
La Storia è piena di enigmi, misteri insoluti che a volte interrogano beffardi l’umanità da secoli: il Sacro Graal, la Lancia di Longino, le profezie… Enigmi che intrigano e sfidano gli animi più inquieti. Questi misteri molto spesso hanno attirato l’attenzione degli esoteristi, i seguaci cioè di dottrine di carattere almeno in parte segreto o riservato. La verità occulta o i significati nascosti di tali dottrine sono accessibili solo ai cosiddetti iniziati, prevedendo spesso diversi gradi di iniziazione. Cavalieri Templari, Alchimisti, Rosacrociani, Antroposofi, fino ai Massoni: tutti alla ricerca di una illuminazione interiore, di una via di conoscenza superiore, almeno secondo le cronache e più spesso le leggende che li riguardano.
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Il XII secolo fu una delle epoche più importanti della storia della Chiesa. Un’epoca di cambiamenti, di riforme, di grandi santi- come Bernardo di Chiaravalle o Ildegarda di Bingen- o di eretici come Abelardo o Arnaldo da Brescia. Era un tempo che vedeva la Chiesa divisa: papi e antipapi si scomunicavano a vicenda. Un uomo come Bernardo denunciava che il corpo mistico di Gesù Cristo era lacerato da una ferita così grave che anche i migliori rimanevano dubbiosi su quale delle due parti schierarsi, ed egli si consacrò interamente per comporre i dissidi e per la felice riconciliazione e unione degli animi. Anche in campo politico i sovrani per ambizione di dominio terreno, erano separati da spaventose discordie. L’unico rimedio a questi mali era la santità, e tra i santi più importanti ci fu anche santa Elisabetta di Schönau, che di Ildegarda fu discepola e sodale.
Con questo suo ultimo romanzo, Io mi chiamo Joseph, edito da Ares, scopriamo la scrittrice Silvana De Mari come grande maestra di umanità. Una storia di straordinaria normalità, una storia in cui la banalità del male che ormai dilaga inarrestabile trova un ostacolo nell’ostinata volontà di bene che sopravvive in figure semplici.