
La Vergine Maria viene invocata con titoli che traggono origine sia da formule devozionali sia da figure bibliche tradizionalmente associate a Maria: Madre, Vergine, Regina sono i titoli maggiormente presenti.
Le invocazioni che sviluppano il termine Madre sottolineano il ruolo di Maria nella storia della salvezza, e hanno un tono encomiastico; le invocazioni che la
chiamano col titolo di Vergine e Madre ne esaltano le virtù; quelle che si svolgono attorno al termine Regina sottolineano che la Vergine è invocata per l’eccellenza della sua santità e per l’adesione alla volontà del Signore.
Altre invocazioni riuniscono titoli desunti dalla Bibbia e applicati a Maria come Arca dell’Alleanza, Sede della Sapienza, con altri di origine patristica: Dimora consacrata a Dio, Torre della santa città di Davide.
Ci sono poi invocazioni in cui la Vergine è chiamata come aiuto per i suoi figli, soprattutto per i peccatori, e come sorgente di consolazione per i miseri, gli afflitti, gli infermi.
ROSA MISTICA

C’è poi una invocazione particolare, una sorta di omaggio affettuoso, in cui si contempla la bellezza della Santa Vergine: Rosa Mistica.
La Rosa Mistica rappresenta la purezza e l’innocenza della Vergine Maria, ma anche il mistero d’amore di cui lei è portatrice.
Nel corso del XX secolo è avvenuta un’apparizione in cui la Madonna si è presentata come Rosa Mistica. Avvenne nei pressi di Montichiari, in provincia di Brescia, a partire dal 13 luglio 1947.
La Madonna si presentò a Pierina Gilli, una semplice donna di campagna di trentasei anni, con i titoli di “Rosa mistica” e “Madre della Chiesa”. La Vergine chiese l’inizio di una nuova devozione a Maria Rosa Mistica in favore dei sacerdoti e di tutti gli istituti religiosi. Chiese inoltre di onorare come giornata mariana il 13 di ogni mese, in particolare il 13 luglio, in espiazione delle offese commesse da parte delle anime consacrate.
La Madonna chiese poi di santificare questo giorno con preghiere quali il Rosario, l’Ora di Adorazione, la Santa Messa.
Il messaggio di Maria Rosa Mistica evoca quello di Fatima: preghiera, sacrificio e penitenza. Un messaggio che prende tristemente in considerazione, nel 1947, la futura crisi della Chiesa, caratterizzata da tanti abusi liturgici. Le tre spade che colpiscono Maria nella visione di Pierina Gilli a Fontanelle di Montichiari sono infatti le Messe celebrate indegnamente.
La storia delle apparizioni di Montichiari, ma soprattutto la spiritualità che scaturisce da esse, è raccontata e spiegata magistralmente da padre Serafino Tognetti, che è un celebre teologo appartenente alla Comunità dei Figli di Dio, fondata dal Servo di Dio don Divo Barsotti, una delle personalità più straordinarie della Chiesa della seconda metà del Novecento.
Padre Serafino ci fornisce la chiave interpretativa per comprendere il messaggio di Rosa Misrtica con delle proposte di vita che ne sono la conseguenza. Il sottotitolo del libro è “cosa la Madonna chiede oggi alla Chiesa”. Ebbene, la risposta che Padre Serafino ci dà è proporre non “un’azione pastorale d’assalto”, ma piuttosto lo sviluppo di una vita interiore personale, di un farsi carico da parte dei singoli battezzati dei mali del mondo.
Come scrive, “Di fronte al mondo, tronfio e superbo, sta la croce silenziosa sulla quale il Cristo (la Chiesa) soffre e ripara. Come a dire: ormai il livello del male è tale, che l’unica cosa che veramente può contare è mettere in campo le forze misteriose dell’adorazione, della riparazione dei peccati, dell’accettazione umile, ma decisa, delle sofferenze. Si vive in un enorme Getzemani”
Affrontiamo, dunque, quest’ora difficile, l’ora del Getzemani,
contemplando il volto di Cristo in compagnia e alla scuola della sua Madre Santissima.
La crisi della Chiesa è anzitutto crisi della preghiera, della Liturgia, della contemplazione, della riparazione. Torniamo, dunque, all’essenziale, torniamo ai fondamenti della Fede.
Paolo Gulisano
