Spazio all’epidemiologo Paolo Gulisano, in prima linea nella lotta al Covid19 e protagonista di una storia a lieto fine in cui, grazie ad una terapia che prevedeva l’impiego della clorochina quando ancora non era chiaro come affrontare la malattia, è riuscito a strappare alla morte una donna di 79 anni.
Il professor Zangrillo ha detto che l’epidemia “clinicamente non esiste più”: significa che l’epidemia ha già completato il suo ciclo. Affermazione dimostrata dalla realtà dei fatti. A dare più fastidio all’establishment sono state le parole sulle misure coercitive in atto che «terrorizzano il Paese».
L’O.M.S. segnala alcuni rischi potenziali relativi all’uso della mascherina, come il rischio di autocontaminazione. C’è quindi il rischio concreto che, da presidio di sicurezza, si trasformi in pericoloso veicolo di contagio. Insistentemente imposta a grandi e piccoli ha un valore anche fortemente simbolico: è un oggetto-totemico del Nuovo Ordine Pandemico. E anche un bavaglio, che ci chiude la bocca, per renderci tutti omologati. Una mascherina che ricorda molto una museruola.
Dopo un articolo del Lancet che la dichiara inefficace, l’Organizzazione Mondiale della Sanità sospende i test sull’uso della idrossiclorochina. Una decisione che contrasta con evidenze acquisite anche nel contrasto alla Sars. Ma forse si tratta di un farmaco che costa troppo poco, un intralcio ai lucrosi affari promessi dalla pandemia. Così si possono spiegare anche i tanti ostacoli alle terapie con il plasma. E uno scienziato inglese spiega in modo semplice quanto agghiacciante: «Speriamo che il virus resti per avere il tempo di sperimentare il vaccino».
A quasi 100 giorni dall’inizio dell’epidemia è tempo di stilare i primi bilanci con i numeri dell’ISS: l’età media dei deceduti è di 80 anni, il tasso di letalità fino ai 40 anni è dello 0,1%, tra i 70 e gli 80 è del 25% e sopra gli 80 è del 30%. Il 60% dei contagiati ha contratto la malattia in una Rsa. Il COVID-19 è stata emergenza geriatrica a danno di persone anziane e fragili, che sono i veri “ultimi” e che non andavano respinte, ma avevano bisogno di cure da attuare nelle prime fasi della malattia, non di “accompagnamenti compassionevoli”.
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Come sarà andare alle terme o entrare in una spa? Diverso fin dall’ingresso. C’è chi userà il termoscanner per provare la temperatura; chi offrirà gratuitamente test sierologici; chi fornirà tute speciali per i trattamenti. Un settore vivace e ramificato che conta oltre 300 centri termali di cura e relax (con 60 mila addetti) e moltissimi centri benessere e spa.
Raccontando su Rete4 la sua esperienza di malato di coronavirus, il consulente della Regione Lombardia per l’emergenza sanitaria ed ex capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, ha affermato di essere stato privilegiato perché per la scarsità di posti in molte regioni si è deciso chi curare sulla base della carta d’identità. E lui, fosse stato un cittadino normale, non si sarebbe salvato. «Come medico e come cittadino lo ritengo vergognoso per un Paese come il nostro». È la conferma di quanto più volte affermato dalla Nuova Bussola Quotidiana sulla base delle cifre e delle testimonianze, ma che viene censurato dall’informazione dominante.
Nel protocollo d’intesa Cei-Governo, la sicurezza è certamente garantita. Bene l’indicazione di aumentare il numero delle Messe e il non aver ceduto sui termoscanner. Ingiustificato il “no” all’acquasantiera, a Cresime e Prime Comunioni, e la mancanza dell’eccezione al distanziamento per i nuclei familiari. Misure confuse e iper-igieniste sull’Eucaristia. Resta di buono che potrà essere distribuita anche in bocca.
Paolo Gulisano ospite a La vita in diretta su Raiuno
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