Risposta agli “acchiappa bufale” di regime che spacciano fake news

I siti di debunking sono ormai il braccio operativo dei nuovi volterriani al potere, che ritengono che il popolo debba essere guidato. Nel mirino di “Butac” adesso finisce la dottoressa Dondini intervistata dalla Bussola sulle cure domiciliari. Ma la fake news spacciata è quella del sito.

Caccia alle bufale. Qualcuno ha pensato bene di dedicare la propria ingegnosità a questa “nobile causa”. Liberare il popolo bue dalle falsità e dall’oscurantismo è sempre stata la pretesa di tutti i regimi dittatoriali. Ed il totalitarismo in atto, decisamente affinato da secoli di prove, non vuole di certo essere l’eccezione. Le modalità cambiano di epoca in epoca ed oggi la matita blu della maestrina è nelle mani dei debunkers di professione – così dicono –, i quali sembrano ormai diventati il braccio operativo dei nuovi volterriani al potere, che, come il loro padre illuminato, ritengono che il popolo debba essere guidato, non istruito.

Dunque, un sito di questi nuovi paladini della verità, dal nome estremamente professionale “Bufale Un Tanto Al Chilo”, ha infilato tra i rei di fake news anche la dottoressa Dondini, che avevamo intervistato un mese fa. Le maestrine ritengono, dall’alto della loro professionalità, di non ritenere necessario «fare l’ennesimo fact-checking di cose già smentite più volte». Li ringraziamo di cuore di averci risparmiato l’ennesima lezioncina. Fatto sta che nel loro articolo non si capisce cosa smentiscano. Forse perché non c’è proprio nulla da smentire. E infatti, i professionalissimi debunkers, pur di scrivere qualcosa, si attaccano al fatto che forse, qualcuno dei pazienti della dottoressa Dondini potrebbe essere finito comunque all’ospedale, senza passare dalle sue mani. E lei, l’incauta Dondini, l’utile sconosciuta che La Nuova Bussola Quotidiana avrebbe sfruttato per diffondere disinformazione sulla pandemia, avrebbe dichiarato al mondo di non aver avuto né ricoveri in terapia intensiva né decessi, senza in realtà sapere quello che stesse accadendo ai suoi pazienti.

Forse questi signori non sanno che un medico di Medicina generale è sempre informato dell’eventuale decesso dei suoi pazienti, sa molto bene quanti finiscono in Pronto Soccorso o in Terapia Intensiva, e sa anche se qualcuno riceve notizia di positività al SARS COV 2. E, infatti, la Dottoressa, ci ha confermato telefonicamente tutto quanto dichiarato nell’intervista. Anzi, ha potuto anche confermare la positività del suo approccio riguardo alle settimane seguenti.

L’unico presunto appiglio trovato da Butac è, dunque, – questa sì – pura disinformazione. Altro che fact checkers: non si sono nemmeno presi la briga di contattare di persona la dottoressa. Su tutto il resto dell’intervista, che contiene molti altri fatti e spunti interessanti, silenzio assoluto, segno che la Dondini ha colto nel segno.

Non è la prima volta che Butac.it cerca di sbugiardarci, finendo poi con le pive nel sacco. Era già successo con l’articolo di Paolo Gulisano, che raccontava la storia della signora Giusy. In un primo momento i “professionisti dell’informazione” avevano alluso al fatto che la storia potesse essere stata inventata, giusto per buttare fumo negli occhi ed impedire alle persone di leggere storie vere, che i media non riportano.

Poi, ricevuta la telefonata dalla stessa interessata, ancora viva e vegeta grazie al dottor Gulisano, che confermava la storia, hanno dovuto raffazzonare un pezzo dove si dice che i parenti della signora avrebbero anche potuto vivere le cose come sono state raccontate, ma che in fondo non ci può fidare di una sola fonte, ossia lo stesso Gulisano, «scrittore laureato in medicina e iscritto all’ordine» (dicesi Medico), «soggetto chiaramente molto religioso che diffonde molto materiale pro-vita».

Di seguito riportiamo la replica della dott.sa Dondini:
«A febbraio 2020 il Comitato Internazionale sulla Tassonomia dei Virus ha dichiarato SARS COV 2 “sorella” di SARS e MERS. Pertanto risulta incomprensibile che nel 2003 l’OMS e, conseguentemente, il Ministero della Salute per SARS avessero raccomandato di trattare i pazienti con antibiotici e cortisonici, mentre poi nel 2020, per la sorella SARS COV2, sempre l’OMS e il Ministero della Salute abbiano cambiato contraddittoriamente approccio assistenziale, raccomandando l’isolamento domiciliare nelle fasi lievi-moderate e l’utilizzo dell’ossigenoterapia e della ventilazione meccanica nelle fasi severe.

Secondo il sito Butac.it, avrei avuto la colpa di prendermi cura del paziente privilegiando il reale quadro clinico e non pericolosi dogmi e imposizioni da parte dell’OMS e del Ministero della Salute, indicazioni che hanno avuto la conseguenza di portare il medico ad errori nell’approccio clinico /terapeutico e di causare danni al paziente. Pertanto sono stata attaccata dal sito Butac.it, sponsorizzato dal Governo, totalmente estraneo a competenze cliniche. Secondo la mia opinione, è lo stesso sito ad aver diffuso fake news, usando lo “scaduto bollino di qualità” della task force ministeriale, creata appositamente per impedire di far emergere le vere cause dei danni gravi e dei decessi del paziente e perseguire quei medici onesti e coscienziosi che osano ristabilire l’ordine assistenziale e terapeutico rimanendo servitori del paziente a difesa della salute e della libertà individuale».

Luisella Scrosati

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