Archivi categoria: Medicina

La Spagnola fece 70 milioni di morti ma resta ancora un killer misterioso

Autunno 1918: il mondo è sconvolto da una spaventosa pandemia, detta “Spagnola”. Fu una delle più grandi catastrofi sanitarie di tutti i tempi, in grado di far impallidire il ricordo della Peste del ‘300, del vaiolo, e di qualunque altra pandemia del passato. È il buco nero nella storia della medicina moderna, un assassino di massa mai consegnato alla giustizia. L’influenza spagnola che tra l’ottobre 1918 e i primi mesi dell’anno successivo colpì un quinto della popolazione mondiale, lasciandosi alle spalle una spaventosa, immane scia di morti – settanta milioni- resta ancora oggi un mistero, oltre che un incubo sempre latente.

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Vaccinazioni, il ricatto della burocrazia

Vaccini obbligatori sì, vaccini obbligatori no. Continua la “guerra santa” dei vaccini malgrado l’intenzione del governo fosse solo quella di evitare l’obbligo del certificato per agevolare le famiglie già costrette, per l’iscrizioni dei figli a scuola, a lunghe file per ottenere il documento dalle ASL.

La questione delle vaccinazioni continua ad essere al centro di scontri politici tra il nuovo Governo e le opposizioni, con qualche divergenza di azione anche all’interno della stessa maggioranza Lega-Cinque Stelle. Fin dagli esordi della nuova compagine governativa, era stato reso noto che la Legge Lorenzin che un anno fa ha reso obbligatorie dieci vaccinazioni con relativi provvedimenti coercitivi nei confronti delle famiglie, sarebbe stata sottoposta ad una revisione.

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Vaccini obbligatori, il “best interest” da abolire

Dietro le dichiarazioni di Salvini sulle vaccinazioni non c’è – come è stato detto – la contrarietà alla prevenzione, ma un’opposizione ragionata al vaccino obbligatorio e coercitivo. Sul modello della Regione Veneto che lo ha tolto e nel frattempo non si sono diffuse epidemie.

Matteo Salvini – si sa – proprio non va giù alle elites politiche e mediatiche del nostro Paese. Negli ultimi giorni si è aggiunta una nuova pesante accusa: è un No Vax. Vorrebbe infatti cancellare la Legge Lorenzin che un anno fa ha reso obbligatorie dieci vaccinazioni. A leggere le cronache giornalistiche degli ultimi giorni, sembrerebbe che il Ministro dell’Interno, chissà perché, probabilmente per una sua intrinseca malvagità, abbia l’intenzione di non far sottoporre più i bambini alle vaccinazioni, lasciando così i nostri figli indifesi di fronte alla minaccia delle malattie infettive.

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Irlanda, il Popolo della Vita non si arrende

Tra una settimana esatta un referendum potrebbe introdurre l’aborto in Irlanda: tutti i partiti lo vogliono, tutti i media sono a favore. E l’opposizione della gerarchia ecclesiastica è debole. Solo un piccolo popolo resiste e lotta per sovvertire il pronostico. Sono anche quelli che fanno rivivere l’antico spirito irlandese.

Manca ormai solo una settimana al 25 maggio, la data in cui tre milioni di irlandesi saranno chiamati a votare sull’ottavo emendamento della Costituzione, un provvedimento legislativo che fu emanato nel 1983 per garantire il diritto alla vita del bambino concepito. Una legge esemplare dal punto di vista del Diritto che faceva dell’Irlanda un Paese che protegge il diritto alla vita del nascituro, equiparando la sua salute a quella della madre.

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Grazie Alfie, Kate e Thomas Evans

Grazie Alfie, Kate e Thomas Evas. Ci avete insegnato che in ciascuno di noi c’è qualcosa di grande per cui combattere

“C’è in te più di quanto tu stesso non sappia, figlio dell’occidente cortese…”. Queste le parole con cui Thorin Scudodiquercia si congeda nel finale de Lo Hobbit  da Bilbo Baggins. C’è in ognuno di noi la capacità di trovare dentro di sé – sembra dirci Tolkien – capacità inaspettate: coraggio, determinazione, eroismo. Anche se è un piccolo hobbit, non un guerriero abile nell’uso della spada e dello scudo.

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VACCINI, LA POSIZIONE SFUMATA DEL PDF

Nella campagna elettorale uno dei classici temi infiammati da populismo trova nel Popolo della Famiglia una posizione mite

Chi ha avuto modo di vedere il Programma elettorale del Popolo della Famiglia, avrà notato un punto interessante alla voce “Più solidarietà Meno solitudine Libertà di cura”: “Vaccini sì, obbligo no”.

