La vera storia di Kit Carson

Da sempre accompagna in quasi tutte le avventure il suo amico Tex: è inconfondibile con il suo pizzetto e l’abbigliamento sfrangiato da trapper: è Kit Carson, la spalla che ogni eroe che si rispetti deve avere. Non c’è Holmes senza Watson, non c’è Padre Brown senza Flambeau, non c’è Tex Willer senza Kit Carson. Ma se il cowboy con la camicia gialla è un frutto di immaginazione, il suo pard invece si ispira ad un personaggio realmente esistito. Insieme a Buffalo Bill (che un po’ gli assomiglia anche fisicamente) Carson fu uno dei protagonisti della avventura della Frontiera, della conquista del West. Il Carson reale non fu esattamente il simpatico vecchietto che abbiamo imparato a conoscere sugli albi Bonelli: fu un avventuriero, un uccisore di indiani, per lo meno di sesso maschile, visto che le sue due prime mogli erano una Arapaho e una Cheyenne. La sua famiglia era originaria dell’Ulster: era un calvinista, che infine si convertì al cattolicesimo per poter sposare la sua terza (ed ultima) moglie, che era una messicana devota cattolica. Carson aveva combattuto anche i messicani, ed evidentemente impalmare le donne dei nemici era per lui una via di riconciliazione. Oggi si direbbe che costruiva ponti, e non muri. Divenne cattolico, dopo essere stato un ardente massone. Insomma, fu un uomo dalla vita avventurosa, e con un percorso esistenziale non proprio lineare.

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Leggendo Shakespeare

Il compito che Gilbert Keith Chesterton, il grande saggista, romanziere e apologeta inglese che tutti ben conosciamo, si assunse nel corso della sua vita, fu in primo luogo quello di testimoniare, nel bel mezzo di una cultura liberale, tecnica e razionale che vuole appiattire tutti i misteri, la pienezza che Cristo affida alla sua Chiesa: «Avverto la difficoltà nel riconoscere il diritto dei cristiani più liberali e dalla mente aperta di scorgere nient’altro che bene in tutte le religioni e nient’altro che male nella mia» disse. Chesterton ebbe ben chiaro che il cristiano è chiamato a difendere questa pienezza calandosi nell’arena delle opinioni, provocando gli animi a una ricerca della verità: era quello che faceva quotidianamente nel suo lavoro di giornalista.

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Omaggio a padre Pio

Cinquant’anni fa, il 23 settembre 1968, Padre Pio da Pietrelcina lasciava questo mondo ed entrava nella Vita Eterna. Pochi religiosi hanno segnato, come lui, il XX Secolo. Nel tempo in cui è iniziata la grande crisi della Chiesa, il frate di san Giovanni Rotondo è stato un vero faro di luce, una testimonianza costante di Fedeltà a Cristo. Era nato nel 1887, e durante la sua giovinezza si era fatto largo il Modernismo, la terribile eresia che papa Pio X sanzionò con l’enciclica Pascendi, del 1907, quando Francesco Forgione muoveva i primi passi della sua vocazione religiosa. Alle sirene delle eresie- antiche e nuove- il frate fu sempre assolutamente refrattario, e il suo operato lo confermò sempre.

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Il mostro Frankenstein è tra noi e continua a scuotere le coscienze

In Italia è arrivato con un sottotitolo in bella evidenza: “un amore immortale”. Si tratta di Mary Shelley, film della regista saudita Haifaa al-Mansour. Questo sottotitolo farebbe pensare a un film romantico, ad una storia d’amore tra adolescenti, ed in effetti il plot emozionante della storia è quello che vede una ragazza londinese diventare l’amante di un giovane scrittore ribelle e fuggire con lui. Ma ci sono alcuni dettagli molto importanti: il giovane era un certo Percy Shelley, uno dei più grandi poeti britannici di tutti i tempi, e la ragazza era la figlia del grande filosofo illuminista inglese William Godwin e della protofemminista angloirlandese Mary Wollstonecraft. Quando Shelley rimase vedovo, sposò la ragazza che divenne così Mary Shelley, un nome destinato a diventare immortale (molto più dell’amore con Percy che annegò ancor giovane al largo delle coste della Versilia) grazie al capolavoro letterario che Mary scrisse non ancora ventenne: Frankenstein. Un libro che uscì esattamente duecento anni fa, e che è sempre più attuale.

