
LA NUOVA “LEGA RADICALE” INTRODUCE L’EUTANASIA LEGALIZZATA
Nella Regione Veneto è stato consumato ieri un grave attacco alla vita e un vile tradimento dei cittadini da parte di consiglieri di centrodestra, in particolare della Lega.
Come noto, l’ex Presidente della Regione che continua a esserne di fatto il leader attraverso una figura da lui controllata come il giovane Stefani, da tempo voleva a tutti i costi introdurre la legalizzazione del suicidio assistito, ovvero dell’eutanasia, e purtroppo questa volta ce l’ha fatta, avendo il sostegno del suo partito, la Lega.
La Lega ormai rappresenta istanze politiche progressisti e radicali.
Zaia non è un caso isolato: Salvini ha recentissimamente ribadito che – pur essendo personalmente contrario – la legge sull’aborto non si tocca; l’Europarlamentare Isabella Tovaglieri, che pure si era presentata agli elettori come “cattolica conservatrice” ora ha fatto outing dicendo che ha criocongelato i suoi ovuli, una pratica finalizzata alla fecondazione artificiale condannata dalla Dottrina della Chiesa.
Infine Fontana, Presidente della Regione Lombardia, che permette al suo assessore alla sanità (di Forza Italia) di introdurre surrettiziamente il suicidio assistito?
Come sono lontani i tempi in cui Salvini in piazza del Duomo brandiva il Rosario.
Oggi la Lega è un partito laicista, che sulle questioni dei valori etici si esprime ne più ne meno come la Sinistra. Tra essa e il PD, programmi alla mano, non c’è alcuna differenza, se non la xenofobia della prima, utile a raccogliere ancora qualche consenso.
La sparizione della Lega, che sta vedendo il suo elettorato eroso da Vannacci, a questo punto non è solo un dato di cui prendere atto, ma anche un evento auspicabile, per mettere fine ad un equivoco politico.
Zaia ha fatto propria la proposta di legge di iniziativa popolare dell’Associazione Luca Coscioni sul suicidio medicalmente assistito, una norma già incostituzionale, come dimostrano le sentenze della Consulta che ha smantellato il cuore delle leggi simili di Toscana e Sardegna. La speranza è che anche questa legge venga impugnata dal Governo Meloni.
La Lega, peraltro insieme ai consiglieri di Forza Italia, un partito che ultimamente ha fatto ampie aperture nei confronti del tema del suicidio assistito, hanno quindi la responsabilità storica di aver aperto la strada alla cultura della morte in una regione governata dal centrodestra. Si spera che i cittadini veneti se lo ricordino alle prossime elezioni.
Un plauso deve essere fatto non solo ai consiglieri di Fratelli d’Italia che hanno invece votato con lealtà e coerenza, e anche ai due consiglieri autonomisti di Resistere Veneto, Szumski e Davide Lovat, che si sono battuti come leoni per impedire la vergognosa approvazione.
Così come un plauso va dato ad Alberto Zelger, storico militante prolife di Verona, già consigliere della Lega e uscito da tempo, dopo aver compreso anzitempo la deriva laicista del partito.
Zelger ha organizzato, tra tante difficoltà, una manifestazione nei pressi del palazzo della Regione per sensibilizzare i veneziani. Un importante segnale di testimonianza.
Quale è stata la ragione di un impegno così determinato da parte di Zaia ma anche dei vertici della Lega (Salvini si è ben guardato dal prendere posizione) nel volere questa legge?
Probabilmente il vero obiettivo è stato quello di regalare un successo all’area radicale, che potrà mettere una bandierina sulla prima Regione di centrodestra ad approvare la loro proposta sul suicidio assistito, anche se ampiamente modificata: una decisione che si vorrebbe avere un grande impatto mediatico, finalizzato ad esercitare forti pressioni sul Parlamento affinché legiferi in materia: un altro passo della “finestra di Overton” per arrivare magari un giorno a delegare allo Stato la decisione se una persona deve vivere o morire, come già è accaduto nel Regno Unito sul caso di Charlie Gard e di altri bambini come lui, uccisi per volontà di un giudice contro la volontà degli stessi genitori.
Tutto ciò che è contro la vita stessa, come ogni specie di omicidio, il genocidio, l’aborto, l’eutanasia e lo stesso suicidio volontario; tutto ciò che viola l’integrità della persona umana, come le mutilazioni, le torture inflitte al corpo e alla mente, le pratiche “sanitarie” coercitive, gli sforzi per violentare l’intimo dello spirito, tutto ciò che offende la dignità umana, come le condizioni infraumane di vita, sono vergognose e guastano la civiltà umana. A tutto ciò va contrapposta la cultura della vita.
Paolo Gulisano
