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Rovereto, convegno famiglia

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Domenica, 13 Dicembre 2015 13:43

Rovereto, convegno famiglia: «Solo l’unione di un uomo ed una donna può generare la vita»

Rovereto, convegno famiglia: «Solo l'unione di un uomo ed una donna può generare la vita»

L’autore Redazione Trento

Oltre 200 persone ieri sera si sono accalcate nella sala conferenze dell’Urban Center di Rovereto per il convegno “Famiglia, fondamento della società”.

Tante persone e pattuglie della Polizia agli ingressi per dire che solo l’unione di un uomo ed una donna può generare la vita: “solo pochi anni fa una serata analoga sarebbe andata deserta per la scontatezza del concetto” affermano in sala.

Un tavolo di relatori di tutto rispetto ha invece animato la serata, come gremita di Autorità era la sala in cui tutto il centrodestra trentino era rappresentato.

Apre le danze Toni Brandi, presidente di ProVita, associazione organizzatrice dell’evento, rimarcando quanto la famiglia sia sotto attacco ideologico e legislativo tremite un subdolo progetto di rivoluzione antropologica finalizzato a renderci tutti soggetti soli, ipersessualizzati, destabilizzati e privi di legami qualificanti. Torna sul concetto anche il Dott. Paolo Gulisano, medico e scrittore molto conosciuto tra gli amanti del fantasy per la sua capacità di ritrovare nei romanzi fantascientifici l’embrione della dissoluzione del mondo attuale.

Intrigante il parallelo con Frankeinstein e l’ideologia gender tanto di moda ora: in ambedue i casi si prende le mosse da un laboratorio in cui un’entità che si vuole sostituire alla natura crea e distrugge l’uomo a suo piacimento, senza cadere nell’errore di confondere gli addendi: il “mostro” non è, come erroneamente si potrebbe pensare, la creatura che vede la luce nel laboratorio. Il vero mostro è colui che pretende di plasmare l’uomo e sovvertirne l’esistenza.

Della concretezza ha invece fatto il proprio cavallo di battaglia l’applauditissimo intervento di Massimo Bitonci, Sindaco di Padova, le cui battaglie contro la diffusione nelle scuole dei libretti gender sono salite agli onori delle cronache nazionali. Lui descrive quanto accaduto in un altro modo: “Un Sindaco normele ed una maggioranza di consiglieri normali hanno votato un atto normale che prevede una cosa normale: i bambini non possono essere indottrinati e le famiglie non devono essere escluse.”

“Un amministratore locale” prosegue Bitonci “deve metterci la faccia ed avere il coraggio delle proprie azioni: per questo motivo quando l’Arcigay ha richiesto di utilizzare le sale pubbliche del Comune per serate in cui si propaganda l’utero in affitto e pratiche analoghe ho negato l’autorizzazione.” Scroscianti applausi. Presa di posizione, questa, che è valsa al Sindaco una denuncia per abuso d’ufficio ma lui non si scompone: “Sappiano che continuerò a farlo.

Forse tra i più attesi è stato l’intervento del Cons. Walter Kaswalder, presente fuori da ordini di scuderia del partito di cui comunque risulta ancora presidente, il PATT.

Sono andato a riguardare gli atti fondativi del partito autonomista e lì si dice chiaramente che il nostro operato politico deve seguire la dottrina della Chiesa e gli usi della nostra gente: io mi sento perfettamente in linea.” Cita volutamente il cosiddetto ddl omofobia appoggiato dalla maggioranza del governo provinciale pur non essendo stato inserito nel patto di coalizione, disegno di legge a cui Kaswalder ha tolto il sostegno comprendendone la pericolosità intrinseca, esplictata a chiare lettere nell’articolo 5 in cui si parla palesemente della volontà di indottrinare anche le giovani generazioni.

Un monito giunge infine da parte di tutti i relatori: color che sono persuasi della necessità di difendere i più piccoli da questi attacchi ideologici devono essere pronti a scendere in campo personalmente in quanto troppo spesso questa battaglia non trova come alleati nemmeno parti della Chiesa.

