CRISTIANI INNOCENTI UCCISI DALL’ESERCITO DI ISRAELE

DUE VITTIME DELLA PICCOLISSIMA COMUNITÀ CRISTIANA DELLA STRISCIA DI GAZA

La sera del 2 ottobre l’esercito israeliano ha ancora una volta colpito Gaza, colpito civili innocenti, e colpito dei fedeli cristiani. La notizia è stata data da una delle più autorevoli agenzie di stampa del mondo cattolico, Asianews.

Un raid aereo israeliano ha colpito persone innocenti a Gaza, e ancora una volta tra queste vittime si contano persone della piccolissima comunità cristiana della Striscia. Intorno alle 2 di notte due potenti esplosioni provocate da droni hanno scosso il centro di Gaza City: l’attacco ha provocato almeno 5 morti, tra cui Maysa Khader Ibrahim Abu Daoud e Mary Hafez Michel Najjar, due donne della comunità cristiana locale. Le bombe sganciate dal drone le hanno colpite mentre dormivano in casa, in una palazzina completamente distrutta. A piangerle in queste ore sono insieme la comunità greco-ortodossa e la parrocchia latina della Sacra Famiglia di Gaza.

La foto che potete vedere (da Asianews) ci mostra Maysa e Mary. Ci mostra questi visi buoni, gentili. Sono questi i “terroristi palestinesi” di cui ci parla la propaganda di Netanyahu? Di cui parlano i negazionisti che rifiutano anche solo di prendere in considerazione la denuncia degli orrori fatta dagli stessi ebrei intellettualmente onesti, Yuval Abraham e Rachel Szor, che hanno realizzato il film Naza? Guardatele bene, queste due donne, e pensate che sono circa 1150 i morti dal “cessate il fuoco” che avrebbe dovuto porre fine alla guerra; sono ben 62 i cristiani di Gaza morti dall’inizio del conflitto.

Secondo fonti dell’esercito israeliano il raid avrebbe avuto come obiettivo l’alto dirigente di Hamas Ali al-Amoudi, ritenuto una delle figure politiche più influenti attualmente del gruppo nella Striscia. Tra le vittime tuttavia non c’è affato Amoudi, il che pone ancora una volta proprio la questione delle “vittime collaterali” nelle azioni dell’esercito israeliano a Gaza.

Con profondo dolore e cordoglio – si legge in una nota diffusa dal patriarcato latino di Gerusalemme – il card. Pierbattista Pizzaballa piange la scomparsa della signora Maysa Khader Ibrahim Abu Daoud (Ayyad) e della signora Mary Hafez Michel Najjar (Abu Daoud), uccise nel raid aereo israeliano avvenuto la scorsa notte, 2 ottobre 2026, a Gaza City. A nome del patriarcato latino di Gerusalemme, del suo clero e dei fedeli, il card. Pizzaballa esprime le più sentite condoglianze alle famiglie delle defunte e alla comunità cristiana di Gaza, pregando che il Signore conceda loro conforto, forza e consolazione in questa perdita”. (…)

Anche la comunità della Sacra Famiglia a Gaza – che proprio in questi giorni aveva vissuto la gioia per la riapertura della propria scuola – ha diffuso stamattina le condoglianze del parroco padre Gabriel Romanelli, delle Suore del Verbo Incarnato e delle Missionarie della Carità che operano a Gaza e di tutta la comunità alle famiglie coinvolte in questo nuovo lutto che non è affatto il primo a colpire direttamente la comunità cristiana di Gaza.

Secondo quanto dichiarato nel luglio scorso da padre Romanelli in un’intervista a Vatican News sui circa 1000 cristiani che vivevano a Gaza all’inizio della guerra i morti erano già 60, “23 uccisi o dai bombardamenti o dai cecchini israeliani – spiegava il parroco – gli altri per mancanza di cure. E 60 persone sono circa il 6% della comunità cristiana, tra cattolici e ortodossi”.

Israele definisce questi attacchi come “raid mirati”, ma che in realtà risultano essere degli omicidi ingiustificabili, che chiedono giustizia, e chiedono che tutti i cristiani si stringano con solidarietà e affetto ai loro fratelli e sorelle palestinesi.

Paolo Gulisano

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