, da ischemie cerebrali o da incidenti del traffico è in grado di determinare il panico collettivo suscitato dalla malattia infettiva, un “nemico invisibile” che non si vede, che non si conosce. Paure arcaiche, quasi sepolte nell’inconscio, ma che oggi vengono risvegliate e manipolate dai media.

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Uno scambio di idee sul virus con il medico scrittore

“Poliedrico’ è l’aggettivo giusto per definire Paolo Gulisano, scrittore che si occupa ti fantasy, di storia e mondo celtico, con un particolare riferimento all’Irlanda, Paese che conosce in profondità. E sul suo blog, come egli stesso scrive, ‘oltre che di letteratura, di Tolkien, di Lewis, di fantasy, di Guareschi, si parla di molte altre cose’, come del fatto che è vice presidente della Società Chestertoniana Italiana, appassionato di pallacanestro, sport che ha praticato e non ha mai abbandonato, diventando poi capo degli ultras del Basket Lecco e ora segue come medico sociale della società, pur essendo da sempre un tifoso dell’Olimpia Milano, un tempo Simmenthal. 

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Oms non autorevole, i comitati tecnici dettano legge

L’Oms ha mancato completamente in quello che dovrebbe essere il suo ruolo-guida a livello globale, definire programmi di ricerca sanitaria e fissare standard per definire che cosa è sano e cosa no. Invece si è prodotta in messaggi contraddittori, ultimi i dietrofront sui guanti e gli asintomatici, che ne hanno fatto perdere l’autorevolezza consentendo ai “super esperti” dei comitati tecnici di dettare le regole a piacimento.

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La rivincita della clorochina

La clamorosa marcia indietro sulla clorochina. Un errore troppo marchiano per non lasciare il dubbio che le prese di posizione dell’OMS, che dovrebbero essere caratterizzate da un assoluto rigore scientifico, possano essere invece inficiate da posizioni ideologiche e da interessi che esulano dal bene della salute pubblica.

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