“Vaccinati e avrai un gelato in omaggio”. “Se ti vaccini ti dò dieci euro di tasca mia”. Per spingere dei giovani da 12 a 17 anni (tasso di letalità da Covid del 0,0002%) a fare una scelta importante si svilisce la medicina preventiva con mezzucci che ricordano l’adescamento.
Uno studio di Nature indica nel 60% di popolazione vaccinata la soglia necessaria affinché la variante resistente prenda il sopravvento: proprio la percentuale di vaccinazioni appena raggiunta in Italia e che il Governo vuole ulteriormente aumentare, attraverso le vaccinazioni dei giovanissimi. Ciò avrà come conseguenza uno stato di guerra permanente, uno sconvolgimento della vita di milioni di persone, costrette a vivere in un clima di terrore e insicurezza che deve continuare, e certamente la parola Covid non scomparirà affatto dalla nostra vita.
Aifa sta allargando le maglie della vaccinazione anche a categorie alle quali le stesse case farmaceutiche Pfizer e Moderna la sconsigliano del tutto o dicono di attendere. Come le donne incinte. In quasi tutti i paesi europei il vaccino è off limits per bambini e adolescenti, in molti è permesso solo ai giovani fragili o malati. Da noi invece si sta facendo di tutto per eliminare le resistenze. A che cos’altro deve portare questa forzatura italiana se non a imporre un obbligo di vaccinazione di massa?
Addolora la morte di Giuseppe De Donno, il primario al Poma di Mantova che all’apice del Covid nella primavera 2020 aveva applicato con risultati eccellenti la terapia col plasma immune. Subendo poi attacchi e boicottaggi, anche politici. A giugno aveva deciso di lasciare l’ospedale per fare il medico di base, pare con un sogno nel cassetto.
Dalla trasmissione del virus con i peti ai tormentoni sui social che imputano ai non vaccinati la responsabilità delle varianti, è propaganda a tutto campo per creare quel clima di terrore per spingere la popolazione al vaccino entro la fine di settembre. È il trionfo dell’anti-scienza.
Con il proclama di Draghi del 22 Luglio è iniziata la terza fase della gestione della pandemia, che è quella dell’odio,della feroce intolleranza nei confronti dei non vaccinati, che diventano non solo dei cittadini di serie B, discriminati, derisi e perseguitati, ma addirittura additati come eventuali responsabili del permanere dell’emergenza pandemica. Pur di umiliare i non vaccinati si vuole addirittura cancellare la deontologia medica. In realtà, se la pandemia non è finita è solo perché siamo ancora alla Tachipirina e vigile attesa dopo più di un anno.
L’allarmismo sulle nuove varianti viene distribuito a piene mani dai media e dai politici per indurre alla vaccinazione di massa, ma uno studio della rivista Cell propone l’ipotesi che siano invece proprio i vaccini mRNA a provocare nuove varianti che si differenziano – e sono più pericolose – di quelle naturali. Da qui la necessità di sempre nuovi aggiornamenti, la ventilata necessità della terza dose e poi di dosi annuali.
Di terza dose non si è mai parlato nelle linee guida approvate, ma visto quello a cui abbiamo assistito non c’è da meravigliarsi che Pfizer insista perché sia approvata. Ma terza dose di che cosa? Se la protezione garantita dal colosso americano è di nove mesi, la terza dose appare piuttosto come la prima di una nuova serie che ci proietterà in una campagna vaccinale permanente. Lo stop di Fda e di Oms non fermerà Pfizer, aiutata da paesi come l’Italia che danno già per scontato un terzo inoculo.
Mentre i virologi di regime scatenano la campagna d’odio contro i non vaccinati, la rivista Science pubblica un corposo studio che dimostra in modo inoppugnabile che la nuova variante Epsilon sfugge alla copertura vaccinale, eludendo gli anticorpi fatti produrre dal vaccino. È un dato atteso che dovrebbe far riconsiderare tutta la strategia con cui si sta affrontando la pandemia e che soprattutto smentisce il ministro Speranza e i suoi consulenti che insistono nel sostenere che il vaccino sia efficace contro qualsiasi variante.
In Israele o Gran Bretagna i casi di variante Delta sono ormai 15.000 al giorno e mostrano che i decessi sono contenuti, ma proprio questo dato rappresenta il colpo di grazia alla teoria dell’immunità di gregge: la campagna vaccinale massiva non ferma i contagi. Il vaccino può rappresentare un beneficio individuale, personale per lo stesso vaccinato, ma non per gli altri. Anzi, è possibile che questi asintomatici diventino diffusori del virus. Eppure, anche di fronte a tali evidenze, le indicazioni governative continuano a non cambiare, ad inseguire il mito della vaccinazione globale, totale.
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