Qualcuno si sarà chiesto cosa significa. Significa che il Popolo della Famiglia non si colloca tra i cosiddetti no vax, ma coerentemente con i propri princìpi difende la libertà delle famiglie. Infatti, con il recente Decreto-Legge Lorenzin 7 giugno 2017, n. 73 “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale”, la famiglia si è vista sottratta dallo Stato la possibilità di decidere in merito alle vaccinazioni cui sottoporre i propri figli. Queste disposizioni “urgenti”, un elemento questo da sottolineare, perché col pretesto dell’emergenza-urgenza si possono fare pericolose forzature in materia normativa, hanno legiferato che dieci vaccini sono in Italia assolutamente obbligatori: anti-poliomelitica; anti-difterica; antitetanica; anti-epatite B; anti-pertosse; anti Haemophilusinfluenzae tipo B; antimorbillo; anti-rosolia; anti-parotite; anti-varicella. La legge inoltre sta trovando un’applicazione rigorosissima, attraverso il sistema scolastico. Se non si produce un certificato che attesti che tutte le vaccinazioni obbligatorie siano state effettuate, il proprio figlio non può mettere piede a scuola. Una burocrazia dal sentore vagamente sovietico sta vigilando attentamente affinché il Decreto Lorenzin venga scrupolosamente applicato. Al di là del merito della questione vaccini, che è ampia e complessa, e sulla quale si può solo dire che la situazione epidemiologica italiana non era tale da dover ricorrere a “disposizioni urgenti”, come se ci trovassimo ad affrontare delle pandemie, è preoccupante vedere la vaccinazione diventare in Italia una sorta di Trattamento Sanitario Obbligatorio.

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Malati, il nemico è l’uso politico della medicina

La storia della Medicina non è soltanto la storia di invenzioni, di scoperte, di progressi scientifici. E’ anche la storia di uomini che hanno dedicato la propria vita a prendersi cura di chi soffre. Medici, ma anche infermieri, o altre figure che fin dall’antichità praticarono in modo eroico, fino alla santità, l’arte del guarire. Da Gesù Cristo, che era anche medico, fino al Medioevo che inventa gli ospedali, fino al Rinascimento e infine alla modernità iper-tecnologica dove chi soffre ha bisogno anzitutto di una presenza umana accanto a sé.

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La scienza si arrende mentre l’eutanasia dilaga

Il mese scorso la Nuova BQ aveva segnalato ai propri lettori l’esistenza di un aumento della mortalità in Italia. Il sospetto che avanzavamo per spiegare questo fenomeno era un venir meno della qualità e della quantità di cure nei confronti dei soggetti più fragili: anziani, disabili, pazienti cronici. Arrivano ora preoccupanti segnali di conferma di questa ipotesi. 

E’ notizia degli ultimi giorni che un gigante dell’industria farmaceutica mondiale, la multinazionale americana Pfizer, ha annunciato di voler rinunciare alla sperimentazione delle cure per il Morbo di Parkinson e per l’Alzheimer, due malattie gravemente invalidanti. In Italia i casi di demenza sono oltre un milione e di questi 600mila sono di Alzheimer. Nel mondo ogni tre secondi c’è un nuovo caso e questo tipo di demenza è diventato un grave problema sanitario, tanto che c’è chi afferma che questa patologia metta a rischio la sostenibilità dei sistemi sanitari nazionali e la stessa società. Nella sola in Italia, che ricordiamo è il Paese più vecchio d’Europa, i costi socio-sanitari complessivi stimati ammontano a circa 6 miliardi di euro. Le proiezioni al 2051 indicano infatti che in Italia ci saranno 280 anziani ogni 100 giovani.

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Il virus mai sconfitto che può uccidere intere popolazioni

Tra gli anniversari che verranno celebrati nel 2018, ce ne è uno particolarmente significativo: i cento anni dell’epidemia detta “Spagnola”. Una delle più grandi catastrofi sanitarie di tutti i tempi, in grado di far impallidire il ricordo della peste del ‘300, del vaiolo, e di qualunque altra pandemia del passato. Periodicamente, quando fanno la loro comparsa nuovi virus come Ebola o Sars oppure si paventa l’arrivo di qualche nuova forma virale, viene evocato un nome che ai più non dice molto: l’influenza Spagnola, o più semplicemente “la Spagnola”. 

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Stiamo tutti bene. Sempre più morti

Stiamo tutti bene. Anzi: non siamo mai stati meglio, tant’è che il Governo ha deciso di estendere a settant’anni l’età della pensione. Ci è stato detto infatti che l’età di sopravvivenza nel nostro Paese ha superato gli 80 anni per gli uomini e per le donne gli 85. Dunque, cari cittadini, non vorrete oziare per circa vent’anni a spese dello Stato?

Ma è tutto oro quello che luccica? In realtà ci sono dei dati che danno molto da pensare, anche se non hanno trovato alcuna risonanza nei media. Ad esempio il dato, fornito da fonte ufficiale dello Stato, ovvero l’ISTAT, che nel primo semestre del 2017 il numero dei decessi è aumentato – rispetto all’anno precedente – del 10%. Tradotto in numeri, significa che nei primi sei mesi di quest’anno sono morti trentamila italiani in più. Una sorta di epidemia. Ma questi morti non sono dovuti a quei virus contro i quali il Ministro Lorenzin ha dispiegato un enorme fuoco di sbarramento attraverso le vaccinazioni di massa, obbligatorie e coercitive, con una spesa di vari milioni di euro. Si tratta di decessi dovuti a malattie croniche, decessi che colpiscono le fasce più fragili della popolazione. Nel 2017 si può morire di polmonite, come accadeva ai nostri nonni. Si muore perché molte persone non riescono ad accedere a cure costose, o magari perché le diagnosi possono risultare tardive, dati i tempi di attesa per la diagnostica.

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