Magdi Apostata Allam

Se Papa Francesco ha aperto il suo pontificato con un cordiale e amorevole “buonasera”, Magdi Allam, giornalista e politico assurto negli ultimi anni ad una certa notorietà grazie a virulenti passaggi televisivi e ad uno show battesimale in una vigilia pasquale in san Pietro, ha chiuso la sua breve parentesi cristiana con uno sgarbato sbattere la porta. Non ha detto nemmeno “arrivederci”, e tanto meno grazie.

Si è licenziato da cattolico, o almeno così crede. Forse chi lo aveva aiutato a prepararsi alla conversione, in primis il suo padrino, Maurizio Lupi, avrebbero dovuto spiegargli (ma ovviamente sono ancora in tempo per farlo ora, anzi ne hanno l’obbligo) che il Battesimo è un Sacramento, un dono di Grazia, e che quindi non è possibile cancellarlo, non ci si può “dimettere” da cristiano.

Se pensava di stupire il mondo con il suo “gran rifiuto” (misera parodia di ben più importanti e meditate rinunce) si è sbagliato di grosso. Allam entra semplicemente nel novero di quelli che nel mondo anglo-sassone vengono chiamati “lapsed Catholics”, cattolici decaduti. E viste le motivazioni della sua pubblica abiura, si tratta di un’apostasia da operetta, non dissimile da quella di tanti altri che non trovano nella Chiesa e nel Cristianesimo un avallo alla propria misura.

Prima ancora che le accuse mosse alla Chiesa di eccessiva islamofilia, colpiscono altre argomentazioni del’europarlamentare (che figura peraltro tra i maggiori assenteisti dai lavori dell’assise di Strasburgo): «prendo atto – scrive infatti l’italo-egiziano- che la Chiesa è fisiologicamente tentata dal male, inteso come violazione della morale pubblica, dal momento che impone dei comportamenti che sono in conflitto con la natura umana, quali il celibato sacerdotale, l’astensione dai rapporti sessuali al di fuori del matrimonio, l’indissolubilità del matrimonio, in aggiunta alla tentazione del denaro». Ebbene sì: l’idolo dei Teocons, ha gli stessi mal di pancia esistenziali di un don Gallo, di un Vito Mancuso, di un qualunque iperprogressista convinto che l’origine di tutti i mali della Chiesa sia nella sessuofobia e nella “repressione” degli istinti. Strano non abbia parlato anche delle “nozze gay”.

E questi sarebbe il paladino, come si è auto-definito, “di valori non negoziabili, di un’identità certa, di una civiltà di cui inorgoglirsi».
Usa anche una terminologia molto significativa “Papalatria”, per bollare l’affetto e la devozione dei fedeli nei confronti del nuovo pontefice. Forse Magdi non lo sa, ma questo è un termine caro all’estremismo protestante, un fondamentalismo che ha perseguitato a lungo i cattolici non meno dell’Islam. Detto da un uno che si ritiene più ortodosso del Papa, il che è tipico di ogni eresia. La Chiesa è relativista, e lo è «fisiologicamente», per la sua stessa natura, dice il fondatore di “Io amo l’Italia” (e verrebbe da dire: fino a quando e in che misura?).

Per il pluriabiutatore questa Chiesa non è sufficientemente anti-islamica. E questa è un’altra eresia, un altro segno del totale fraintendimento di ciò che il Cristianesimo è, da parte di Allam. Il Cristianesimo non è nato, 2000 anni, per contrastare nessuna religione, né L’Islam, che era al di là da venire, né l’Ebraismo, né le religioni antiche, da quella romana a quella celtica, greca, e così via. Il Cristianesimo, come avrebbe potuto e dovuto spiegargli il suo amico Lupi, è un Fatto, un avvenimento. Aggiungo che il Cristianesimo è una storia d’amore, la storia dell’amore di un Dio che ha tanto amato gli uomini da incarnarsi, da venire tra noi, da morire tra noi. E’ un Dio d’amore, non una religione dell’odio.

Se Allam provasse a recitare ancora una volta il Credo, anziché appendere i sacramenti al chiodo, se ne renderebbe conto. Ma Allam ha mai recitato con devozione il Credo, le belle preghiere semplici come il Pater Ave Gloria, con cui papa Francesco ha iniziato il suo ministero? E’ lecito nutrire qualche dubbio, se non sulla sincerità della sua conversione di cinque anni fa, quantomeno sulla consistenza del suo appartenere a Cristo, attraverso il Battesimo e gli altri sacramenti ricevuti. Forse prima di abiurare, di apostatare, di giudicare e condannare ben due papi, farebbe meglio a guardare dentro di sé, nella propria coscienza, ad allontanare da sé il peccato, in primis quello luciferino della superbia.

Allam non ha capito che nel Cristianesimo la vita è un pellegrinaggio, una conversione continua, un cadere e rialzarsi. L’augurio è che possa trovare l’umiltà di chiedere perdono, di recitare con convinzione le parole del Credo, e le parole del Padre Nostro: “liberaci dal male”.

Paolo Gulisano

2 pensieri su “Magdi Apostata Allam

  1. Francesco Santoni

    Risulterò antipatico, anche molto, ma quando leggo un articolo che sostanzialmente condivido, non riesco a tollerare che ci siano errori, che magari saranno anche solo frutto di distrazione, ma offrono ai critici un appiglio per impugnare tutte le tesi sostenute senza entrare in una vera critica di merito. Non si dice “avvallo” ma “avallo” (spero sia solo un refuso), ma soprattutto non si capisce l’uso del verbo “ipostatizzare”, al posto del quale credo si volesse in realtà dire “apostatare”. Saluti.

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