Per il credente l’unica via verso la libertà autentica da ogni schiavitù è Lui, Gesù Cristo
Libertà è una parola usata, usatissima, abusata, tanto da averne quasi smarrito il vero significato. L’accezione più comune del termine intende per libertà la condizione per cui un individuo può decidere di pensare, esprimersi ed agire senza costrizioni, ricorrendo alla volontà di ideare e mettere in atto un’azione, mediante una libera scelta dei fini e degli strumenti che ritiene utili a realizzarla. Il Cristianesimo ha modificato ampiamente la concezione classica della libertà rapportandola non più alla libertà politica e alla libertà personale, ma contrapponendola a quella schiavitù interiore derivante dal peccato originale di Adamo. La buona volontà, e non più la razionalità, è quella che origina la libertà, che non è possibile avere senza l’intervento divino procacciatore della grazia, mezzo essenziale di liberazione dell’uomo. La volontà non potrebbe indirizzarsi al bene corrotta com’è dalla schiavitù delle passioni corporee se non ci fosse la rinascita dell’uomo operata da Cristo. Rimane comunque l’impossibilità umana a liberarsi dal male, dalla colpa e dal peccato per cui la libertà sarà conseguibile dall’uomo solo quando lascerà questo mondo terreno per il giudizio finale nel regno dei cieli.
Da duemila anni echeggia sulla terra quella domanda che egli rivolse ai suoi discepoli: “E voi chi dite che io sia?”
E’ il suo nome nella lingua universale, il latino, ma lo è anche nell’altrettanto universale inglese, e in tante altre lingue. Jesus, Gesù di Nazareth. Da duemila anni echeggia nel mondo quella domanda che egli rivolse ai suoi discepoli: “E voi chi dite che io sia?” La figura di Gesù, il cui nome significa “colui che salva” si staglia nella storia umana, la segna, inequivocabilmente, tant’è che i tempi e i secoli si dividono in “prima di Cristo” e “dopo Cristo”. Un grande uomo, un profeta, il Messia.
Paolo Gulisano introdurrà Erminio Bonanomi che presenterà il libro “SuperGesù – I superpoteri dell’Eroe del Vangelo” di Àncora Editrice, presso la libreria IBS di Lecco.
E’ tutta presente in Gesù: in quanto Figlio di Dio egli è “lo splendore della sua gloria, l’immagine della sua sostanza”
Gloria: un termine che la Chiesa sottolinea particolarmente in occasione della Pasqua, quando si celebra la Risurrezione del Signore. Nella Bibbia il concetto di gloria viene specificandosi nel passaggio dall’Antico al Nuovo Testamento: da un concetto di gloria inizialmente legato alla ricchezza si passa ad esprimere la gloria di Dio come la sua magnificenza legata alle sue grandi opere, per arrivare con Cristo alla manifestazione della stessa in Gesù, soprattutto nella sua risurrezione di Gesù.
Ieri il cardinale Timothy Dolan (che il sottoscritto raccomanda caldamente allo Spirito Santo insieme al confratello iberno-americano Sean Patrick O’Malley)i ha scritto una lettera per raccontare ai suoi fedeli le sue impressioni nell’imminenza del Conclave.
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