
Psicosi più contagiosa del coronavirus



I primi casi di coronavirus in Lombardia, il primo morto in Veneto e il panico che ne segue, sono il risultato di falle nel sistema di protezione. Sulla quarantena c’è un dibattito politico e ideologico che non ha nulla a che vedere con la medicina, con prese di posizione pericolose come quella della Toscana, che non ha controllato 2500 persone rientrate dalla Cina.
Continua a leggere
Il recente allarme globale scattato con la diffusione del coronavirus riporta in primo piano la necessità di una corretta informazione per evitare che più che il virus, sia una psicosi collettiva a creare i maggiori problemi.
Continua a leggere
Andreas Hofer: un eroe della Fede e della libertà del Tirolo, un autentico mito per la antica regione alpina, ma poco noto nel resto d’Europa. Quel poco che si trova nei libri di storia lo definisce come un oste che cercò di opporsi senza successo al dominio napoleonico, che sollevò il Tirolo in una rivolta armata popolare e che finì fucilato a Mantova il 20 febbraio 1810, esattamente duecento anni fa. Una pagina della storia dell’Europa dolorosamente percorsa da tante immani tragedie, specie nel secolo appena trascorso, risultato non solo dei diversi totalitarismi ma soprattutto del clima ideologico determinato dai sogni (o sarebbe meglio dire incubi) della ragione, che ha voluto violentare la natura e l’uomo in forza delle pretese dell’utopia e delle sue realizzazioni pratiche.
Continua a leggere
Intervista con il dottor Paolo Gulisano
Renovatio 21 intervista il dottor Paolo Gulisano, medico ed epidemiologo. Il dottor Gulisano è specializzato in Igiene e Medicina Preventiva. Cultore e docente di Storia della Medicina, all’attività di medico affianca da anni un impegno culturale di saggista e scrittore. Ha dedicato libri alla divulgazione della storia della medicina così come alla letteratura britannica e gaelica e alla religione. Renovatio 21 ha idee differenti sull’origine del virus e sul bioterrorismo, ma crediamo che la parola di un esperto vada sempre ascoltata.
Continua a leggere
Ha quattrocento anni di storia, ma non ha perso nulla del suo fascino: è il Don Chisciotte di Miguel Cervantes, che tra i vari suoi meriti annovera il fatto di essere il romanzo più venduto nella storia, con 500 milioni di copie. Nessun best seller lo potrà mai uguagliare. Si tratta dunque di uno di quei volumi che non può mancare in nessuna biblioteca, insieme a poche altre pubblicazioni irrinunciabili, come la Bibbia, La Divina Commedia, l’Iliade, Il Signore degli Anelli, l’Amleto.
Continua a leggere
Xi Jinping, con un proclama in stile maoista, annuncia la “guerra di popolo” al Coronavirus, per impressionare l’opinione pubblica internazionale. Le autorità cinesi tirano fuori che il contagio possa passare attraverso le banconote: roba da romanzi distopici. E che pure serve al Partito comunista, insieme ad altri artifici, per usare mezzi brutali. L’Occidente non ha nulla da eccepire?
Continua a leggere
L’Inghilterra ci ha regalato nello scorso secolo numerosi grandi scrittori; in tempo di Brexit è buona cosa ricordarlo. Un aspetto sicuramente notevole è che molti di questi autori erano cattolici profondamente convinti: Chesterton, Belloc, Tolkien, lo scozzese Marshall, Benson, Waugh, Knox e altri ancora. In questo gruppo di scrittori cattolici di Albione si può annoverare anche una figura decisamente intrigante, quella di Anthony Burgess, nome d’arte di John Burgess Wilson. Il suo nome resta principalmente legato a quello della sua opera più famosa, ovvero il romanzo Arancia meccanica, in originale A Clockwork Orange, letteralmente “Un’arancia a orologeria”, scritto nel 1962, da cui fu tratto nel 1971 l’omonimo e celeberrimo film di Stanley Kubrick. Un film che fece epoca, che fece discutere anche per la rappresentazione cruda della violenza, magari trascurando il fatto che il nucleo centrale del libro di Burgess consiste nel fatto che è impossibile che l’uomo sia buono o virtuoso solo perché lo ordina lo Stato.
Continua a leggere
Impossibile non approfittare del fatto che siamo in anno bisestile per non parlare di un santo che viene festeggiato il 29 febbraio, una data che cade ogni quattro anni! La Chiesa non fa mancare nel suo calendario liturgico dei santi anche per questo giorno che ricorre solo periodicamente. Vediamo dunque chi si festeggia oggi: un santo francese, un missionario in Cina, un grande Paese dove la Chiesa ha vissuto una storia dolorosa e gloriosa. La storia dell’evangelizzazione della Cina è costellata da innumerevoli martiri, missionari europei, clero locale, catechisti cinesi, fedeli convertiti, che donarono la loro vita, durante le ricorrenti persecuzioni, fin dall’arrivo dei primi evangelizzatori, che si alternarono a periodi di pace e di proficua missione, scatenate o sobillate da bonzi invidiosi, fanatici “boxer”, crudeli mandarini e imperatori, soldataglia avida di sangue e saccheggi.
Continua a leggere
La fabbrica della paura
In Italia ogni anno muoiono 5mila persone per complicazioni dell’influenza: è un dato che spiega il non senso di questa ondata di panico per il Coronavirus cinese, che ha oltretutto un tasso di mortalità molto basso. Piuttosto è il sistema sanitario cinese da condannare, e chi sta speculando sulla paura. Intanto una cosa deve essere chiara: non ci sono vaccini e non se ne faranno.