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“Giuseppe Moscati: il santo medico”

La medicina e la figura del medico si trovano, da quasi tre anni, protagoniste della scena sociale e politica, in un momento in cui questa antica arte (giacché la medicina non è solo professione, ma in primo luogo l’arte del prendersi cura) è coinvolta in un progetto di Grande Reset. Che cosa significa assistere, curare? Oggi fare il medico può ancora essere una “vocazione”? Nel rapporto di cura c’è spazio per una “passione per l’uomo”?

Possibili risposte possono essere trovate riproponendo una figura esemplare di medico, che spese la sua intera vita dedicandosi alla cura dei malati.

Nel corso della storia abbiamo avuto tante figure di santi medici, ma Giuseppe Moscati – che visse a Napoli a cavallo tra il XIX e il XX secolo – è forse la più attuale. Nella sua totale dedizione alla carità e nella sua altissima professionalità Giuseppe Moscati incarna il modello di medico da cui ognuno vorrebbe essere assistito: competente, premuroso, attento, sollecito, e straordinariamente bravo nel fare diagnosi e scegliere le terapie giuste.

Giuseppe Moscati è stato anche un uomo di grande fede: per tutte queste ragioni è stato prima beatificato da Paolo VI nel 1975 e poi proclamato santo da Giovanni Paolo II nel 1987.

Per conoscere meglio questo uomo sempre orientato a Dio e al bene supremo dell’uomo Il Circolo della Bussola ti invita all’incontro “Giuseppe Moscati: il santo medico”: di lui ci parlerà Paolo Gulisano, medico e saggista, autore di un recente libro su Moscati. Inoltre, ascolteremo la toccante testimonianza di Gianmario Bianchi, Presidente della sottosezione Unitalsi di Saronno, da anni devoto al santo.

 

Intervista / Giuseppe Moscati, il santo medico, raccontato da Paolo Gulisano

Come annunciato da Duc in altum (qui), la casa editrice Ares ha avviato una nuova collana, intitolata Un santo per amico, e il volume che la inaugura, dell’amico medico e scrittore Paolo Gulisano, è dedicato a san Giuseppe Moscati, santo medico napoletano, nato nel 1880 e morto nel 1927 a soli quarantasette anni, che nell’ambito del suo lavoro, o meglio, come scrive Gulisano, della sua missione di medico esercitò in modo eroico le virtù cristiane.

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