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HILAIRE BELLOC/ Il “lungo viaggio” del grande amico di Chesterton

Chesterton e BellocSessant’anni fa, nell’estate del 1953, si spegneva in Inghilterra Hilaire Belloc, uno dei più importanti intellettuali cattolici del Novecento. Fu il migliore amico di Gilbert Keith Chesterton, e contribuì in modo determinante alla sua conversione al Cattolicesimo. Purtroppo ancora non molto noto in Italia e poco tradotto, fu invece molto conosciuto e apprezzato in Inghilterra e Francia (era di padre francese e madre inglese); fu definito “la mente più versatile e brillante del cattolicesimo inglese”. Fu discepolo del Cardinal Newman, di cui ereditò la trasparenza dello spirito e la chiarezza della prosa.

Se la notorietà di Chesterton ha resistito agli anni, altrettanto purtroppo non si può dire del suo grande amico e sodale di tante battaglie Hilaire Belloc. Eppure non furono pochi i critici e anche i lettori che ritennero Belloc superiore a Chesterton per lo meno dal punto di vista stilistico. Anch’egli come l’amico Gilbert fu un eclettico, anche se la sua arte rimaneva ancorata alla solida e rigorosa preparazione che aveva ricevuto ad Oxford: fu giornalista, saggista, storico, apologeta cristiano ma anche politico, venendo eletto due volte al Parlamento di Londra.

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TOLKIEN/ Un mito inesauribile che ci fa domandare come bambini

Tolkien libroQuarant’anni fa, il 2 settembre del 1973, si spegneva a Bournemouth, una località sulla Manica, in Inghilterra, John Ronald Tolkien, l’autore del Signore degli Anelli e dello Hobbit, opere che nel Novecento hanno rappresentato un caso letterario le cui dimensioni vanno oltre il valore dell’opera dello studioso inglese, e che testimoniano il suo significato di maestro, in una società che di buoni maestri ne ha un disperato bisogno.  A distanza di quarant’anni coloro che lo hanno letto e amato non possono fare a meno di ricordarlo. L’eredità di Tolkien è più che mai viva: nelle sue opere immortali, nelle versioni cinematografiche, nel mondo del fandom e delle nuove generazioni di lettori che lo incontrano, nelle nuove pubblicazioni, come l’intrigante Fall of Arthur.

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Perché Chesterton potrebbe diventare presto beato?

Chesterton e BellocIntervista a Paolo Gulisano, massimo esperto di cultura e letteratura anglosassone, autore della biografia su G.K.C., “Chesterton e Belloc apologia e profezia” (ed. Ancora)

 

Rimini, 20 Agosto 2013 (Zenit.orgÀncora Online) Nicola Rosetti |

Lo scrittore inglese Gilbert Keith Chesterton sta godendo negli ultimi anni di una grande fama in Italia, dopo anni di ingiusto oblio: sono state ristampate molte sue opere, il Meeting di Rimini gli sta dedicando in questi giorni una mostra, ma soprattutto, il principe del paradosso potrebbe presto salire agli onori dell’altare. È infatti di pochi giorni fa la notizia che il vescovo britannico Peter John Haworth Doyle ha nominato un chierico per iniziare la fase diocesana per la causa di beatificazione. Per approfondire l’argomento, abbiamo intervistato il dott. Paolo Gulisano, uno dei massimi esperti di cultura e letteratura anglosassone, autore di una biografia di Chesterton (Chesterton e Belloc – apologia e profezia, ed. Ancora) e di un romanzo di fantastoria in cui riprende le avventure di Padre Brown (Il destino di Padre Brown, edit. Sugarco).

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IRLANDA IN FIAMME/ Il “tradimento” di Londra e la crisi dei cattolici

www.ilsussidiario.net

Pochi paesi in Europa hanno una memoria storica così acuta come l’Irlanda. Girando per l’isola, si possono incontrare non solo vestigia di epoche remote, ma anche musei etnografici, segnalazioni di ogni tipo di luoghi e persone significativi nella storia irlandese. Perfino nei celebri pub, e sulle gradinate degli stadi, si possono ascoltare canti che celebrano eventi dolorosi o gloriosi di secoli fa. E in nessuna altra provincia d’Irlanda questa memoria storica è tanto viva quanto nel Nord, nell’Ulster.

E’ così che si può comprendere ciò che all’opinione pubblica dell’Europa continentale può sembrare inspiegabile. In questi giorni le agenzie ci hanno segnalato i gravi disordini di Belfast, il capoluogo nordirlandese, già luogo per decenni, fino agli inizi degli anni del nuovo secolo, di continue guerriglie tra le forze di polizia, l’esercito britannico, i militanti repubblicani dell’IRA (Irish Republican Army) e i paramilitari unionisti, le ultime due realtà spesso presentate approssimativamente come “cattolici” e “protestanti”.

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Letture/ Le nozze gay? Oscar Wilde condanna l’ipocrisia di Cameron & C.

ritratto di oscar widleda www.ilsussidiario.net del 12/06/2013

Negli scorsi giorni la Camera dei Lords di Londra ha dato il via libera alle nozze Gay, respingendo a larga maggioranza un emendamento che avrebbe bloccato l’iter parlamentare della proposta di legge dando così il via allo stadio finale del processo legislativo. Un nuovo successo del leader sedicente conservatore David Cameron, le cui mire di rielezione nel 2015 hanno determinato questa tattica di “sfondamento a sinistra”, nel tentativo di guadagnare consensi tra l’elettorato di sinistra, presupponendo che la maggior preoccupazione del paese non sia la crisi economica ma l’estensione di presunti diritti civili come il matrimonio gay, in un paese come la Gran Bretagna dove peraltro esiste già da tempo l’istituto delle “unioni civili”.

