L’Irlanda che aspetta il meeting e non diluisce la verità

Un settimanale cattolico che si incarica di replicare agli attacchi da fuoco amico dell’ex presidente della Repubblica e un appello a non diluire la verità. L’Irlanda che aspetta il meeting della Famiglia mostra ancora un fede di popolo.

Continua a leggere

MEETING DI CL 2018. Il “Vitta” fa l’esegesi del “Gius”. O forse di Marx

E così, anche quest’anno, domenica 19 agosto, parte quella che per anni è stata definita la grande kermesse estiva di Comunione Liberazione. Una settimana di incontri, dibattiti e mostre nella calura di Rimini. La stampa notava immancabilmente che tante migliaia di persone disertavano le affollate spiagge di giorno e le discoteche di sera per seguire impegnative conferenze e spettacoli teatrali. In realtà per quello che era chiamato “il popolo del Meeting” questa scelta non ha mai rappresentato una gravosa rinuncia: girare per i padiglioni voleva dire stare con gli amici, mangiare, divertirsi, ritrovarsi. Un vero piacere, anche per i celebratissimi volontari i cui numeri impressionanti sono stati sempre sciorinati con orgoglio dagli organizzatori.

Continua a leggere

Immortale Odium

Da oltre trent’anni Rino Cammilleri fa saggistica, soprattutto apologetica, e almeno un paio di generazioni hanno avuto la fortuna di vedersi aprire gli occhi sulle realtà storiche nascoste grazie ai suoi libri. Ma oltre a testi agiografici, storici, apologetici, Cammilleri ha una ragguardevole produzione narrativa. Qui ha fatto in modo di colmare – almeno in parte – una lacuna della cultura cattolica contemporanea: la narrativa, appunto. Tutti ammiriamo e decantiamo i grandi romanzieri cattolici, da Chesterton a Tolkien, da Bruce Marshall a Bernanos e tanti altri, ma poi si scrivono e si pubblicano quasi solo saggi. Lo scrittore siciliano non ha avuto timore di cimentarsi nel romanzo, e i risultati sono sempre stati eccellenti.

Continua a leggere

L’Altra Italia di Berlusconi? L’abbiamo già vista e non ci piace

“Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più?”, così cantava Lucio Battisti nel lontano 1976.  Berlusconi, l’incorreggibile, ci riprova. Vuole tentare l’ultimo assalto al Palazzo, dal quale non sopporta, visceralmente, di stare lontano, e così sta dando vita a un nuovo soggetto politico. Più che altro si tratta di un nuovo marchio commerciale, perché le idee sono le stesse di sempre, e perfino le persone. L’annuncio fatto nei giorni scorsi della nascita del nuovo brand, dal suggestivo (si fa per dire ) nome di “L’Altra Italia”, ha preso di sorpresa anche i più stretti collaboratori, dirigenti, capigruppo e portavoce. Tutto un ambaradan di giovani rampanti, di signorine sottratte ai salotti buoni e alle sfilate di moda, perfettamente inutili per la rivincita che Berlusconi sta disperatamente cercando dal 4 marzo, da quando Matteo Salvini gli ha inopinatamente sottratto la scena e i riflettori della politica, oltre che la leadership.

Continua a leggere

Il santo del mese: S. Bernardo

20 Agosto
San Bernardo di Chiaravalle

San Bernardo è una delle figure più importanti della Chiesa.

Non era solo uno spirito eletto, sostenuto da una non comune prerogativa di grazia,e non solo risplendeva per la sua vita pia e santa, ma soprattutto irradiava ovunque nella Chiesa la luce della sua fede e della sua dottrina. Furono enormi i frutti che egli recò con la sua parola e il suo esempio. Si può dire di lui che fu l’ultimo dei Padri, anche se solo cronologicamente.

Continua a leggere

LETTURE/ Un inglese nell’Italia dell’800, la prima volta di Jonathan Keates

È stata pubblicata per la prima volta in Italia un’opera dello scrittore inglese Jonathan Keates. Una raccolta di racconti dal titolo “Un lieve disordine”.

L’estate della Letteratura ci riserva una bella sorpresa: l’editore Fuorilinea di Roma infatti offre ai lettori una vera perla, la prima traduzione italiana di un’opera di Jonathan Keates, Un lieve disordine. Era tempo che questo autore venisse tradotto in Italia, Paese al quale egli è peraltro profondamente legato. Keates è uno scrittore raffinato, un novellista, un biografo, un insegnante. Da anni si occupa della storia e della cultura italiana. È presidente del Venice in Peril Fund, segno della sua attenzione e del suo amore per Venezia. È un prodotto del celeberrimo Magdalen College di Oxford, che fu del grande C.S. Lewis.

