
Ogni anno, quando si avvicinano le festività di Ognissanti e dei defunti, alcuni cattolici alzano la testa e mostrano i muscoli. Da anni Halloween, con le sue zucche forate illuminate dall’interno, gli scheletri e le cupe figure incappucciate, e il suo ritornello ossessivo – dolcetto o scherzetto? – suscita allarmi e preoccupazioni tra i cattolici e in modo singolarmente bipartisan: i conservatori vi vedono la presenza del demonio, un ritorno a forme di “paganesimo”, una celebrazione di esoteristi con le loro paccottiglie magiche e occultistiche; i progressisti la considerano una manifestazione di consumismo e di americanismo. Non è un caso che una delle più forti condanne di Halloween venne dal cardinal Martini. Non che non ci siano ragioni in entrambe le posizioni: Halloween è in parte quello che i suoi detrattori segnalano, ma è soprattutto una moda, una festa, una nuova consuetudine che si è imposta nel corso degli anni, grazie alla persuasività di cinema e televisione, dopo il pionieristico lavoro fatto da parte dei fumetti.
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Halloween, un carnevale fuori stagione che anticipa lo shopping natalizio. Ma cosa c’è oltre lo show di teschi, zucche, maschere e simbolismi?
Nelle ultime settimane, come consuetudine da diversi anni a questa parte, siamo stati investiti dalla messa in mostra di zucche vuote, streghe in miniatura, amuleti, pipistrelli… oggetti che è oramai possibile trovare anche nelle scuole. Accanto a questo, non è raro sentire bambini e genitori affermare di essere in vacanza perché “è Halloween”, a scapito delle ricorrenze cattoliche dei Santi e dei Morti. Anche questo è un triste segnale circa la perdita d’identità, intrinsecamente cristiana, dell’Europa.
HALLOWEEN 2015. Vi ricordate del “Grande Cocomero”? E’ un nome ben noto a tutti i lettori dei Peanuts, le famosissime strisce di fumetti uscite dalla fantasia di Charles Schultz, oggi diventati un film, che ripropongono le avventure di Charlie Brown, Snoopy, Linus. Nella vita dei Peanuts c’è un momento dell’anno che suscita sempre la trepidante attesa proprio di Linus. Un’attesa piena di emozione, di speranza, che resiste ad ogni perplessità e scetticismo, soprattutto da parte di Snoopy. E’ l’attesa per il cosiddetto “Grande Cocomero”. Nell’originale — in realtà — si parla di “pumpkin”, che significa zucca. Tutto ciò perché il giorno di questa grande attesa da parte di Linus Van Pelt è Halloween.
Tocca ridare tutto il suo antico significato alla “vigilia di Ognissanti” (All Hallows’ Eve), liberandola dalla dimensione consumistica e commerciale e dalla patina di occultismo
Dove sono finite le polemiche e i dibattiti che fino a non molto tempo fa accompagnavano la ricorrenza di Ognissanti? Il problema stava naturalmente nella sua versione americaneggiante: Halloween, con le sue zucche forate illuminate dall’interno, gli scheletri e le cupe figure incappucciate, e il suo ritornello ossessivo: dolcetto o scherzetto? Tutto questo suscitava preoccupazioni soprattutto nel mondo cattolico, e – abbastanza curiosamente- in tutte le sue componenti: dai tradizionalisti ai progressisti. Basti dire che una delle più forti condanne di Halloween venne dal cardinal Martini.