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“Il Signore non fa come una fata con la bacchetta magica”

fatinaCITTA’ DEL VATICANO, 12 Aprile 2013 (Zenit.org)

Nella Messa in Santa Marta, con il personale della LEV, il Papa denuncia la tentazione del trionfalismo ed esorta a chiedere “la grazia della perseveranza”

“Trionfalismo” e “Perseveranza”. Sono le due parole sulle quali si è concentrata l’omelia di Papa Francesco durante la Messa celebrata nella mattina di venerdì 12 aprile, presso la cappella della Domus Sanctae Marthae in Vaticano, cui hanno partecipato anche i dipendenti della Libreria Editrice Vaticana.

Commentando le letture del giorno, a iniziare dall’intervento presso il sinedrio di un fariseo di nome Gamalièle, riportato negli Atti degli Apostoli (5, 34-42), Papa Francesco ha anzitutto osservato che “Date tempo al tempo” è “un consiglio saggio anche per la nostra vita, perché il tempo è il messaggero di Dio. Dio ci salva nel tempo, non nel momento”. E ha proseguito sostenendo che “il Signore ci salva nella storia, nella storia personale di noi. Il Signore non fa come una fata con la bacchetta magica”.

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ENTUSIASMI INTERESSATI E AUTENTICA CONVERSIONE

di Lucia Bellaspiga

Quella sorpresa di chi non comprende che i suoi inviti sono rivolti a noi

Ulteriormente rilanciati dai primi gesti di Francesco, che hanno confermato il cambio di passo. Per i critici, questi passaggi restano comunque inadeguati. E, forse anche per questo, è immediatamente scattato il dibattito deciso di richiamarsi per raccogliere l’appello lanciato da Benedetto XVI nel momento in cui  ha deciso di lasciare il Soglio – è sempre e fondamentalmente un ritorno alle origini. Un movimento molto diverso da quello che si intende un tratto superficiale, presentazione del sé, capacità di “mettere in della realtà in modo da che è essenziale. Inteso ei dibattiti e sui giornali, dai divani frivoli dei talk show o sulle poltrone di opinionisti competenti: ovunque, dalla fumata bianca che mercoledì sera ci ha donato questo splendido Papa, è tutto un fiorire di elogi, corali, univoci, trasversali.

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DA UN PAESE LONTANISSIMO

Jorge Mario BergoglioL’elezione di Papa Francesco è un avvenimento di una portata storica ancora non del tutto comprensibile. La sorpresa, nella straordinaria sera di Roma, è stata grande, ma sorprese ancora maggiori verranno nel corso di un pontificato che sarà tutto fuorché “di transizione”, nonostante l’età avanzata del papa.  Sono molte le considerazioni che si possono cominciare a fare, anche solo come spunti per un ulteriore approfondimento. Innanzitutto, il nome: Francesco, come il Poverello d’Assisi, colui al quale Cristo chiese di riparare la sua Chiesa. Questo è il primo compito del nuovo vescovo di Roma e Vicario di Cristo ( che tale è proprio in quanto guida della Chiesa di Roma, nessuna “diminutio” nel suo sottolineare il suo ruolo di vescovo dell’Urbe), chiamato – come il suo predecessore Giovanni Paolo II- da un paese lontano, anzi, lontanissimo, “quasi alla fine del mondo”.

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IL DESTINO DI PADRE BROWN

copertina 1E’ trascorso esattamente un secolo da il genio letterario di G.K. Chesterton inventò il suo personaggio più fortunato, Padre Brown, prete investigatore che ha affascinato generazioni di lettori, insieme alla sua spalla, il ladro convertito Flambeau.

Chesterton abbandonò il suo personaggio intorno alla Prima Guerra Mondiale, per dedicarsi ad altre opere.

Padre Brown ovviamente è un personaggio di fantasia, ma…se fosse realmente esistito? A partire da questa paradossale idea (ma Chesterton era proprio il re dei paradossi, che per lui avevano lo scopo di risvegliare le menti assopite dalla modernità) Paolo Gulisano, biografo di Chesterton, Vicepresidente della Società Chestertoniana Italiana, nonché tra i maggiori esperti della letteratura inglese moderna (ha scritto su Tolkien, Lewis, Wilde) ha realizzato un romanzo di Fantastoria, un genere letterario poco praticato in Italia ma di grande suggestione partendo da questa fantastica ipotesi: e se nel Conclave del 1939 non fosse stato eletto papa Eugenio Pacelli, ma un certo cardinale Brown, ovvero Padre Brown assurto ai vertici della carriera ecclesiastica?

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Conclave. Il Cardinale Dolan scrive ai fedeli

Ieri il cardinale Timothy Dolan (che il sottoscritto raccomanda caldamente allo Spirito Santo insieme al confratello iberno-americano Sean Patrick O’Malley)i ha scritto una lettera per raccontare ai suoi fedeli le sue impressioni nell’imminenza del Conclave.

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