Mercoledì 16 settembre 2026, alle ore 20:30, Liberi in Veritate propone una nuova serata di approfondimento dedicata a un tema particolarmente delicato e attuale: “EUTANASIA: L’INGANNO DELLA ‘BUONA MORTE’” Un confronto sul valore e sulla dignità della persona, sul significato della cura e dell’accompagnamento nella sofferenza e sulle implicazioni culturali, sociali ed etiche dell’eutanasia, nel solco della Dottrina Sociale della Chiesa.
Interverranno Francesco Avanzini, medico; Paolo Gulisano, medico; Davide Lovat, Consigliere regionale del Veneto; Stefano Fontana, Direttore dell’Osservatorio Van Thuân.
Modera Francesco Fontana, Avvocato e Presidente di Liberi in Veritate.
Diretta online: https://www.youtube.com/@LiberiinVeritate-org/streams
Durante la diretta sarà possibile intervenire con commenti e domande in tempo reale.
Nel settembre del 1996, esattamente trent’anni fa, Umberto Bossi davanti a migliaia di militanti della Lega Nord, proclamava a Venezia l’indipendenza della Padania.
Non più solo malattie incurabili, anche anoressia, bulimia, obesità tra i motivi che spingono a chiedere la morte. E i medici assecondano il paziente, col solito pretesto del “migliore interesse”.
La Pontificia accademia per la vita ha pubblicato un Piccolo lessico del fine vita che contiene una serie di voci (da cure palliative a eutanasia, da sedazione profonda a disposizioni anticipate di trattamento) bisognose di essere precisate.
Inizia oggi una nuova rubrica: Salus in Veritate. Un appuntamento mensile con i dottori Francesco Avanzini e Paolo Gulisano. Oggi ci parlano di eutanasia. – dott. Gulisano: medico e cultore della storia della Medicina, scrittore e amante e studioso di G.K. Chesterton, è una delle penne più seguite del quotidiano on line la nuova bussole quotidiana – dott. Avanzini: medico dirigente di foniatria presso l’ospedale S.Maurizio di Bolzano In studio Francesco Ghislandi.
Oggi si celebra la Quarantacinquesima Giornata per la vita. Ancora una volta questa occasione chi chiama a riflettere su quelle che sono le drammatiche minacce alla vita umana: l’aborto, l’eutanasia, il suicidio assistito.
Una medicina che non si propone di eliminare la sofferenza, ma il sofferente, non è più l’arte del curare che è stata per 2000 anni. È la logica perversa che sta dietro anche ad altre forme di eutanasia, dell’abbandono terapeutico, della rinuncia alla cura. Una medicina asservita a normative che non riconoscono alcun valore alla vita umana sofferente.
Nel Paese guidato da Jacinda Ardern, dopo l’entrata in vigore dell’End of Life Choice Act è emerso il timore che la nuova legge possa applicarsi ai pazienti affetti da Covid o Long Covid. Il Ministero della Salute ha confermato che c’è questa possibilità. Ma i pro vita chiedono che si impedisca quest’altra deriva.
A.D. 2021: con la legge sull’aborto, approvata in Italia nel 1978, la madre può disporre della vita dei figli non ancora nati. Dal 2017, con la legge sulle DAT, i genitori possono disporre della vita dei figli gravemente malati.
Cosa è accaduto nel paese in cui la legge naturale è stata sostituita pian piano da quella del miglior interesse? Qual è il prossimo passo verso l’abisso? Cosa possono fare i cattolici per promuovere la difesa della vita senza compromessi? A queste ed altre domande cercheremo di rispondere grazie agli interventi degli ospiti in studio.
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