Archivi categoria: Medicina

Irlanda, il Popolo della Vita non si arrende

Tra una settimana esatta un referendum potrebbe introdurre l’aborto in Irlanda: tutti i partiti lo vogliono, tutti i media sono a favore. E l’opposizione della gerarchia ecclesiastica è debole. Solo un piccolo popolo resiste e lotta per sovvertire il pronostico. Sono anche quelli che fanno rivivere l’antico spirito irlandese.

Manca ormai solo una settimana al 25 maggio, la data in cui tre milioni di irlandesi saranno chiamati a votare sull’ottavo emendamento della Costituzione, un provvedimento legislativo che fu emanato nel 1983 per garantire il diritto alla vita del bambino concepito. Una legge esemplare dal punto di vista del Diritto che faceva dell’Irlanda un Paese che protegge il diritto alla vita del nascituro, equiparando la sua salute a quella della madre.

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Grazie Alfie, Kate e Thomas Evans

Grazie Alfie, Kate e Thomas Evas. Ci avete insegnato che in ciascuno di noi c’è qualcosa di grande per cui combattere

“C’è in te più di quanto tu stesso non sappia, figlio dell’occidente cortese…”. Queste le parole con cui Thorin Scudodiquercia si congeda nel finale de Lo Hobbit  da Bilbo Baggins. C’è in ognuno di noi la capacità di trovare dentro di sé – sembra dirci Tolkien – capacità inaspettate: coraggio, determinazione, eroismo. Anche se è un piccolo hobbit, non un guerriero abile nell’uso della spada e dello scudo.

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VACCINI, LA POSIZIONE SFUMATA DEL PDF

Nella campagna elettorale uno dei classici temi infiammati da populismo trova nel Popolo della Famiglia una posizione mite

Chi ha avuto modo di vedere il Programma elettorale del Popolo della Famiglia, avrà notato un punto interessante alla voce “Più solidarietà Meno solitudine Libertà di cura”: “Vaccini sì, obbligo no”.

Qualcuno si sarà chiesto cosa significa. Significa che il Popolo della Famiglia non si colloca tra i cosiddetti no vax, ma coerentemente con i propri princìpi difende la libertà delle famiglie. Infatti, con il recente Decreto-Legge Lorenzin 7 giugno 2017, n. 73 “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale”, la famiglia si è vista sottratta dallo Stato la possibilità di decidere in merito alle vaccinazioni cui sottoporre i propri figli. Queste disposizioni “urgenti”, un elemento questo da sottolineare, perché col pretesto dell’emergenza-urgenza si possono fare pericolose forzature in materia normativa, hanno legiferato che dieci vaccini sono in Italia assolutamente obbligatori: anti-poliomelitica; anti-difterica; antitetanica; anti-epatite B; anti-pertosse; anti Haemophilusinfluenzae tipo B; antimorbillo; anti-rosolia; anti-parotite; anti-varicella. La legge inoltre sta trovando un’applicazione rigorosissima, attraverso il sistema scolastico. Se non si produce un certificato che attesti che tutte le vaccinazioni obbligatorie siano state effettuate, il proprio figlio non può mettere piede a scuola. Una burocrazia dal sentore vagamente sovietico sta vigilando attentamente affinché il Decreto Lorenzin venga scrupolosamente applicato. Al di là del merito della questione vaccini, che è ampia e complessa, e sulla quale si può solo dire che la situazione epidemiologica italiana non era tale da dover ricorrere a “disposizioni urgenti”, come se ci trovassimo ad affrontare delle pandemie, è preoccupante vedere la vaccinazione diventare in Italia una sorta di Trattamento Sanitario Obbligatorio.

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Malati, il nemico è l’uso politico della medicina

La storia della Medicina non è soltanto la storia di invenzioni, di scoperte, di progressi scientifici. E’ anche la storia di uomini che hanno dedicato la propria vita a prendersi cura di chi soffre. Medici, ma anche infermieri, o altre figure che fin dall’antichità praticarono in modo eroico, fino alla santità, l’arte del guarire. Da Gesù Cristo, che era anche medico, fino al Medioevo che inventa gli ospedali, fino al Rinascimento e infine alla modernità iper-tecnologica dove chi soffre ha bisogno anzitutto di una presenza umana accanto a sé.

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La scienza si arrende mentre l’eutanasia dilaga

Il mese scorso la Nuova BQ aveva segnalato ai propri lettori l’esistenza di un aumento della mortalità in Italia. Il sospetto che avanzavamo per spiegare questo fenomeno era un venir meno della qualità e della quantità di cure nei confronti dei soggetti più fragili: anziani, disabili, pazienti cronici. Arrivano ora preoccupanti segnali di conferma di questa ipotesi. 

E’ notizia degli ultimi giorni che un gigante dell’industria farmaceutica mondiale, la multinazionale americana Pfizer, ha annunciato di voler rinunciare alla sperimentazione delle cure per il Morbo di Parkinson e per l’Alzheimer, due malattie gravemente invalidanti. In Italia i casi di demenza sono oltre un milione e di questi 600mila sono di Alzheimer. Nel mondo ogni tre secondi c’è un nuovo caso e questo tipo di demenza è diventato un grave problema sanitario, tanto che c’è chi afferma che questa patologia metta a rischio la sostenibilità dei sistemi sanitari nazionali e la stessa società. Nella sola in Italia, che ricordiamo è il Paese più vecchio d’Europa, i costi socio-sanitari complessivi stimati ammontano a circa 6 miliardi di euro. Le proiezioni al 2051 indicano infatti che in Italia ci saranno 280 anziani ogni 100 giovani.

