La Guerra Civile in Italia fu un capitolo terribile della storia – pur violenta fin dalle origini – di questo Paese. Una delle tante pagine tristemente drammatiche fu scritta a Lecco, dove a conflitto ormai finito ebbe luogo uno scontro armato nelle vie della città tra una piccola colonna della Guardia Nazionale Repubblicana diretta a Como per congiungersi a ciò che restava delle brigate della Repubblica Sociale e una formazione partigiana locale. Durante gli scontri, una parte dei soldati repubblichini sembrò volersi arrendere, e comparve una bandiera bianca.
Il ministro Schillaci ha illustrato la bozza di decreto-legge che ha l’obiettivo di rafforzare l’assistenza primaria, la presa in carico dei pazienti cronici e fragili e la continuità delle cure. Le proteste della Fimmg sul rapporto di dipendenza per i medici, che però sarà solo facoltativo.
INTERVISTA A SILVIA STUCCHI: “SONO CATTIVI QUESTI ROMANI
Silvia Stucchi è docente presso l’Università Cattolica di Milano, ed è una delle ultime grandi studiose della cultura latina e della storia romana. Membro scientifico della SIAC (Société Internationale des Amis des Cicéron) e della SIEN (Société Internationale des Études Neroniennes), ha pubblicato saggi divulgativi di grande interesse e svolge attività di giornalista pubblicista su varie testate cartacee e on line. La sua ultima opera edita dall’Editrice Ares è “Cattivi. Il lato oscuro dell’antica Roma”.
Da pochi giorni è nelle librerie un piccolo ma denso volume che è il racconto di un’esperienza maturata in quarant’anni di lavoro nella direzione di opere di cura ed accoglienza.
Alessandro Pirola, milanese, è un manager della sanità, molto diverso da come ci si immagina di solito le figure dei dirigenti aziendali.
Mai nella storia contemporanea un Presidente degli Stati Uniti aveva osato tanto. Donald Trump ha definito Papa Leone XIV «un debole», lo ha accusato di essere «pessimo in politica estera» e di «sbagliare tutto», arrivando a insinuare che il Pontefice avrebbe favorito un Iran nucleare.
DON DOLINDO CAMPIONE D’UMILTÀ (DI CLAUDIO CIRCELLI, EDIZIONI IL SEGNO 2025)
Quello di don Dolindo Ruotolo è un nome che negli ultimi anni sta diventando sempre più noto.
Ai pellegrini napoletani che si recavano a san Giovanni Rotonda da Padre Pio, il santo di Pietrelcina diceva: “che venite qui a fare? avete un santo in casa”, e intendeva proprio quell’umile sacerdote napoletano, e dava loro dei tarallini benedetti da portare agli ammalati seguiti e aiutati da don Dolindo.
Pubblicato nel 1936 e qui proposto per la prima volta al pubblico italiano, An Essay on the Restoration of Property è uno dei testi fondamentali di Hilaire Belloc e un classico del pensiero distributista. Con uno stile limpido e concreto, Belloc affronta una questione decisiva per la vita sociale ed economica: la proprietà come condizione della libertà. Rifiutando tanto lo statalismo centralista quanto la concentrazione capitalistica, l’autore so stiene la necessità di una proprietà produttiva diffusa, capace di valorizzare le capacità, le competenze e l’iniziativa personale, restituendo al corpo sociale un equilibrio naturale e organico. In questa prospettiva, giustizia sociale e prosperità economica non sono opposte, ma inseparabili. Il cuore del messaggio è semplice e attualissimo: senza una diffusione reale della proprietà non può esistere vera libertà. Contro l’alternativa illusoria tra capitalismo e social-comunismo, Belloc indica nel Distributismo una via concreta e radicale, ancora oggi sorprendentemente attuale.
Hilaire Belloc (1870-1953) è stato uno dei maggiori protagonisti della cultura britannica del Novecento, insieme all’amico G.K. Chesterton. Giornalista, saggista, storico, apologeta cristiano e parlamentare indipendente, fu autore di oltre centocinquanta opere e tra i fondatori del movimento distributista. Viaggiatore instancabile e autentico pellegrino, unì all’impegno politico e culturale una fede cristiana vissuta come continua ricerca della verità e della giustizia.
Una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica International Journal of Innovative Research in Medical Sciences documenta il nesso tra la vaccinazione anti-Covid e l’insorgere della patologia. Un aumento esponenziale osservato sul campo da molti medici anche in persone giovani, sane e sportive.
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