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Dizionario della fede – “U” come Utopia

Opened book with flying lettersDa Platone a San Tommaso Moro fino al pragmatismo efficientista dei nostri giorni, questa espressione si colora di significati e risvolti anche molto diversi a seconda delle epoche

La parola non appartiene strettamente al “gergo” della Chiesa, tuttavia è molto usata nell’ambito politico e culturale, e presenta alcuni aspetti religiosi molto importanti.

Un’utopia (il cui significato è letteralmente non luogo, un luogo che non c’è) è un assetto politico, sociale e religioso che non trova riscontro nella realtà, ma che viene proposto come ideale e come modello.

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Dizionario della fede – “T” come Tabernacolo

Opened book with flying lettersL’Eucaristia, vero memoriale del mistero pasquale di Cristo, è capace di tenere desta in noi la memoria del suo amore.

La parola tabernacolo nella tradizione ebraica e cristiana significa il luogo della casa di Dio presso gli uomini. Comunemente, nelle lingue moderne, con tabernacolo si intende una struttura a forma di scatola presente in tutte le chiese nella quale sono conservate le particole consacrate nel corso della celebrazione eucaristica. Il termine tabernacolo deriva dalla parola latina taberna, derita da tabula, tavola di legno usata per le capanne. Avrebbe allora il senso di dimora provvisoria. La parola latina venne utilizzata nella Vulgata per tradurre la parola ebraica mishkhan, che significa dimora. Il tabernacolo nell’Ebraismo era un santuario trasportabile, eretto nel deserto, che accompagnava gli israeliti nel loro vagare dopo l’esodo. In epoche successive venne sostituito dal Tempio. Nel Cattolicesimo il tabernacolo indica il luogo dove si conserva l’Eucaristia. Fin dal Medioevo, e in particolare durante la Controriforma il tabernacolo divenne il posto più importante della chiesa, intesa come edificio. Fu questo un modo per sottolineare la presenza reale di Cristo anche dopo la Messa. Secondo la tradizione accanto al Tabernacolo viene acceso un lume, come simbolo della presenza eucaristica.

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Dizionario della fede – “S” come Sacerdote

Opened book with flying lettersLungi dall’essere un mero “assistente sociale”, il presbitero è principalmente il “ministro dell’Eucaristia” e della “misericordia”

Nel corso dell’Ultima Cena, istituendo il Sacramento dell’Eucaristia, Gesù aveva detto: “Fate questo in memoria di me”. L’Eucaristia dunque non ricorda semplicemente un episodio, ma ricorda Lui. Per celebrare questo Sacramento, Gesù istituì il Sacerdozio. Il prete, infatti, è in primo luogo colui che può ripetere ogni giorno, in persona Christi, le parole del Signore stesso. In un tempo in cui i rapidi cambiamenti culturali e sociali allentano il senso della tradizione ed espongono specialmente le nuove generazioni al rischio di smarrire il rapporto con le proprie radici, il sacerdote è chiamato ad essere, nella comunità a lui affidata, l’uomo del ricordo fedele di Cristo e di tutto il suo mistero. La sua è un’esistenza « consacrata.

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Dizionario della fede – “R” come Rosario

Opened book with flying lettersRecitare questa preghiera è un mezzo per stare il più possibile vicini a Gesù e Maria, e al loro amore che ci cambia la vita

Il Rosario della Vergine Maria è una delle più belle preghiere della Chiesa. E’ una preghiera che è stata prediletta da numerosi Santi, e sempre incoraggiata dal Magistero. Nella sua semplicità e profondità, rimane, anche oggi, una preghiera di grande significato, destinata a portare frutti di santità. Essa ben s’inquadra nel cammino spirituale di un cristianesimo che, dopo duemila anni, non ha perso nulla della freschezza delle origini, e si sente spinto dallo Spirito di Dio a prendere il largo per testimoniare Cristo al mondo come Signore e Salvatore, come via, verità e vita.

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Dizionario della fede – “Q” come Quotidiano

Opened book with flying lettersIl cristianesimo non è qualcosa di occasionale, eccezionale: ha una dimensione feriale, quotidiana

“Dacci oggi il nostro pane quotidiano”, recita il Padre Nostro. E’ interessante notare come Gesù sottolinei in due parole un aspetto fondamentale della sua preghiera, del suo messaggio: dacci oggi il pane quotidiano. Il cristianesimo è un qui e ora, è la promessa di una vita futura ma è anche un hic et nunc, una risposta immediata, un oggi, e non un evento saltuario, episodico, ma continuo, quotidiano, appunto.