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Quando la narrativa italiana riserva belle sorprese – Un principe per Agla

Sempre più spesso chi frequenta le librerie per cercarvi un buon libro, un romanzo interessante e piacevole, e possibilmente senza sfumature di sozzure varie, sembra restare deluso, in particolare quando si tratta di narrativa contemporanea. Molti così trovano un giusto riparo tra i classici. Eppure – grazie al Cielo – esiste ancora una buona narrativa, in grado di divertire, di commuovere, di affascinare, senza alcun uso del turpiloquio, della descrizione di ginnastica erotica, di violenza. È il caso di un’autrice romana, Diletta Nicastro, che da anni sta proponendo una vera e propria saga letteraria che ha come protagonisti due fratelli: Mauro Cavalieri, ispettore dell’Unesco che nei primi volumi vediamo alle prese coi suoi primi incarichi, ed Elisabetta (detta Lisi), che con la sua spontaneità, profondo intuito e tenacia, diverrà di incarico in incarico l’insostituibile compagna d’avventure del fratello.

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Vaccinazioni, il ricatto della burocrazia

Vaccini obbligatori sì, vaccini obbligatori no. Continua la “guerra santa” dei vaccini malgrado l’intenzione del governo fosse solo quella di evitare l’obbligo del certificato per agevolare le famiglie già costrette, per l’iscrizioni dei figli a scuola, a lunghe file per ottenere il documento dalle ASL.

La questione delle vaccinazioni continua ad essere al centro di scontri politici tra il nuovo Governo e le opposizioni, con qualche divergenza di azione anche all’interno della stessa maggioranza Lega-Cinque Stelle. Fin dagli esordi della nuova compagine governativa, era stato reso noto che la Legge Lorenzin che un anno fa ha reso obbligatorie dieci vaccinazioni con relativi provvedimenti coercitivi nei confronti delle famiglie, sarebbe stata sottoposta ad una revisione.

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Tornare allo spirito di Don Camillo

Quello del prete sta diventando un mestiere molto difficile. Tanto più se sei un prete serio, che circola con la tonaca, o quanto meno il clergyman, e non travestito da geometra come sempre più spesso accade. Amici sacerdoti di questo tipo mi dicono di essere guardati di traverso, in tram o per strada. La gente li guarda come se fossero tutti potenziali pedofili. Questa è la situazione causata dalle pecore nere del clero come Mc Carrick, Wuerl e soci, e dai loro autorevoli garanti, e ne fanno le spese tanti sacerdoti per bene.

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Nell’opera mai terminata da Tolkien il peccato che infrange l’ordine di Dio

Il 2 settembre del 1973 si spegneva a Bournemouth, sulle coste meridionali dell’Inghilterra, John Ronald Tolkien, l’autore del Signore degli Anelli. Questa ricorrenza viene celebrata con l’uscita in Gran Bretagna e negli Stati Uniti con la pubblicazione curata dal figlio Christopher di The Fall of Gondolin, una nuova versione della storia raccontata nel volume Il Silmarillion, il libro cui Tolkien lavorò per tutta la sua vita e che non riuscì a portare a termine, e che venne edito postumo.

Molta della tragica bellezza, della maestosità, della solennità contenute nei cicli del Silmarillion si era già riversata abbondantemente nella grande epica da lui da sempre sognata, Il Signore degli Anelli.

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“Il Vangelo secondo me” o del coltivare la verità

Ne “Il Vangelo secondo me” non c’è il “dubbio” che piace alla cultura illuminista, ma le domande che chi cerca una risposta non può non porsi di fronte al Vangelo. Perché, dice Rino Camilleri, l’unica cosa sensata che una persona può fare è coltivare la verità, il che implica fatica, arare, seminare, irrigare, attendere, sperare, studiare tecniche e pregare.

Il Vangelo secondo me”: sembra il titolo di un convegno di qualche Conferenza Episcopale all’avanguardia, fotografia del relativismo dilagante nella Chiesa Cattolica, per cui ognuno può dare l’interpretazione che più gli aggrada alla dottrina.

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American graffiti: la Chiesa yankee nella bufera

Il terremoto che sta squassando in questi giorni la Chiesa ha due epicentri: Roma e gli Stati Uniti. New York, per la precisione. Newyorkesi sono infatti il cardinale Mc Carrick, il luciferino predatore sessuale la cui scandalosa condotta e le cui potenti coperture sono all’origine dell’attuale drammatico dibattito nella Chiesa,  e il cardinale Edwin O’Brien segnalato nelle dichiarazioni di monsignor Carlo Maria Viganò come uno dei principali esponenti della lobby omosessualista esistente in Vaticano.

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