
I Campionati Mondiali di calcio stanno entrando nel vivo: molte sentenze sono state già emesse, e grandi Nazionali – come la Germania e l’Olanda- sono state eliminate. Ad oggi mancano ancora due settimane alla finale, e non sappiamo come andrà a finire. Ma una cosa è già certa: la Scozia ha stravinto il mondiale della simpatia, e anche dell’umanità.
Per giorni e giorni 30.000 scozzesi hanno fatto festa nella città di
Boston che ospitava le partite della Nazionale in maglia blu, tra allegre bevute di birra, canti e il suono unico e meraviglioso delle cornamuse. Prima di andarsene, hanno fatto una colletta e donato 20.000 dollari a beneficio di un ospedale pediatrico. E scusate il disturbo. La Tartan Army, che è la tifoseria della Scozia, è fatta così.
Alla vigilia dei Campionati del Mondo, è uscito un bellissimo libro che racconta della Nazionale di Calcio scozzese a partire dalla personale esperienza di appassionato non solo del calcio ma anche della storia e della cultura di questa piccola, antica nazione che non gode ancora dell’indipendenza ma che la sogna e l’agogna. Si tratta di Antonello Cattani che ha scritto “we can still rise now. La Scozia ritorna ai Mondiali 28 anni dopo”, edito da Urbone Publishing.
Un libro testimonianza che racconta della squadra scozzese, dei suoi pochi ma commoventi vittorie, e delle sue purtroppo più numerose sconfitte.
Il motto di Antonello Cattani è da sempre questo, nei confronti della Scozia: ti amerei anche se vincessi. Una frase straordinaria. Nel libro emergono diverse figure di amici che condividono questa passione, tra cui il prefatore del libro che altri non è che il sottoscritto. Il mio amore antico e profondo è ricordato dall’Autore attraverso una frase che scrissi in occasione di un Campionato europeo di qualche anno fa. Mi venne chiesto, nel caso si fossero incontrate Scozia e Italia per chi avrei tifato. Risposi con queste parole: “All’Italia pago le tasse, alla Scozia do il mio cuore”.
I lettori non pensino che si tratti di un libro dove si racconta di fanatici inspiegabilmente innamorati di questa terra lontana.
È una storia, quella che racconta Cattani, di sport, di amicizia, di valori profondi.
Da Edimburgo fino a Inverness, dal Border alle isole una passione accesissima unisce tutti gli scozzesi per le maglie blu, e le partite della Nazionale sono l’occasione per mostrare tutto l’amore per la loro terra, facendo garrire al vento le loro bandiere, e cantando a pieni polmoni l’inno ufficiale, Flower of Scotland. Da questo inno traggono origine le parole del titolo del libro: We can still rise now, ovvero possiamo sorgere ora, possiamo tornare ad essere una nazione libera e indipendente.
Un libro che è in più passaggi davvero commovente.
Per Antonello, così come per me e altri, la Scozia è qualcosa di speciale, una vera e propria Patria dell’anima.
Grazie a lui è nata la sezione italiana della Tartan Army, la grande, straordinaria, chiassosa comunità dei tifosi della nostra tanto amata Nazionale.
Il libro va dunque oltre il calcio: in questi anni Antonello è tornato in Scozia, ha continuato ad approfondirne la storia, la cultura, il folklore, e ha continuato a sostenere a distanza la squadra, con qualche occasione di vederla da vicino, come in Germania nel 2025.
L’occasione di questo libro, come si è detto, è stato il ritorno dopo ben 28 anni a partecipare alla fase finale di un Mondiale. Un sogno, una gioia incredibile che si manifestò nella partita contro la Danimarca che assicurò il biglietto per gli Stati Uniti.
Ora il Mondiale è finito per la Scozia, con l’ennesima eliminazione al primo turno. Non importa: tutta la Scozia ha accompagnato con il proprio tifo, con la propria passione, questa sfortunata spedizione sportiva.
Questo libro resterà a futura memoria di questa bellissima storia, la storia di una piccola Nazione che non si arrende mai.
E come dicono le parole conclusive della prefazione: “
Noi ti ameremo sempre e comunque, magica Scozia”.
Paolo Gulisano

Gulisano, le racconto una storia sulla Scozia che probabilmente (visto il livello) non sa. Durante le persecuzioni cinquecentesche padre John Ogilvie fu catturato in una retata e condannato a morte dopo un processo farsa condito di abbondanti torture (la fantomatica veglia). Sul patibolo guardò la folla urlante e disse poche parole prima di venire impiccato: “se c’è qualche cattolico tra voi pregate per la mia anima, ma le preghiere degli eretici non le voglio”. Ecco com’erano i cattolici da quelle parti. Le faccio una domanda: lei ce lo vede uno come Ogilvie a battere le mani festante davanti a una pseudo-celebrazione scismatica? Io no. Salute
Caro Signor Cippo,
conosco bene Saint John Ogilvie cui ho dedicato un intero capitolo del mio libro sulla storia della Scozia Il cardo e la croce,
che evidentemente (dato il livello) lei non conosce ma che le consiglio vivamente.
Così come le consiglio di non offendere il prossimo.
Cordiali saluti
Paolo Gulisano