Novant’anni fa, il 12 aprile del 1927, si spegneva nella sua città di Napoli Giuseppe Moscati, il primo medico del ‘900 ad essere elevato agli onori degli altari.
Fu un medico eccellente e caritatevole, insigne ricercatore e docente, uomo di grande dirittura morale e di fede profonda; Giuseppe Moscati giunse alla santità incarnando nell’ordinaria concretezza dell’esistenza quotidiana l’ideale del laico cristiano.
Fin da giovane i due punti di riferimento principali della sua vita erano stati la fede e l’amore per lo studio. Giuseppe aveva ricevuto dai genitori una profonda educazione cristiana, e dotato com’era di un’intelligenza brillante quanto penetrante, si dimostrò sempre uno studente modello, coltivando con grande passione lo studio delle scienze naturali, la musica e la pittura.
Moscati si laureò col massimo dei voti, lode e dignità di stampa della sua tesi sperimentale.



Che ne è ai giorni nostri del Fantasy, il genere letterario reso famoso da autori come Tolkien, Lewis, Michael Ende? Questa narrativa che affonda le proprie radici nel mito e nell’epica, fino alle leggende medievali, sta diventando in realtà sempre più lo specchio dei nostri tempi e dei suoi gusti. Gli autori di maggior successo, a giudicare da quanto esposto e proposto nelle librerie italiane, sono i trucidi George Martin e Joseph Abernethy, con le loro saghe collocate in cupi scenari dominati da un profluvio di violenza, di odio irrimediabile, di sofferenza senza redenzione che non sia la vendetta.
Chi di Brexit ferisce…L’Inghilterra se lo doveva aspettare: la scelta referendaria dello scorso anno di lasciare l’Unione Europea ha avuto un corollario prevedibile. La Scozia vuole la sua uscita dalla Gran Bretagna. Se infatti il Regno Unito rivendica il diritto di lasciare l’Unione, perché a sua volta la Scozia non può rivendicare il diritto di scindere quel legame con Londra stabilito nel XVII secolo contro la volontà della maggioranza del popolo scozzese? Fu infatti un tradimento quello che si perpetrò nel 1707, attraverso l’Atto di Unione, la legge approvata dai Parlamenti inglese e scozzese, con cui la Scozia cessava di essere una nazione libera ed indipendente. A partire dal 1 marzo di quell’anno, definito da noi patrioti scozzesi annus horribilis, l’intera isola britannica ricadde sotto un unico governo, quello di Londra.
Nel Messico alle prese con la costruzione del muro con gli Stati Uniti, si celebra un anniversario importante: il 5 Febbraio del 1917 infatti, cento anni fa, veniva promulgata la Costituzione di Queretaro, che prendeva il nome da una città messicana dove, cinquant’anni prima, era stato fucilato Massimiliano d’Asburgo, che le diplomazie europee avevano inviato come sovrano nel paese centroamericano con la speranza di stabilire dei legami forti tra il vecchio continente e il nuovo, ove andava ormai imponendosi- dopo la fine della Guerra di Secessione col trionfo dell’Unione, la potenza degli Stati Uniti. La Costituzione di Queretaro rappresentava l’esito della Revoluciòn, la Rivoluzione Messicana del 1910 di cui furono icone popolari il brigante Pancho Villa e il sognatore Emiliano Zapata, ma che in realtà fu realizzata con il decisivo apporto di quegli Stati Uniti che ora vogliono tenere alla larga dal proprio territorio gli emigranti messicani, appoggiando il colpo di stato di Francisco Madero.
Caro direttore, il grande Chesterton diceva che sarebbe venuto un tempo in cui sarebbe stato necessario “sguainare spade per dimostrare che le foglie sono verdi d’estate”. E’ una frase che mi è venuta in mente negli scorsi giorni assistendo al tentativo di linciaggio mediatico di Silvana De Mari, medico chirurgo e grande scrittrice di fantasy, la Tolkien italiana. Cos’ha fatto di così terribile l’autrice del celebre capolavoro L’ultimo Elfo? A La Zanzara (Radio24) ha detto che il sesso anale causa danni all’organismo, in particolare al retto. Una dichiarazione ovvia, frutto di una lunga esperienza di endoscopista. Da parte di chi scrive, che è un medico infettivologo, potrei solo aggiungere che questo tipo di pratica sessuale trasmette anche diverse infezioni virali, dall’Epatite A e B al Papilloma Virus, a tutta una serie di malattie veneree, fino — ovviamente — all’Hiv, il virus dell’Aids.
Nelle ultime settimane, abbiamo assistito al diffondersi di una psicosi generalizzata riguardo le Meningiti. Un caso costruito sul nulla. La NBQ ne ha già parlato, i massimi esperti di Epidemiologia sono più volte intervenuti a rassicurare attraverso i media che non c’è alcun aumento di casi, ma non c’è niente da fare: è partito il passa parola tra la gente, specialmente tra le mamme, e non si ferma più. “Ma come? Con tutto quello che si sente? Tuo figlio non l’hai ancora vaccinato?” e la povera mamma che teme di essere degenere si affretta a intasare le linee telefoniche dei Servizi Vaccinazioni per prenotare il vaccino. “Quale?” Ma sì, mi faccia quello che “copre contro tutto”. Magari.
Il tribunale del popolo ha deciso: è meningitefobia Ma la scienza (e il buon senso) smentiscono
Monsignor Alessandro Maggiolini è stata una delle più significative figure della Chiesa italiana dell’ultima parte del ‘900. Fu Vescovo di Carpi, poi di Como, ma al di là dei suoi impegni diocesani, la sua statura di teologo, il suo pensiero limpido e chiaro, la sua precisione di giudizio ne fecero un punto di riferimento per tanti credenti che si nutrirono delle sue opere e del suo magistero. Insieme al confratello e amico Giacomo Biffi, proveniva da quella scuola di pensiero di cattolicesimo ambrosiano che sull’esempio del cardinale Giovanni Colombo seppe tenere la barra diritta negli anni confusi del Postconcilio. Maggiolini fu l’unico italiano della squadra di vescovi e cardinali che – coordinati dall’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede -, scrissero il Nuovo Catechismo della Dottrina Cattolica, uno dei prodotti più impegnativi (e oggi trascurati) del pontificato di Giovanni Paolo II.