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Gravi agevolazioni per i medici ucraini. Mentre i nostri sono sospesi

Molti e bravi medici che si sono prodigati per curare i malati sono stati accusati di diserzione per non essersi arruolati nelle fila dei vaccinati. Una ferita amara diventata poi motivo di sospensione. Ma ora verranno sostituiti da medici ucraini arrivati negli ultimi giorni e che hanno lasciato i loro pazienti in guerra. Ma ciò che è più grave è che opereranno nelle strutture del Servizio Sanitario italiano in deroga alle norme comunitarie che disciplinano le assunzioni. E nessuno dall’Ordine ha avuto per ora nulla da ridire. 

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Omicron non fa più paura, ma vogliono il vaccino universale

Omicron 2 non è la vendetta del Covid, ma un ulteriore passo indietro della sua letalità. I dati clinici, infatti, ci dicono che questa variante sembra colpire con i classici sintomi da virus intestinale. Niente polmoniti e niente terapie intensive, pazienti intubati e morti. Ma il guru americano della virologia Anthony Fauci coglie l’occasione della sua contagiosità per rilanciare un nuovo tipo di vaccino definito “universale”.

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Il dottor Gulisano: “Stevenson ha anticipato il tema del Transumanesimo”

IL DOTTOR GULISANO: “ANCHE OGGI MANCA UNA LETTERATURA DELLA GIOIA COME QUELLA DI STEVENSON”

Paolo Gulisano, medico epidemiologo (già docente di storia della medicina all’Università Statale di Milano) è anche uno scrittore e saggista. Proprio in questa veste lo abbiamo intervistato.

Da profondo conoscitore della letteratura sassone dei secoli scorsi il prof. Gulisano ha appena pubblicato un saggio, molto interessante, riguardante un autore di origine scozzese del XIX secolo, Robert Louis Stevenson, noto per aver scritto numerosi romanzi, tra i quali “L’isola del tesoro” e “Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr. Hyde”. Un autore vissuto in un periodo di aspra conflittualità in ambito religioso, politico e culturale, che ha influenzato il carattere e lo stile dello scrittore.

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Vaccino e Dna, studio conferma: non erano bufale

Gli scienziati dell’Università di Lund hanno studiato l’effetto del vaccino Pfizer su una linea cellulare di fegato umano in vitro. Le cellule sono state esposte al vaccino e sono stati poi rilevati livelli elevati nelle cellule epatiche, nonché cambiamenti nell’espressione genica di un elemento nucleare. Si tratta di una trascrittasi inversa. In sostanza: il vaccino a mRNA è in grado di entrare nella linea cellulare del fegato umano in vitro. Nel rapporto della casa produttrice sulla tossicità del proprio vaccino, invece, non erano stati forniti studi di genotossicità. 

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Si ritorna alla normalità, tranne che per le Messe

Nonostante le variate condizioni epidemiologiche, non arrivano segnali dalla CEI di una possibile revisione dei protocolli a suo tempo stabiliti per le funzioni liturgiche. I fedeli saranno gli ultimi esponenti del fondamentalismo igienistico, già discutibile durante la pandemia, figuriamoci ora. A meno che non si stia approfittando per imporre un golpe liturgico…

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Perché l’India ha rifiutato i vaccini ad mRNA

L’India, secondo Paese più popoloso al mondo, è stata al centro delle critiche per aver rifiutato i vaccini di Pfizer e Moderna (e preferendo AstraZeneca e vaccini prodotti in loco). Ma secondo quanto spiega il ministro della Sanità, Mansukh Mandaviya, si è trattato di una scelta di prudenza. L’India chiese uno studio locale e Pfizer rifiutò.

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La letteratura della gioia: elogio di Robert Louis Stevenson. Dialogo con Paolo Gulisano

Robert Louis Stevenson, in verità, non morì mai. A Vailima, nelle Samoa, ritornò bambino, per sempre, il figlio del virtuoso architetto di fari, uno che ama le isole e l’estremismo della luce, l’avventatezza sgranata in avventura. Come i bramini, i druidi, gli artefici del fuoco, Stevenson era una creatura priva di futuro, perciò pronta a tutto: “Il futuro esercitò un perentorio richiamo nei miei confronti, mi fece voltare indietro come fosse una voce che piange e supplica; e io ebbi paura e tremai come in bilico sopra una lama o come un bambino che si getti nel mare”, scrive in Memoirs of an Islet.

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Nel malato, il Suo volto. Quel che abbiamo scordato oggi

La Giornata Mondiale del malato: quanti ammalati di Covid hanno vissuto la malattia in solitudine? Tante piccole tragedie quotidiane nello scenario del grande reset sanitario dove si è persa la centralità del malato e dove l’enfasi è stata posta sulla malattia. Un calvario reso più dolente dalla lontananza della Chiesa dai luoghi di cura. Per rendere più umana l’assistenza sanitaria invece bisogna rifarsi a una visione trascendente dell’uomo.

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