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Irlanda: A cento anni dalla rivolta di Pasqua. Intervista a Paolo Gulisano

Per l'onore d'IrlandaIl 2016 corrente vede cadere il centenario della grande rivolta di Pasqua dell’Irlanda contro il Regno Unito e l’inizio del processo che avrebbe portato all’indipendenza dell’isola ma anche allo scoppio di una cruenta guerra civile e al sorgere dell’annosa, e ancora irrisolta, questione nord-irlandese. Domus Europa ne parla con Paolo Gulisano, autore del successo editoriale Per l’onore d’Irlanda. L’insurrezione irlandese del 1916 (Edizioni Il Cerchio, 2016).

A cura di Nicolò Dal Grande.

Il 1916 rappresenta una data fondamentale per la storia irlandese: la rivolta di Pasqua e l’inizio della lotta che avrebbe portato l’isola di San Patrizio alla tanto agognata indipendenza. A cento anni di distanza, che significato incarna per gli irlandesi questo evento?

“Questo anno 2016 in cui ricorre il Centenario della Rivolta di Pasqua con cui la Nazione proclamò l’Indipendenza in una insurrezione che venne schiacciata nel sangue dall’Esercito Britannico, sembra costituire un’importante opportunità per gli irlandesi per riflettere non solo sulla propria storia, gloriosa e tragica, ma anche sul proprio destino, che resta in bilico tra il diventare una piccola, simpatica provincia periferica di un mondo globalizzato, e l’unica alternativa vera, che consiste nel  ritrovare la propria anima.

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Un uomo per tutte le utopie

tommaso moro-copertinaPaolo Gulisano
UN UOMO PER TUTTE LE UTOPIE
Tommaso Moro e la sua eredità

Un’indagine su Tommaso Moro e il suo capolavoro Utopia, nel cinquecentesimo anniversario della pubblicazione. Un’opera che da cinque secoli influenza la letteratura e il pensiero.
Nel 1516 veniva pubblicata L’utopia di Sir Thomas More, uno dei più grandi umanisti dell’epoca. Un’opera destinata a diventare non solo un capolavoro immortale, ma un vero e proprio paradigma in campo letterario, filosofico e politico. Un’isola immaginaria, una società ideale, che rappresenta un opposto idealizzato della società contemporanea Moro, da lui sottoposta a una satira sottile. Da allora la parola utopia entrò nel lessico comune con il significato di sogno, progetto, immaginazione proiettata nel futuro.
Tuttavia Tommaso Moro non era affatto un sognatore in fuga dalla realtà. Al contrario, era uomo estremamente concreto: profondamente coinvolto nella vita pubblica, nella politica, teso alla ricerca del bene comune dei suoi concittadini. E animato da una profonda e intensa fede che lo avrebbe portato al patibolo, traditore agli occhi di quel re, Enrico VIII, che aveva fedelmente servito ma che non seguì nella sua rottura con la Chiesa di Roma.
Paolo Gulisano torna sulla storia di Tommaso Moro e ne traccia il profilo umano e intellettuale, concentrandosi però soprattutto sull’analisi dei temi presenti in Utopia. Un’opera dalle diverse sfaccettature, che nelle intenzioni del suo autore si proponeva di ridestare la coscienza umana e il suo desiderio di bellezza. Questo è il punto di partenza per scoprire l’eredità di Tommaso Moro: Utopia è il luogo, o meglio il non-luogo, dove tutte le utopie si incontrano: Atlantide, Repubblica, Città del Sole, e da cui traggono ispirazione grandi romanzi fantastici come Le avventure di Robinson Crusoe e I viaggi di Gulliver, fino alle distopie di Huxley e Orwell.