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Dizionario della fede – “P” come Poveri

Opened book with flying lettersLa povertà è la prima beatitudine della Legge di Gesù, il fondamento su cui innalzare tutto l’edificio cristiano

La Chiesa, nella sua storia bi millenaria, ha sempre parlato ai poveri e ha parlato della povertà. Addirittura, una particolare forma di povertà- quella di spirito- è considerata una beatitudine. La povertà come virtù consiste nel raggiungere sul serio il distacco dalle cose terrene; nel sopportare lietamente le scomodità, quando ci sono, o la mancanza di mezzi.

«Andate e riferite a Giovanni quello che udite e vedete: i ciechi vedono, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono mondati, i sordi odono, i morti risorgono, ai poveri e annunziata la buona novella» dice il Vangelo di Matteo.

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Dizionario della fede – “O” come Orazione

Opened book with flying lettersLa preghiera e l’orazione sono degli strumenti straordinari per innalzare la nostra condizione umana, per farci più simili al Dio che ci ha creato.

La parola orazione è uno dei due vocaboli (l’altro è il più comune “preghiera”) con cui si indica la relazione cosciente e colloquiale dell’uomo con Dio. La parola preghiera” proviene dal verbo latino precor , che significa pregare, rivolgersi a qualcuno chiedendo un beneficio. Il termine “orazione” proviene dal sostantivo latino oratio, che significa parlare, discorso, colloquio. L’orazione è assolutamente necessaria per la vita spirituale. È come il respiro che permette alla vita dello spirito di crescere. Nell’orazione si manifesta la fede in Dio e nel suo amore. Si stimola la speranza che porta a orientare la vita verso di Lui e a confidare nella sua provvidenza. Il cuore si dilata se rispondiamo col nostro amore all’Amore divino.

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Dizionario della fede – “M” come Madre

Opened book with flying lettersAttraverso lo stupore di Maria avviene l’Incarnazione, l’inizio di quella risposta definitiva, con cui Dio viene incontro alle inquietudini del cuore dell’uomo

Madre. Mamma: la parola più dolce, la prima che viene balbettata dalle labbra di un bambino, quella che spesso è l’ultima, sulle labbra dei morenti. Nel Cristianesimo la parola madre è fondamentale: essa ci richiama l’altissima dignità della donna, chiamata a trasmettere la vita, a nutrirla, ad accudirla. E tra le donne ce n’è una, in particolare, che venne chiamata a generare il Verbo di Dio.

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Dizionario della fede – “L” come Libertà

Opened book with flying lettersPer il credente l’unica via verso la libertà autentica da ogni schiavitù è Lui, Gesù Cristo

Libertà è una parola usata, usatissima, abusata, tanto da averne quasi smarrito il vero significato. L’accezione più comune del termine intende per libertà la condizione per cui un individuo può decidere di pensare, esprimersi ed agire senza costrizioni, ricorrendo alla volontà di ideare e mettere in atto un’azione, mediante una libera scelta dei fini e degli strumenti che ritiene utili a realizzarla. Il Cristianesimo ha modificato ampiamente la concezione classica della libertà rapportandola non più alla libertà politica e alla libertà personale, ma contrapponendola a quella schiavitù interiore derivante dal peccato originale di Adamo. La buona volontà, e non più la razionalità, è quella che origina la libertà, che non è possibile avere senza l’intervento divino procacciatore della grazia, mezzo essenziale di liberazione dell’uomo. La volontà non potrebbe indirizzarsi al bene corrotta com’è dalla schiavitù delle passioni corporee se non ci fosse la rinascita dell’uomo operata da Cristo. Rimane comunque l’impossibilità umana a liberarsi dal male, dalla colpa e dal peccato per cui la libertà sarà conseguibile dall’uomo solo quando lascerà questo mondo terreno per il giudizio finale nel regno dei cieli.

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