Archivi tag: Medicina

LETTURE/ Silvana De Mari, il Grillo Parlante che tanti Pinocchi non vogliono ascoltare

Caro direttore, il grande Chesterton diceva che sarebbe venuto un tempo in cui sarebbe stato necessario “sguainare spade per dimostrare che le foglie sono verdi d’estate”. E’ una frase che mi è venuta in mente negli scorsi giorni assistendo al tentativo di linciaggio mediatico di Silvana De Mari, medico chirurgo e grande scrittrice di fantasy, la Tolkien italiana. Cos’ha fatto di così terribile l’autrice del celebre capolavoro L’ultimo Elfo? A La Zanzara (Radio24) ha detto che il sesso anale causa danni all’organismo, in particolare al retto. Una dichiarazione ovvia, frutto di una lunga esperienza di endoscopista. Da parte di chi scrive, che è un medico infettivologo, potrei solo aggiungere che questo tipo di pratica sessuale trasmette anche diverse infezioni virali, dall’Epatite A e B al Papilloma Virus, a tutta una serie di malattie veneree, fino — ovviamente — all’Hiv, il virus dell’Aids.

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Vaccini, dietro il diktat c’è un Piano

Nelle ultime settimane, abbiamo assistito al diffondersi di una psicosi generalizzata riguardo le Meningiti. Un caso costruito sul nulla. La NBQ ne ha già parlato, i massimi esperti di Epidemiologia sono più volte intervenuti a rassicurare attraverso i media che non c’è alcun aumento di casi, ma non c’è niente da fare: è partito il passa parola tra la gente, specialmente tra le mamme, e non si ferma più. “Ma come? Con tutto quello che si sente? Tuo figlio non l’hai ancora vaccinato?” e la povera mamma che teme di essere degenere si affretta a intasare le linee telefoniche dei Servizi Vaccinazioni per prenotare il vaccino. “Quale?” Ma sì, mi faccia quello che “copre contro tutto”. Magari.

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Meningitefobia!

Il tribunale del popolo ha deciso: è meningitefobia Ma la scienza (e il buon senso) smentiscono

Negli scorsi giorni due fenomeni – tra loro collegati-  hanno caratterizzato il panorama sanitario. Da una parte un sovraffollamento spaventoso dei reparti di pronto soccorso degli ospedali, dall’altra parte un enorme richiesta rivolta ai servizi vaccinazioni delle aziende sanitarie di vaccini anti-meningite.

Dicevamo che si tratta di fenomeni correlati perché una grande percentuale delle affluenze al pronto soccorso era motivata, sia per bambini che adulti, da sintomi di febbre alta. Il lettore si chiederà: che c’è di strano? Siamo in inverno, e siamo in piena stagione influenzale. Già, ma molta gente, di fronte alla presenza di febbre, va a pensare alla Meningite, che è decisamente la malattia del momento. Le notizie di casi di questa malattia verificatisi negli ultimi mesi hanno scatenato una vera fobia collettiva, e come si diceva sopra, oltre a pensare al peggio di fronte a banali influenze, si è scatenata una vera e propria caccia al vaccino, che per certi aspetti ha del paradossale.

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Vaccini, l’Emilia Romagna li impone negli asili

vacciniNon vaccini? Allora niente asilo. Questa è la legge della Regione Emilia Romagna approvata nei giorni scorsi. Si tratta del progetto di riforma dei servizi educativi per la prima infanzia.

La norma introduce un nuovo requisito per accedere ai servizi: “Avere assolto gli obblighi vaccinali” prescritti dalla normativa vigente. “In Emilia Romagna la percentuale di bambini vaccinati è notevolmente diminuita negli ultimi anni – ha spiegato il presidente della Regione Stefano Bonaccini – dal 2014 è scesa sotto il livello di sicurezza del 95% e nel 2015 la copertura per le quattro vaccinazioni obbligatorie ha raggiunto il 93,4% rappresentando un potenziale rischio per la salute della collettività. In realtà il problema dell’abbassamento della percentuali di vaccinazioni non è solo emiliano: le coperture vaccinali si stanno abbassando, e non solo in Italia, ma in tutta Europa. In Italia le percentuali più basse si registrano nelle zone peraltro più benestanti e acculturate, come le provincie di Bolzano e Trento.