Dalla vita e dal martirio di san Tommaso Moro scaturisce un messaggio che attraversa i secoli e parla agli uomini di tutti i tempi della dignità inalienabile della coscienza, nella quale risiede il nucleo più segreto e il sacrario dell’uomo, dove egli si trova solo con Dio, la cui voce risuona nella sua intimità

LETTURE/ Golding e l'”ombra” delle mosche

foto Wikipedia

foto Wikipedia

Il nome di Sir William Gerald Golding è legato indissolubilmente al suo capolavoro, Il Signore delle mosche, ma c’è molto ancora da scoprire e da conoscere su questo grande scrittore, e il libro L’ombra delle mosche, di Luca Fumagalli, giovane attento studioso della storia e della cultura britannica, edito da Il Cerchio, è il mezzo più adeguato per inoltrarsi nel mondo di Golding.

Quando nel 1983 la sua carriera venne solennemente coronata dal Premio Nobel per la letteratura, la motivazione così recitava: “per i suoi romanzi che, con l’acume di un’arte narrativa realistica e la diversità e universalità del mito, illuminano la condizione umana nel mondo odierno”. Una definizione una volta tanto pienamente adeguata. Golding fu un vero esploratore dell’animo umano, con i suoi lati solari e quelli più oscuri.

La sua sensibilità si era senza dubbio nutrita nell’humus in cui era cresciuto, a partire da quello della sua terra, la Cornovaglia. Un’antica terra celtica, che vide nel Medioevo svilupparsi i miti del ciclo di Re Artù. Poco lontano da Newquay, il paese natale dello scrittore, sorge Tintagel, il castello – ora in rovina – dove si narra che fosse stato fraudolentemente concepito Artù, nato dalla concupiscenza folle di suo padre Uther Pendragon.

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IL MARTIRIO DEL MESSICO

viva cristo reIl Messico: un grande paese, la cui storia è purtroppo poco conosciuta. In questi giorni, durante il suo viaggio apostolico, papa Bergoglio ha ricordato la dolorosa vicenda della spoliazione delle popolazioni native, ad opera dei Conquistatori, ma c’è anche un’altra pagina di storia tragica e dimenticata che vale la pena ricordare. Quest’anno ricorre infatti il 90°anniversario della rivolta dei cattolici messicani, i quali- perseguitati da un feroce regime massonico e anti-religioso- insorsero in difesa della fede e della libertà. La rivolta finì in un martirio di popolo, in un bagno di sangue che vide barbaramente uccisi migliaia di uomini, donne, bambini, religiosi, vittime di un atroce quanto lucido progetto di scristianizzazione del Paese.

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Dizionario della fede – “X” come Xenoglossia

Opened book with flying lettersCon questo termine si fa riferimento a un fenomeno profetizzato e poi narrato nell’Antico Testamento: il dono delle “lingue nuove” da parte dello Spirito Santo.

Con questo strano termine si definisce un fenomeno straordinario  per cui una persona si trova improvvisamente e inaspettatamente capace di parlare una o più lingue straniere da lui completamente ignorate.

Non si tratta di magia o di parapsicologia, ma di qualcosa narrato nei Vangeli. In quello di Marco si dice: (Mc 16,17) “Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove…”.

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Dizionario della fede – “T” come Tabernacolo

Opened book with flying lettersL’Eucaristia, vero memoriale del mistero pasquale di Cristo, è capace di tenere desta in noi la memoria del suo amore.

La parola tabernacolo nella tradizione ebraica e cristiana significa il luogo della casa di Dio presso gli uomini. Comunemente, nelle lingue moderne, con tabernacolo si intende una struttura a forma di scatola presente in tutte le chiese nella quale sono conservate le particole consacrate nel corso della celebrazione eucaristica. Il termine tabernacolo deriva dalla parola latina taberna, derita da tabula, tavola di legno usata per le capanne. Avrebbe allora il senso di dimora provvisoria. La parola latina venne utilizzata nella Vulgata per tradurre la parola ebraica mishkhan, che significa dimora. Il tabernacolo nell’Ebraismo era un santuario trasportabile, eretto nel deserto, che accompagnava gli israeliti nel loro vagare dopo l’esodo. In epoche successive venne sostituito dal Tempio. Nel Cattolicesimo il tabernacolo indica il luogo dove si conserva l’Eucaristia. Fin dal Medioevo, e in particolare durante la Controriforma il tabernacolo divenne il posto più importante della chiesa, intesa come edificio. Fu questo un modo per sottolineare la presenza reale di Cristo anche dopo la Messa. Secondo la tradizione accanto al Tabernacolo viene acceso un lume, come simbolo della presenza eucaristica.