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Il virus mai sconfitto che può uccidere intere popolazioni

Tra gli anniversari che verranno celebrati nel 2018, ce ne è uno particolarmente significativo: i cento anni dell’epidemia detta “Spagnola”. Una delle più grandi catastrofi sanitarie di tutti i tempi, in grado di far impallidire il ricordo della peste del ‘300, del vaiolo, e di qualunque altra pandemia del passato. Periodicamente, quando fanno la loro comparsa nuovi virus come Ebola o Sars oppure si paventa l’arrivo di qualche nuova forma virale, viene evocato un nome che ai più non dice molto: l’influenza Spagnola, o più semplicemente “la Spagnola”. 

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Stiamo tutti bene. Sempre più morti

Stiamo tutti bene. Anzi: non siamo mai stati meglio, tant’è che il Governo ha deciso di estendere a settant’anni l’età della pensione. Ci è stato detto infatti che l’età di sopravvivenza nel nostro Paese ha superato gli 80 anni per gli uomini e per le donne gli 85. Dunque, cari cittadini, non vorrete oziare per circa vent’anni a spese dello Stato?

Ma è tutto oro quello che luccica? In realtà ci sono dei dati che danno molto da pensare, anche se non hanno trovato alcuna risonanza nei media. Ad esempio il dato, fornito da fonte ufficiale dello Stato, ovvero l’ISTAT, che nel primo semestre del 2017 il numero dei decessi è aumentato – rispetto all’anno precedente – del 10%. Tradotto in numeri, significa che nei primi sei mesi di quest’anno sono morti trentamila italiani in più. Una sorta di epidemia. Ma questi morti non sono dovuti a quei virus contro i quali il Ministro Lorenzin ha dispiegato un enorme fuoco di sbarramento attraverso le vaccinazioni di massa, obbligatorie e coercitive, con una spesa di vari milioni di euro. Si tratta di decessi dovuti a malattie croniche, decessi che colpiscono le fasce più fragili della popolazione. Nel 2017 si può morire di polmonite, come accadeva ai nostri nonni. Si muore perché molte persone non riescono ad accedere a cure costose, o magari perché le diagnosi possono risultare tardive, dati i tempi di attesa per la diagnostica.

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Paura Malaria, non c’entrano né clima né immigrati

La notizia della morte di una bambina per sospetta Malaria è deflagrata sui media in modo davvero clamoroso. Come accade ogni volta che si verifica un caso di malattia infettiva trasmissibile, l’allarmismo si diffonde rapidamente, accompagnato da narrazioni molto imprecise per non dire confuse.

I fatti ci dicono che una bambina trentina di quattro anni è deceduta a causa di un sospetto caso di Malaria. Questo nome è uno di quelli – come la Meningite- capaci di evocare terrori e paure ataviche.

Ma la Malaria ha delle caratteristiche ben precise, così come la storia della lunga lotta contro questa malattia che era conosciuta già ai tempi degli antichi Romani, che furono i primi ad affrontarla efficacemente attraverso opere di bonifica delle paludi. La malattia infatti è nota anche come paludismo, ed è una parassitosi – la più diffusa e letale che esista – provocata dalla puntura di un tipo particolare di zanzara, il tipo Anopheles, che trasmette con la sua puntura un parassita detto Plasmodium in grado di provocare gravi danni all’organismo, a livello epatico, renale, cerebrale.

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Ecco gli aborti causati dalla contraccezione

Nel 2016, emerge dai dati, il 51% delle 60.592 donne che si sono rivolte al Bpas per abortire stava utilizzando almeno una forma di contraccezione quando è rimasta incinta. E il 24%, circa 15.000, ovvero un quarto, stavano usando quelli che sono considerati i metodi contraccettivi più efficaci, ovvero quelli ormonali come la pillola, il cerotto o l’anello vaginale. Inoltre chi ha utilizzato questi metodi ha avuto in media aborti in una fase successiva della gravidanza rispetto ad altre donne, poiché non si aspettava che la contraccezione fosse fallita. Nessun metodo, sottolinea il report, è efficace al 100%. Eppure le pillole contraccettive sono considerate di gran lunga il modo più popolare di “proteggere” contro una gravidanza indesiderata tra le donne, ma la loro efficacia è valutata dagli esperti intorno al 91%: ovvero su 100 donne che la usano 9 restano comunque incinta.

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Lo Stato vaccina per il “bene del popolo”

Si avvia alla conclusione l’iter parlamentare riguardante il Decreto Lorenzin sulle vaccinazioni, un tema che ha acceso gli animi e che ha visto una certa radicalizzazione dello scontro politico con una ricaduta conseguente sull’opinione pubblica, portata ormai purtroppo a schierarsi manicheisticamente da una parte o dall’altra, senza preoccuparsi troppo di usare il proprio cervello. Per rendersene conto basta leggere i commenti lasciati da molti lettori sui social network o sui forum dei siti per rendersi conto di quale polverone sia stato sollevato in merito alle vaccinazioni.

Questo giornale ha sempre espresso una linea ben precisa: non si tratta di mettere in discussione i benefici venuti da questo tipo di pratica medica, ma di valutare con attenzione l’uso che delle vaccinazioni si sta facendo, e di vigilare anche su certe pratiche vaccinali che sottendono determinate visioni ideologiche, come la vaccinazione contro il Papilloma Virus che potrebbe fornire la falsa sicurezza di essere immuni da malattie a trasmissione sessuali invitando implicitamente a comportamenti sempre più trasgressivi. E non da ultimo, la vaccinazione dovrebbe essere sempre proposta e mai imposta, rispettando la responsabilità genitoriale alla quale lo Stato non si deve sostituire.

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