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Guerra sui vaccini: meglio prevenire che punire

vacciniHa suscitato un certo scalpore il documento della Federazione degli Ordini dei Medici (Fnomceo) in merito ai medici che sconsigliano le vaccinazioni, nei confronti dei quali si potrà arrivare a provvedimenti disciplinari, compreso quello estremo della radiazione dall’Albo professionale, con la conseguente impossibilità a svolgere l’attività medica. Un documento che ha fatto immediatamente discutere, con toni non propriamente garbati. Il documento stesso usa termini pesanti per squalificare chi mette in dubbio l’utilità e l’efficacia dei vaccini. “imbonitori di turno”, “complottisti”, “invenzioni truffaldine”, “ciarlatani”. Da parte loro, gli antivaccinali denunciano con toni forti, attraverso il Comilva, coordinamento del movimento italiano per la libertà delle vaccinazioni, il tentativo di “mettere il bavaglio agli oppositori del sistema vaccinale, attraverso azioni di stampo squadristico e di manipolazione dell’informazione”. Siamo alle solite: toni sopra le righe, uso di immagini demonizzanti, dai ciarlatani agli squadristi, accusa questa piuttosto grottesca tenendo anche conto che il Fascismo fu una delle prime ideologie ossessionate dal salutismo. E peggio ancora ha fatto il Ministro della Salute, che ha salutato entusiasticamente il documento della Fnomceo a suo avviso essenziale per sconfiggere “la piaga della paura medievale della vaccinazione”. Medievale? Ma la bionda ministra lo sa che le vaccinazioni sono nate nel ‘700? Quale paura ci poteva essere dei vaccini nel Medioevo? Ma questa età, si sa, per certe mentalità refrattarie allo studio dei documenti e dei fatti è sempre sinonimo di arretratezza culturale.

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L’ARTE DEL GUARIRE

Larte_del_guarire_Cop webL’ARTE DEL GUARIRE
Storia della medicina attraverso i Santi

Storia di uomini che nel corso dei secoli hanno dedicato la propria vita a prendersi cura di chi soffre. Medici, ma anche infermieri, farmacisti o altre figure che, fin dall’antichità, praticarono in modo eroico, fino alla santità, l’arte del guarire.

Il virus Zika è imbattibile per “trasmettere” l’aborto

zanzaraÉ il virus del momento. Quest’anno niente presunte aviarie o suine, e nemmeno il flagello autentico di Ebola, per ora circoscritto e neutralizzato. É Zika, il virus venuto dal Brasile. Non proprio da Rio, come dicono i mass media, ma dalle zone tropicali, quelle dove vive la zanzara del genere Aedes, che trasmette la malattia. La stessa modalità di trasmissione di malattie che fanno ogni anno centinaia di migliaia di morti- come la malaria o la febbre gialla- senza che questo sconvolga l’opinione pubblica dell’Occidente.

Per Zika è diverso: il Brasile è il Brasile, terra di vacanza e divertimento, e la prossima estate ci sono anche le Olimpiadi. Quindi: bisogna fare qualcosa. L’immancabile Obama si è già ha alzato subito la voce per chiedere ricerche veloci ed efficaci nella diagnosi e nella cura, e magari pure un vaccino. A questo punto è doveroso chiedersi di che stiamo parlando. Perché improvvisamente si parla tanto di Zika? Cominciamo a dire che cosa provoca: praticamente uno stato patologico simil-influenzale. Febbre, dolori muscolari e articolari, congiuntivite, spossatezza. Passa in una settimana senza lasciare strascichi. A oggi non si è verificato nessun caso di decesso. Evidentemente l’influenza, cui come si diceva assomiglia moltissimo nella sintomatologia, è decisamente più pericolosa.

Quindi perché tanto allarmismo? Perché Zika può tornare molto utile alle lobby abortiste che cercano di introdurre una normativa permissiva sull’aborto nel grande Paese sudamericano. Ci sono, infatti, delle ipotesi, lanciate da alcuni ricercatori, e rilanciate anche da «avvocati e attivisti politici», come dice la britannica Bbc, che sostengono che si sta registrando negli ultimi anni un significativo aumento delle microcefalie nei nuovi nati. La microcefalia è un difetto congenito dello sviluppo embrionale, che può portare a morte il bambino, in una minoranza di casi, oppure a deficit neurologici e cognitivi. Per usare il linguaggio crudo con cui si sta cercando di spaventare le donne brasiliane, il bambino potrebbe essere un “ritardato mentale”.

Ora, l’allarme partito da alcuni ricercatori brasiliani, sta venendo amplificato dall’Organizzazione Mondiale della Salute, un organismo sempre più discusso e sempre meno autorevole, spesso per gli ingiustificati allarmismi divulgati negli ultimi anni, in particolare sulle presunte pandemie, che hanno portato all’apertura di inchieste per verificare anche eventuali interessi economici in queste operazioni. A seguito dell’Oms si è immediatamente accodata la International Planned Parent Federation, Ippf, una ben nota organizzazione impegnata nella diffusione di mezzi di controllo delle nascite, tra cui l’aborto.

Questo organismo, così come altri ambienti politici e culturali che da anni cercano di introdurre nella legislazione brasiliana il presunto “diritto” ad abortire, stanno utilizzando l’allarme Zika per ottenere una sorta di “legislazione d’urgenza” per l’epidemia. Un grimaldello per far saltare il divieto all’aborto. Fu la stessa tattica usata a suo tempo in Italia. Nel 1976 la nube tossica provocata da un incidente all’azienda Icmesa, nel cuore della Brianza, fece gridare all’allarme per i “mostri” che sarebbero nati, e venne chiesta una liberalizzazione ad hoc dell’aborto. Due anni dopo la legge 194 trasformava “l’emergenza” in istituzione. E i mostri? Non ne nacquero, ma ormai il danno era fatto.

