
DOMANI È SEMPRE NATALE
Il Natale è anzitutto un evento religioso: è Dio che si fa bambino, è il Logos che si fa carne. Come disse il grande Tolkien all’amico Lewis: un Mito è diventato un Fatto. Fu questa affermazione ad abbattere il muro dell’agnosticismo dello studioso irlandese e a portarlo alla fede cristiana, della quale divenne in seguito appassionato apologeta. Tuttavia Lewis non abbandonò mai i territori affascinanti del Mito e della Fantasia, realizzando le appassionanti Cronache di Narnia.
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“Davide! Stacca dagli occhi da quello smartphone e vieni a tavola: è la terza volta che dico che la cena è pronta!”
“E’ Natale, è Natale, è la festa dei bambini, è un emporio generale di trastulli e zuccherini…” così il grande Giovannino Guareschi in un suo racconto di vita familiare prendeva in giro, tanti anni fa, un certo modo di presentare il Natale. Queste parole erano parte di una poesia che la figlia, la celebre Pasionaria, si rifiutava di imparare a memoria. Un Natale mieloso e melenso, da buoni sentimenti, da “siamo tutti più buoni”. Il passionario parroco di Villasanta, alle porte di Monza, la notte di Natale non era tanto propenso a questo tipo di buonismo, e un po’ ruvidamente si è scagliato nientemeno che contro Babbo Natale, definendolo un simbolo del consumismo, un’invenzione della pubblicità, e addirittura definendolo “un ciccione ubriaco”. Si è guadagnato il suo momento di celebrità sui social network, dove si è scatenato il solito dibattito manicheo pro o contro. L’episodio tuttavia si presta a qualche pacata riflessione e a una bella citazione.