Difesa della vita e letteratura fantasy si sono incontrate a Giaveno

«Molti tra i vivi meritano la morte. E parecchi che sono morti avrebbero meritato la vita. Sei forse tu in grado di dargliela? E allora non essere troppo generoso nel distribuire la morte nei tuoi giudizi: sappi che nemmeno i più saggi possono vedere tutte le conseguenze».

Queste parole, che nel romanzo “Il Signore degli anelli” Gandalf rivolge a Frodo, sintetizzano magistralmente i contributi condivisi lo scorso 31 gennaio nel convegno “Il mio tesoro”. L’evento si è svolto nel Teatro San Lorenzo di Giaveno che ha ospitato una giornata segnata da un doppio decennale: quello della “Culla per la Vita” del CAAV e quello della Fondazione “Il Cuore in una Goccia”.

A fare gli onori di casa è stato il parroco, don Lorenzo Sibona, che ha sottolineato la felice coincidenza con la festa di San Giovanni Bosco. A seguire, il sindaco di Giaveno, Stefano Olocco, e l’assessore alla cultura, Luca Versino, hanno richiamato l’importanza di riflettere su tematiche importanti attraversando i luoghi della cultura e della letteratura fantastica. L’onorevole Daniela Ruffino ha poi ricordato l’inaugurazione della Culla per la Vita, strumento a servizio di tutta la comunità e, in particolare, delle donne in difficoltà.

Il convegno è entrato nel vivo con la presentazione della Fondazione “Il Cuore in una Goccia” da parte del professor Giuseppe Noia, intervenuto in collegamento streaming. Un contributo che ha illustrato l’impegno della Fondazione nell’accompagnamento alle maternità difficili e l’esperienza maturata in ambito scientifico, clinico, assistenziale, psicologico e spirituale, con un ripetuto richiamo alle parole e all’esempio di santa Teresa di Calcutta.

A seguire, gli interventi di Paolo Gulisano e Chiara Bertoglio, entrambi fondatori del gruppo letterario Inkiostri.

Paolo Gulisano ha proposto un excursus nella letteratura fantastica, a partire da “Frankenstein” di Mary Shelley, passando per “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde” di Robert Louis Stevenson, fino alla trilogia cosmica di C.S. Lewis e a “1984” di George Orwell. Autori questi che, pur con stili e approcci diversi, hanno messo in guardia dalla pratica di una scienza senz’anima e priva di riferimenti etici.

Chiara Bertoglio ha quindi approfondito il tema della sacralità della vita nell’opera di Tolkien, con diverse citazioni tratte dal “Signore degli anelli” e dal “Silmarillion”. Emblematico il caso della creazione dei Nani: Aulë li crea per impazienza e amore creativo, desideroso di condividere la gioia del fare, pur sapendo che solo Eru Ilúvatar può donare la vera vita. Quando Ilúvatar scopre l’accaduto, Aulë riconosce il proprio errore ed è pronto a distruggere la sua opera. Ilúvatar, però, non solo non li distrugge, ma concede ai Nani una vita autentica, inserendoli nel suo disegno.

A chiudere la mattinata è stata la presidente del CAAV l’Annunciazione di Giaveno, Teresa Bava, che ha ripercorso i dieci anni di attività della Culla per la Vita, sottolineandone in particolare il valore preventivo. Dopo la pausa pranzo, la stessa presidente ha guidato un nutrito gruppo di convegnisti in visita alla Culla, spiegandone anche il funzionamento pratico.

Il pomeriggio, in un Teatro San Lorenzo animato da una presenza significativa di giovani, provenienti da diverse località del Piemonte e non solo, si è aperto con il concerto “Il suono del fantasy, il suono della vita”, affidato al Random Quartet. La nota formazione musicale, diretta da Giovanni Bertoglio, ha coinvolto il pubblico proponendo, in successione, brani tratti dalle colonne sonore di “Game of Thrones”, “Il Signore degli anelli” e, infine, “Harry Potter”, con tanto di divise di Grifondoro, Tassorosso, Corvonero e Serpeverde.

Prima dell’acclamato bis, il moderatore della giornata, Patrizio Righero, ha presieduto la premiazione del concorso letterario “Due cuori, un respiro”, già diventato un volume pubblicato da Vita Editrice e Marcovalerio. Sul palco, a premiare i giovani autori, anche Marco Civra, presidente del Centro Studi Silvio Pellico, partner dell’iniziativa, e Teresa Bava.Per la categoria Under 30, il primo posto è stato assegnato ex aequo al racconto “Carillon” di Giulia Galletti e a “Mare che porti, mare che tieni” di Federica Marri; secondo premio a “La stella caduta” di Miriam Finatti. Nella sezione Under 15, il primo premio è andato al racconto “Io e te uguale noi” di Viola Alberto (salita sul palco con la sua insegnante Elena Valentini e la preside dell’Istituto don Bosco di Cumiana, Sara Frattin); secondo posto a “Il passato presente” di Maya Claro; terzo premio ex aequo a “Mamma dove sei?” di Benedetta Puonzo e “Il puzzle mancante” di Giona Morero.

La giornata si è conclusa con la celebrazione della Messa nella Parrocchia San Lorenzo, animata dal Coro polifonico Creativi, diretto da Chiara Bertoglio.

Le motivazioni della giuria per i premiati

Under 15

1 – Io e te uguale noi, di Viola Alberto

Per essere riuscita a creare, con tenerezza e fantasia, una storia di ricongiungimento.

2 – Il passato presente, di Maya Claro

Per avere suggerito che, anche in una battaglia, ci possa essere uno spiraglio di relazione

3 ex aequo:

Mamma dove sei?, di Benedetta Puonzo

Per avere disegnato, con parole e scene surreali e felici, il desiderio del ricongiungimento.

Il puzzle mancante, di Giona Morero

Per avere creato una fiaba, un piccolo quadro, dal sapore antico.

Under 30

1° posto ex-aequo

Carillon, di Giulia Galletti

Per avere espresso, in pochi tratti delicati ma precisi, una trama sottile, ed una storia toccante.

Mare che porti, mare che tieni, di Federica Marri

Per avere ricreato con precisione ed efficacia un rapporto madre-figlia, in uno sfondo di immagini vive e credibili


2° posto: La stella caduta, di Miriam Finatti 

Per avere conciliato l’inconciliabile distanza e freddezza del cosmo, con la prossimità e il calore della relazione madre-figlia

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