Archivio mensile:Dicembre 2024

“Madre e figlia” – Racconto di Natale

Anna sedeva accanto al fuoco. La sera era più fredda del solito. Sembrava anche più silenziosa del solito. Per questo i colpi alla porta di casa risuonarono forti, suscitando spavento in sua cugina Esmeria, che si era assopita, e che si riscosse alzandosi per andare a vedere chi si presentasse a quell’ora. Anna infatti era malata, e faticava ad alzarsi. Nonostante i dolori che l’affliggevano, il suo viso rugoso si aprì in un gioioso sorriso quando vide chi era l’ospite inatteso che era venuto a trovarla.

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Mite Natale. In compagnia del “Piccolo principe”

Uno dei più bei canti di Natale, Astro del ciel, definisce Colui che nasce nella grotta di Betlemme come “mite agnello, redentor”.

Tra le otto beatitudini di cui parla il Vangelo, la mitezza è una delle più significative. Fu ed è ancora la virtù dei martiri, che non muoiono gridando o maledicendo, ma pregando e perdonando. Non è che un caso che la sapienza degli antichi liturgisti della Chiesa abbia messo nel calendario, dopo la Natività del mite agnello, la festa del primo martire, il mite Stefano.

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IL NATALE NON È LA SAGRA DEL BUONISMO

DOMANI È SEMPRE NATALE 

Il Natale è anzitutto un evento religioso: è Dio che si fa bambino, è il Logos che si fa carne. Come disse il grande Tolkien all’amico Lewis: un Mito è diventato un Fatto. Fu questa affermazione ad abbattere il muro dell’agnosticismo dello studioso irlandese e a portarlo alla fede cristiana, della quale divenne in seguito appassionato apologeta. Tuttavia Lewis non abbandonò mai i territori affascinanti del Mito e della Fantasia, realizzando le appassionanti Cronache di Narnia. 

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Il terrorismo sanitario trova il prossimo colpevole: il Giubileo

In vista dell’Anno Santo virologi scatenati nel paventare scenari da pandemia: dall’immancabile Covid al vaiolo delle scimmie passando per le malattie tropicali. Un invito esplicito a vedere nei pellegrini cattolici degli untori pericolosi per la salute e a indirizzare nei loro confronti l’odio mediatico. 

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Viaggio in Marocco

VIAGGIO IN MAROCCO dal 2 all’8 febbraio 2025

Il gruppo sarà accompagnato da Paolo Gulisano

Con un programma che unisce momenti di riflessione spirituale, visite storiche, e un contatto diretto con le tradizioni locali, questo viaggio è una chiamata a vivere il Marocco in profondità, a scoprire la sua storia, la sua gente e le sue radici spirituali.

Ogni tappa è pensata per offrire un’esperienza indimenticabile: dalla vibrante Marrakech, con le sue tradizioni millenarie, alla serenità di Chefchaouen, la “città blu” che accoglie con la sua calma mistica.

Esplorerai affascinanti stradine della Medina, dove passato e presente si intrecciano in un caleidoscopio di colori, suoni e profumi. Vivrai la spiritualità di luoghi che hanno fatto la storia, come la Comunità Monastica dell’Atlas a Midelt, dove la bellezza dei paesaggi naturali incontra l’accoglienza dei monaci trappisti. Ti immergerai nella cultura autentica di Fez per lasciarti trasportare dai racconti di una città che conserva gelosamente la sua anima medievale.

Unisciti a noi per un percorso di scoperta che arricchirà non solo i tuoi ricordi, ma anche il tuo cuore.

La fede alla prova del dolore

IL TORMENTO E L’ESTASI

Il periodo che precede il Natale sembra essere di grande allegria: luminarie, negozi affollati, cene aziendali. Ma dietro questo clima festoso, si nasconde la sofferenza e la tristezza di coloro che vivono una condizione di dolore, nel corpo o anche di tipo psicologico. E’ proprio il vedere l’allegria degli altri che può acuire una condizione di tristezza, che può aumentare il peso della solitudine, dell’abbandono. Tempo fa lessi una frase molto significativa di padre Maurizio Botta, un religioso dell’Oratorio di san Filippo Neri: “conosciamo il dolore atroce quando qualcuno che amiamo non ci parla”.

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