
“IL PAPA DI MARIA. GIOVANNI PAOLO II“, DI PAOLO GULISANO (EDITRICE BOLIS 2026, 156 PAGINE, 16 EURO)
Paolo Gulisano, medico e prolifico scrittore, in particolare di tematiche storiche e religiose, ha dato alle stampe un nuovo volume, con cui esplora la figura di papa Giovanni Paolo II, in particolare rispetto alla sua mariologia.
Gulisano, che è membro onorario della Pontificia Accademia Internazionale Mariana,è andato alla riscoperta dei principali temi mariani del lungo pontificato del santo papa polacco.
Informazione Cattolica lo ha intervistato.
Perché un libro su Giovanni Paolo II e in particolare sulla sua mariologia?
Karol Wojtyla, col nome di Giovanni Paolo II, è stato uno dei più grandi pontefici degli ultimi due secoli. Eletto al soglio pontificio nel 1978, a soli cinquantotto anni, resse con vigore il timone della barca di Pietro per quasi ventisette anni, uno dei pontificati più lunghi della storia della Chiesa. Un pontificato che si svolse in anni difficili e complessi.
Papa Giovanni Paolo II fu un uomo straordinariamente carismatico e dai molteplici talenti…
Da giovane, prima di diventare sacerdote, era stato uno sportivo che aveva praticato diverse discipline, ma anche un attore dilettante, e un poeta e drammaturgo. Aveva un intelletto particolarmente fine, ma soprattutto era un uomo di fede profondissima. Aveva attraversato le vicende drammatiche della Seconda Guerra Mondiale nella Polonia occupata dai nazisti, e successivamente aveva conosciuto la tragedia del regime comunista. Ciò lo rese particolarmente sensibile nei confronti di tutti i totalitarismi e le dittature di ogni colore, a difesa dei diritti e della dignità umana, vedendo nell’ateismo la più grande minaccia per la società oltre che per la Chiesa. Il suo pontificato si caratterizzò per una dimensione pastorale di tipo missionario: visitò 129 Paesi per incontrare, incoraggiare e confermare le chiese locali, portando il Vangelo fino ai confini della terra. Cristianesimo
Nel suo libro quali aspetti ha voluto evidenziare del suo Magistero, ancora attualissimo?
Una importante caratteristica del suo pontificato, che ora a una certa distanza di tempo possiamo contemplare in tutta la sua dimensione, fu quella di sottolineare costantemente la chiamata alla santità di ogni credente, e beatificò oltre 1.300 persone e canonizzò 483 santi, un numero sorprendente che supera tutti quelli canonizzati nei cinque secoli precedenti. Un altro aspetto molto importante fu la significativa testimonianza che rese nel corso delle malattie che lo colpirono: dapprima facendo seguito all’attentato che subì nel 1981 e infine col Morbo di Parkinson che lo portò a morte debilitando progressivamente il suo corpo. La fede e l’umiltà con cui accettò e affrontò la malattia offrirono al mondo un meraviglioso esempio di come vivere e morire con dignità.
Quale fu l’origine di questa forza interiore, di questa spiritualità?
La risposta non è difficile da trovarsi. L’aspetto più caratteristico di tutta la sua vita e della sua santità è quello mariano, evidenziato nel suo stemma e nel suo motto Totus Tuus. Come sacerdote, vescovo e poi papa, Giovanni Paolo II ha fatto risplendere questo aspetto mariano nella sua vita e nelle sue opere. Occorre riscoprire e approfondire dunque gli aspetti dottrinali della mariologia del papa, alla luce della sua vita, nonché dei suoi numerosi scritti, in particolare l’enciclica Redemptoris Mater, dedicati alla Madonna.
Nel suo libro lei evidenzia che il rapporto del papa con Maria si espresse anche nelle visite ai santuari mariani di tutto il mondo…
Esatto. Alcuni per lui furono estremamente significativi, come quello di Czestochowa, il luogo più sacro del cattolicesimo polacco, vera culla della fede, e quello di Fatima, in Portogallo, luogo delle apparizioni avvenute nel 1917. Giovanni Paolo II attribuì all’intervento della Madonna di Fatima la sua salvezza in occasione dell’all’attentato che aveva avuto luogo proprio il 13 maggio, la data della prima apparizione ai pastorelli. Nei suoi quasi ventisette anni di servizio petrino, Giovanni Paolo II non fu solo pastore, ma anche maestro. La sua produzione teologica fu ricchissima, realizzando un programma imponente di esposizione limpida della dottrina cristiana. Nella figura e nel magistero di Giovanni Paolo II troviamo un originale e cospicuo contributo all’approfondimento teologico della persona, del ruolo e del significato della Madre di Gesù in ordine alla fede e alla vita di fede. La dimensione mariana nella sua esistenza di credente e nel suo ministero sacerdotale fu motivata e presente come accoglienza filiale del grande dono pasquale fatto dal Signore Gesù ai suoi discepoli, spronando i cristiani a non temere di accogliere Maria nella propria esperienza cristiana, perché ella viene da Dio.
Qualcuno dice che Giovanni Paolo II un giorno potrebbe essere chiamato “Doctor Marialis”, il pastore che ripropose con sapienza e passione la devozione mariana…Saggi sul Cristianesimo
Giovanni Paolo II fu il papa del Rosario, una devozione cara alle persone semplici, che rilanciò con passione e tenerezza. Si potrebbe dire che papa San Giovanni Paolo II agì sempre sotto lo sguardo di Maria, quello sguardo che la Madonna aveva rivolto ai primi discepoli, tristi e confusi dopo la Passione e Morte, e poi determinati a seguire le sue orme dopo la Resurrezione. Egli ebbe un dono particolare nel tradurre profondi principi teologici in un linguaggio comprensibile per le persone comuni. Le sue encicliche e le sue udienze settimanali erano piene della saggezza della Chiesa applicata alla realtà della vita delle persone e alle sfide che si trovavano ad affrontare, oltre ad affrontare le minacce sociali e politiche alla libertà, sia individuale che sociale, il bene comune. Giovanni Paolo II, additando Maria quale modello di vita, ripropose i tradizionali insegnamenti ecclesiali, per cui ella costituisce una presenza fondamentale sia per la vita spirituale del singolo sia per la consistenza, unità e progresso della comunità religiosa, ponendosi quale modello dell’accoglienza della grazia da parte della creatura umana. Per la sua presenza e diaconia al mistero di Cristo, Maria è maestra di sequela incondizionata e di assiduo servizio.
Un magistero ancora attuale?
Assolutamente sì. Giovanni Paolo II insegnò che quando si elimina il riferimento a Dio, tutto ciò che Egli ha creato viene profondamente distorto senza di Lui. Questa eclissi di Dio e dell’uomo conduce al materialismo pratico, all’individualismo, all’utilitarismo e all’edonismo. E in quest’atmosfera, diventa semplicemente impossibile dare un senso alla sofferenza.Cristianesimo.

Matteo Orlando
