Editoriale da Il Sussidiario del 24/05/2015
Diceva Oscar Wilde, uno dei più grandi geni irlandesi, che “a questo mondo vi sono solo due tragedie: una è non ottenere ciò che si vuole, l’altra è ottenerlo. Questa seconda è la peggiore, la vera tragedia”.
Chissà se il premier irlandese Enda Kenny conosce questo aforisma del suo celebre connazionale. Kenny è il grande vincitore di questo referendum shock con cui il popolo della repubblica d’Irlanda con una netta maggioranza ha scelto che nella propria costituzione venga sancito che il matrimonio è l’”unione di due persone”, con sottinteso che è assolutamente indifferente di quale sesso siano tali persone. Il referendum, infatti, è stato sinteticamente definito “Same-sex marriage.

Questa antica preghiera della liturgia cristiana non è solo la richiesta di essere perdonati ma anche di essere voluti bene
Radio Città di Bollate
Le elezioni generali britanniche svoltesi ieri non sono di quelle che passano alla storia, come quelle che a suo tempo videro l’irresistibile ascesa di Margaret Tatcher o di Tony Blair: l’esito delle urne vede anzitutto una vittoria dei Conservatori, che tuttavia non raggiungono la maggioranza assoluta, e per governare avranno ancora bisogno dei voti dei Liberal Democratici di Clegg che tuttavia hanno subito una pesantissima emorragia di consensi, un vero e proprio travaso di voti che è andato a vantaggio degli stessi Conservatori. La maggioranza che ha governato negli scorsi anni c’è ancora, e Cameron può proseguire il suo lavoro. Stabilità e continuità, dunque, ma solo in apparenza. Dal voto di ieri emerge un quadro politico in fermentazione, e che nei prossimi anni potrebbe vedere sviluppi molto interessanti. Si è detto dei Lib Dem, un partito da sempre moderatamente progressista, i cui elettori evidentemente si sono radicalizzati, rivolgendosi verso Cameron i più moderati e verso i Laburisti i più socialmente sensibili.
