Archivi categoria: Medicina

Paura Malaria, non c’entrano né clima né immigrati

La notizia della morte di una bambina per sospetta Malaria è deflagrata sui media in modo davvero clamoroso. Come accade ogni volta che si verifica un caso di malattia infettiva trasmissibile, l’allarmismo si diffonde rapidamente, accompagnato da narrazioni molto imprecise per non dire confuse.

I fatti ci dicono che una bambina trentina di quattro anni è deceduta a causa di un sospetto caso di Malaria. Questo nome è uno di quelli – come la Meningite- capaci di evocare terrori e paure ataviche.

Ma la Malaria ha delle caratteristiche ben precise, così come la storia della lunga lotta contro questa malattia che era conosciuta già ai tempi degli antichi Romani, che furono i primi ad affrontarla efficacemente attraverso opere di bonifica delle paludi. La malattia infatti è nota anche come paludismo, ed è una parassitosi – la più diffusa e letale che esista – provocata dalla puntura di un tipo particolare di zanzara, il tipo Anopheles, che trasmette con la sua puntura un parassita detto Plasmodium in grado di provocare gravi danni all’organismo, a livello epatico, renale, cerebrale.

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Ecco gli aborti causati dalla contraccezione

Nel 2016, emerge dai dati, il 51% delle 60.592 donne che si sono rivolte al Bpas per abortire stava utilizzando almeno una forma di contraccezione quando è rimasta incinta. E il 24%, circa 15.000, ovvero un quarto, stavano usando quelli che sono considerati i metodi contraccettivi più efficaci, ovvero quelli ormonali come la pillola, il cerotto o l’anello vaginale. Inoltre chi ha utilizzato questi metodi ha avuto in media aborti in una fase successiva della gravidanza rispetto ad altre donne, poiché non si aspettava che la contraccezione fosse fallita. Nessun metodo, sottolinea il report, è efficace al 100%. Eppure le pillole contraccettive sono considerate di gran lunga il modo più popolare di “proteggere” contro una gravidanza indesiderata tra le donne, ma la loro efficacia è valutata dagli esperti intorno al 91%: ovvero su 100 donne che la usano 9 restano comunque incinta.

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Lo Stato vaccina per il “bene del popolo”

Si avvia alla conclusione l’iter parlamentare riguardante il Decreto Lorenzin sulle vaccinazioni, un tema che ha acceso gli animi e che ha visto una certa radicalizzazione dello scontro politico con una ricaduta conseguente sull’opinione pubblica, portata ormai purtroppo a schierarsi manicheisticamente da una parte o dall’altra, senza preoccuparsi troppo di usare il proprio cervello. Per rendersene conto basta leggere i commenti lasciati da molti lettori sui social network o sui forum dei siti per rendersi conto di quale polverone sia stato sollevato in merito alle vaccinazioni.

Questo giornale ha sempre espresso una linea ben precisa: non si tratta di mettere in discussione i benefici venuti da questo tipo di pratica medica, ma di valutare con attenzione l’uso che delle vaccinazioni si sta facendo, e di vigilare anche su certe pratiche vaccinali che sottendono determinate visioni ideologiche, come la vaccinazione contro il Papilloma Virus che potrebbe fornire la falsa sicurezza di essere immuni da malattie a trasmissione sessuali invitando implicitamente a comportamenti sempre più trasgressivi. E non da ultimo, la vaccinazione dovrebbe essere sempre proposta e mai imposta, rispettando la responsabilità genitoriale alla quale lo Stato non si deve sostituire.

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E così l’Italia è diventata Vaccinolandia

Non chiamatela più Italia: chiamatela Vaccilandia. Quando entrerà in vigore, il decreto Lorenzin farà del Belpaese l’unico stato al mondo con ben dodici vaccinazioni obbligatorie. E quando si dice obbligatorie si intende che l’eventuale inadempienza sarà duramente sanzionata. Con l’esclusione dalla scuola (sia statale che paritaria) fino ai sei anni dei bambini, e fino a sedici anni con sanzioni economiche molto salate, fino a 7.500 euro, e la potestà genitoriale sospesa.

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Papilloma, quel che il pansessualismo non dice

E’ sempre più aspro e polemico il dibattito sulle vaccinazioni, che la NBQ sta seguendo cercando di offrire ai propri lettori una informazione ponderata e corretta sull’argomento, lontana quindi dai furori ideologici delle opposte fazioni che si stanno fronteggiando sempre più bellicosamente. L’ultimo capitolo di questa storia è dell’altro giorno: la trasmissione di RAI 3 Report  ha affrontato una vicenda riguardante la vaccinazione contro l’HPV, il Papilloma Virus, un virus a trasmissione sessuale che è responsabile di diversi tipi di tumori. Da qualche anno sono stati messi a punto dei vaccini che vengono praticati nelle preadolescenti e che sono stati definiti “vaccini contro il cancro dell’utero”. Vedremo più avanti come stanno esattamente le cose.