La “teratogenesi”, ossia la nascita di bambini con malformazioni, è un’arma tattica per creare paura e allarmismo che non fallisce mai. Come si fa a far nascere una creatura “infelice”? Meglio l’aborto pietoso, no? Eppure, come l’opinione pubblica purtroppo non sa, i difetti alla nascita sono presenti nel 3-5% di tutte le nuove nascite. Essi sono la principale causa di mortalità infantile negli Usa. Ora, quali sono i numeri di Zika? I casi di infettati, nel corso dell’ultimo anno, sono stati pari allo 0,04% della popolazione. I casi di microcefalia segnalati sempre in Brasile, sono pari allo 0,005 % dei nati. Si può dire che le malformazioni congenite in Brasile sono decisamente inferiori agli Stati Uniti. Forse Obama dovrebbe preoccuparsi di più di quelle che sono le più comuni e accertate cause di malformazioni: il consumo di alcool, il fumo, l’uso di droghe, anche leggere, di farmaci, l’esposizione ambientale a determinati agenti chimici, tra cui vari tipi di idrocarburi, o radiazioni ionizzanti. Ce n’è di tutti i tipi. E se fosse più teratogeno un diserbante, un eccesso di uso di smartphone, o una canna piuttosto che Zika?

C’è da sottolineare un ulteriore aspetto: gli stessi ricercatori che hanno lanciato l’allarme-malformazioni causate da Zika, hanno usato un condizionale d’obbligo. La loro ipotesi deriva dall’osservazione che nelle aree in cui si sono avute più nascite con microcefalia si era avuto anche un riscontro di casi di Zika. Ma un nesso di questo tipo può essere anche casuale, come insegna la Statistica, e si devono trovare delle serie prove biologiche che esista una correlazione tra Zika e teratogenesi. Ma i fautori dell’aborto non sono interessati ad un serio lavoro scientifico, e magari una ricerca finalizzata all’eliminazione della malattia, o della sua causa, la zanzara.Meglio creare le condizioni di terrore psicologico adatte per imporre anche in Brasile la cultura eugenetica e abortista.

Paolo Gulisano

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-il-virus-zika-e-imbattibile-per-trasmettere-laborto-15159.htm

 

Quei nuovi Frankenstein che giocano a essere Dio

FrankensteinLa notizia trapelata negli scorsi giorni ha dell’incredibile: per la fine del 2017 un team di neurochirurghi italiani e cinesi ha in programma il primo trapianto di testa. Lo hanno affermato sia il chirurgo cinese Ren Xiaoping, ideatore dell’ operazione, sia il neurochirurgo italiano Sergio Canavero, operante presso l’ospedale torinese delle Molinette, già autore di alcuni studi sulla sostenibilità di tale intervento. Esiste già anche un volontario che ha accettato di sottoporsi all’esperimento, Valery Spiridonov, russo, affetto da una grave malattia incurabile che provoca una progressiva atrofizzazione dei muscoli chiamata Werding-Hoffman disease.

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Figli con tre genitori: quando lo scienziato gioca a fare Dio

fecondazione artificialePer i nuovi prometei non si tratta più di conoscere l’uomo, ma di ricostruirlo, reinventarlo, anche se l’esito può essere mostruoso

E’ possibile disporre totalmente della vita umana? Quali sono i limiti degli interventi delle tecnologie biomediche? Il dibattito sulla fecondazione artificiale, se non addirittura la clonazione, è sempre vivo e vivace, in particolare nel momento in cui il Parlamento Britannico, come accade in questi giorni, decide di legalizzare un’innovativa tecnica di manipolazione genetica che è la cosiddetta “donazione mitocondriale”. La stampa l’ha presentata come “un figlio che nasce da tre genitori”. Le cose, semplificando, stanno esattamente così. Si prende del materiale genetico di un uomo e di due donne, una delle quali portatrice di difetti genetici, e in vitro si riesce a produrre un embrione che di fatto ha tre genitori. Si tratta di una tecnica sperimentata proprio in Inghilterra, nell’Università di Newcastle, e che lascia perplessi moltissimi scienziati, tant’è che negli Stati Uniti è stata proibita. Si teme infatti che le persone nate con questa tecnica, e che possono essere definiti “esseri umani geneticamente modificati”, possano avere malattie, possano avere più facilmente malattie neoplastiche e così via. Il Parlamento Britannico, con in testa il premier Cameron, ha tuttavia voluto questa legge pionieristica e spregiudicata, esito della cultura dominante intrisa di liberalismo e emotivismo etico: come si fa a negare un figlio sano a dei genitori che lo desiderano?

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