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Zio Paperone e la Scozia: alla scoperta delle origini scozzesi di Zio Paperone

Mostra “mostra deposito di Zio PaperoneZio Paperone e i segreti del deposito”

Avarissimo, self-made duck, papero più ricco del mondo, in quasi settant’anni di onorata carriera Paperon de’ Paperoni è diventato uno dei personaggi più amati del fantastico universo Disney. Dal 13 giugno al 27 settembre WOW Spazio Fumetto – Museo del Fumetto di Milano gli dedica una mostra davvero unica per raccontare la sua straordinaria storia, personale ed editoriale, con un insolito e avvincente viaggio tra i segreti più segreti del suo deposito!

 

invito Zio PaperoneSabato 11 luglio, ore 17:00 – Ingresso libero
Zio Paperone e la Scozia: alla scoperta delle origini scozzesi di Zio Paperone

Paolo Gulisano, scrittore e grande esperto di cultura e folklore celtici, ci guiderà alla scoperta delle origini scozzesi di Paperone, Scrooge McDuck in originale, insieme a Luca Usai, disegnatore di Topolino. Insieme ci racconteranno quanto c’è di scozzese nello Zione – oltre alla proverbiale avarizia.

https://www.facebook.com/events/810615185723918/

Dizionario della fede – “M” come Madre

Opened book with flying lettersAttraverso lo stupore di Maria avviene l’Incarnazione, l’inizio di quella risposta definitiva, con cui Dio viene incontro alle inquietudini del cuore dell’uomo

Madre. Mamma: la parola più dolce, la prima che viene balbettata dalle labbra di un bambino, quella che spesso è l’ultima, sulle labbra dei morenti. Nel Cristianesimo la parola madre è fondamentale: essa ci richiama l’altissima dignità della donna, chiamata a trasmettere la vita, a nutrirla, ad accudirla. E tra le donne ce n’è una, in particolare, che venne chiamata a generare il Verbo di Dio.

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imageEditoriale da Il Sussidiario del 24/05/2015

Diceva Oscar Wilde, uno dei più grandi geni irlandesi, che “a questo mondo vi sono solo due tragedie: una è non ottenere ciò che si vuole, l’altra è ottenerlo. Questa seconda è la peggiore, la vera tragedia”.

Chissà se il premier irlandese Enda Kenny conosce questo aforisma del suo celebre connazionale. Kenny è il grande vincitore di questo referendum shock con cui il popolo della repubblica d’Irlanda con una netta maggioranza ha scelto che nella propria costituzione venga sancito che il matrimonio è l’”unione di due persone”, con sottinteso che è assolutamente indifferente di quale sesso siano tali persone. Il referendum, infatti, è stato sinteticamente definito “Same-sex marriage.

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Dizionario della fede – “K” come Kyrie eleison

Opened book with flying lettersQuesta antica preghiera della liturgia cristiana non è solo la richiesta di essere perdonati ma anche di essere voluti bene

Il Kyrie eleison è una delle più antiche preghiere della liturgia cristiana. Vi sono espressioni simili in alcuni salmi e all’interno dei Vangeli: le testimonianze di un uso liturgico risalgono al IV secolo nella chiesa di Gerusalemme, e al V secolo nella messa di rito romano. È usata come preghiera litanica e risposta a determinate invocazioni. Nel rito tridentino viene pronunciato dopo l’atto penitenziale e subito dopo l’antifona di introito; nel rito ambrosiano viene detto all’atto penitenziale e ripetuto tre volte al termine della Messa, prima della benedizione finale. Il Kyrie, come viene generalmente abbreviato, fa anche parte delle messe cantate, essendone la parte immediatamente successiva all’introito. In seguito alla riforma liturgica, nel rito romano in lingua italiana Kyrie eleison è stato tradotto Signore, pietà e Christe eleison (Χριστἐ ἐλέησον) con Cristo, pietà.

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