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Niente asilo se non vaccini, la legge controproducente

Mai come negli ultimi mesi la politica in Italia ha prestato tanta attenzione ad una pratica medica, quella della vaccinazione. Siamo abituati ad una politica che entra nel merito di temi sanitari in genere per sostenere battaglie ideologiche come quella dell’eutanasia, ma raramente abbiamo assistito a tanta vivacità in un dibattito scientifico come quello che riguarda le vaccinazioni. In realtà, quello dei vaccini di massa per la popolazione, proprio perché si tratta di una questione che interessa milioni di persone, non è solo un argomento da congresso medico: sono implicati enormi interessi economici, e lì dove ci sono questi, inevitabilmente c’è anche la politica.

Negli scorsi giorni si è assistito ad uno scontro molto duro in Parlamento: Adriano Zaccagni, esponente del Mdp (i dissidenti di sinistra del PD) ha organizzato- a titolo personale – una conferenza stampa alla Camera sulla questione dei vaccini il cui solo titolo (“L’altra verità”) ha scatenato le furie del PD, in particolare del leader Matteo Renzi che da sempre ha una posizione “ipervaccinista” e soprattutto è fautore di una politica delle sanzioni più severe nei confronti dei genitori che non vaccinano.

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Epidemia di epatite A Vaccino gratis per i vizi gay

L’Istituto Superiore di Sanità, organo tecnico-scientifico del Servizio sanitario nazionale in Italia, che svolge funzioni di ricerca e controllo per conto del Ministero della salute nei giorni scorsi ha lanciato l’allarme: in Italia si sta registrando una “epidemia” di epatite A tra gli uomini omosessuali, con una impennata di casi negli ultimi 7 mesi.

Caspita, si potrebbe dire, che succede? Il destino cinico e baro che si accanisce contro questa comunità? Un misterioso virus omofobo che chissà perché va a colpire queste persone? In realtà la scienza medica da tempo è a conoscenza di questa evidenza clinica. I comportamenti omoerotici sono uno dei principali fattori di rischio per contrarre l’Epatite A. Perché? E’ molto semplice: il virus si trasmette per via oro-fecale. Quindi di solito l’infezione avviene mediante l’ingestione di acqua o cibi contaminati, come ad esempio insalate, frutta non sbucciata, frutti di mare. L’epatite A è frequente soprattutto in Paesi a basso livello igienico sanitario, come l’Africa, l’Asia, l’America centrale e del sud. La scarsa igiene personale e il sovraffollamento agevolano la diffusione del virus.

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LETTURE/ Silvana De Mari, il Grillo Parlante che tanti Pinocchi non vogliono ascoltare

Caro direttore, il grande Chesterton diceva che sarebbe venuto un tempo in cui sarebbe stato necessario “sguainare spade per dimostrare che le foglie sono verdi d’estate”. E’ una frase che mi è venuta in mente negli scorsi giorni assistendo al tentativo di linciaggio mediatico di Silvana De Mari, medico chirurgo e grande scrittrice di fantasy, la Tolkien italiana. Cos’ha fatto di così terribile l’autrice del celebre capolavoro L’ultimo Elfo? A La Zanzara (Radio24) ha detto che il sesso anale causa danni all’organismo, in particolare al retto. Una dichiarazione ovvia, frutto di una lunga esperienza di endoscopista. Da parte di chi scrive, che è un medico infettivologo, potrei solo aggiungere che questo tipo di pratica sessuale trasmette anche diverse infezioni virali, dall’Epatite A e B al Papilloma Virus, a tutta una serie di malattie veneree, fino — ovviamente — all’Hiv, il virus dell’Aids.

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Vaccini, dietro il diktat c’è un Piano

Nelle ultime settimane, abbiamo assistito al diffondersi di una psicosi generalizzata riguardo le Meningiti. Un caso costruito sul nulla. La NBQ ne ha già parlato, i massimi esperti di Epidemiologia sono più volte intervenuti a rassicurare attraverso i media che non c’è alcun aumento di casi, ma non c’è niente da fare: è partito il passa parola tra la gente, specialmente tra le mamme, e non si ferma più. “Ma come? Con tutto quello che si sente? Tuo figlio non l’hai ancora vaccinato?” e la povera mamma che teme di essere degenere si affretta a intasare le linee telefoniche dei Servizi Vaccinazioni per prenotare il vaccino. “Quale?” Ma sì, mi faccia quello che “copre contro tutto”. Magari.

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Meningitefobia!

Il tribunale del popolo ha deciso: è meningitefobia Ma la scienza (e il buon senso) smentiscono

Negli scorsi giorni due fenomeni – tra loro collegati-  hanno caratterizzato il panorama sanitario. Da una parte un sovraffollamento spaventoso dei reparti di pronto soccorso degli ospedali, dall’altra parte un enorme richiesta rivolta ai servizi vaccinazioni delle aziende sanitarie di vaccini anti-meningite.

Dicevamo che si tratta di fenomeni correlati perché una grande percentuale delle affluenze al pronto soccorso era motivata, sia per bambini che adulti, da sintomi di febbre alta. Il lettore si chiederà: che c’è di strano? Siamo in inverno, e siamo in piena stagione influenzale. Già, ma molta gente, di fronte alla presenza di febbre, va a pensare alla Meningite, che è decisamente la malattia del momento. Le notizie di casi di questa malattia verificatisi negli ultimi mesi hanno scatenato una vera fobia collettiva, e come si diceva sopra, oltre a pensare al peggio di fronte a banali influenze, si è scatenata una vera e propria caccia al vaccino, che per certi aspetti ha del paradossale.

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