Continua a leggere

Le Grandi Acque

Maura Maffei è una scrittrice controcorrente. I suoi romanzi ci parlano di valori importanti, di buoni sentimenti, di storie commoventi e profonde. Niente sfumature di schifo, insomma.

In compenso avventura, sentimento, mistero nel senso migliore del termine.

Maura Maffei, ligure di nascita e piemontese d’adozione, non fa mistero della propria profonda fede cattolica, una fede robusta, tradizionale.

Nei suoi romanzi l’autrice si rivolge sempre al passato, e nell’occasione di Le Grandi Acque (Edizioni della Goccia, 2018) il suo sguardo si è volto all’Irlanda medievale.

Continua a leggere

In guerra (e perseguitata) per la difesa del senso comune

In guerra (e perseguitata) per la difesa del senso comune.  Paolo Gulisano intervista Silvana De Mari.

Giorni fa è iniziato a Torino il processo per diffamazione contro Silvana De Mari, scrittrice fantasy di grande successo, e medico. La dottoressa De Mari è stata accusata da organizzazioni LGBT, avendo sostenuto in un’intervista che gli atti omosessuali sono dannosi alla salute. Un’affermazione che è in linea con tutte le evidenze della scienza medica. Mentre affronta questa prova giudiziaria, Silvana non smette certo di sfornare nuovi romanzi. Negli ultimi mesi sono usciti Sulle ali della libertà, edito da Lindau – un romanzo storico, una narrazione commovente e appassionante – e il prosieguo della celeberrima saga dell’Ultimo Elfo, Arduin il rinnegato, per i tipi di Ares.

Continua a leggere

Cattolico, classico e inglese: il senso di Belloc per la Storia

G.K. Chesterton e H. Belloc

Pubblicato il volume che ripercorre (magistralmente) le vicende del Regno, dai Romani alla morte di Vittoria.

Quello che sarebbe diventato uno dei più grandi scrittori cattolici di lingua inglese del XX secolo, Hilaire Belloc (1870-1953) nacque in Francia, da padre francese e madre inglese, in un villaggio, La-Celle-Saint-Cloud, cresciuto sulle rive della Senna in mezzo a suggestive alture boschive.

Era una giornata particolarmente brutta quel 27 luglio 1870, e poco dopo la sua nascita scoppiò un violento temporale e si narra che al piccolo fu affibbiato quel nomignolo di «Old Thunder» («vecchio tuono») che lo avrebbe accompagnato in seguito.

Continua a leggere

Cuando calienta el sol della politica, “Famiglia Cristiana” torna a credere al demonio (1)

Quando l’Italia era ancora un pochino seria, l’estate si accompagnava a tormentoni che ricordiamo tutti volentieri. “Sia-a-mo i Watussi” (che Edoardo Vianello poteva chiamare impunemente “altissimi negri”), “Guarda come dondolo”, “Stessa spiaggia, steso mare”, “Sapore di sale”, “Una rotonda sul mare”, “Ho scritto t’amo sulla sabbia”, “Azzurro”, “Lisa dagli occhi blu”, “Gioca jouer”, Vamos a la playa”, “L’estate sta finendo”, “Sei un mito”, “Sotto questo sole”, “Un’estate al mare”, “Centro di gravità permanente”, “Macarena”… L’elenco è volutamente lungo per dimostrare che, insomma, il nostro è stato un Paese in cui le intelligenze sfornavano cose serie anche a ferragosto. Oggi, con il decadimento dei tempi, dei costumi e della concentrazione di neuroni, tocca prendere quello che passa il convento, per la precisione il convento paolino che edita “Famiglia Cristiana”. Il “Vade retro Salvini” esibito in copertina dal settimanale che fu del beato Giacomo Alberione sarà il nostro tormentone estivo. “Riscossa Cristiana”, che “Cristiana” lo è veramente e quindi sa ridere, se lo porterà dietro fino ad agosto con una serie di articoli un po’ seri e un po’ faceti dei suoi redattori e dei suoi collaboratori. Dimenticavamo, uno dei tormentoni più celebri è stato “Fin che la barca va”. Cantava Orietta Berti ed era il 1970. Ora, invece, la Barca pare proprio che non vada più. Buona estate.

Continua a leggere