Il miglior commento alle elezioni politiche generali tenutesi nel Regno Unito è venuto da un deputato scozzese, Alistair Carmichael, che ha detto: “Il popolo si è pronunciato. Tuttavia non si è capito bene cosa abbia detto”.
La consultazione politica voluta da Theresa May per poter lavorare tranquillamente alla Brexit nel corso dei prossimi anni, hanno portato ad un esito che vede la Gran Bretagna tornare dopo molto tempo ad una dura radicalizzazioni delle posizioni politiche. Si può dire che questa tornata elettorale resterà nella storia per aver seppellito definitivamente il blairismo, la sinistra-chic del New Labour, che ha terminato definitivamente il suo corso. Allo stesso tempo è finito il conservatorismo buonista, piacione e ambiguo alla Cameron, la cui politica di compromessi, di colpi al cerchio e alla botte, è stata anch’essa affossata dalle urne.

Tanto tempo fa… In una Galassia lontana lontana.E’ questo il famosissimo incipit della Saga di Star Wars. Tanto tempo fa, o meglio, quarant’anni fa, il 25 maggio 1977, usciva nelle sale cinematografiche un film di un giovane regista, George Lucas, destinato a diventare la più grande saga di Fantascienza di tutti i tempi. La parola “fantascienza” tuttavia appare riduttiva per descrivere quest’opera: in Star Wars, Guerre Stellari, in realtà confluiscono Mito, Epica, Narrativa d’Avventura. Ovviamente si tratta di una serie di film hollywoodiani che da tempo si sono fatti ricco franchise multimediale, certo; ma costituiscono anche una vera e propria saga mitopoietica che va ben oltre il cinema.
Accadde cinquant’anni fa, ma sembra una favola di tempi antichi. O una reminiscenza di libri sacri, come la Bibbia, dove si racconta di un ragazzo, Davide, che affronta un gigantesco guerriero, Golia. Il 25 maggio del 1967 accadde a Lisbona uno strano prodigio: il Celtic di Glasgow batté nella Finale della Coppa dei Campioni l’Inter di Helenio Herrera, diventando Campione d’ Europa. Era la prima squadra britannica a conquistare il massimo titolo calcistico. Anzi: la prima squadra non “latina”, cioè non appartenente a Italia, Spagna, Portogallo, le nazioni che fino a quel momento avevano dominato il calcio europeo e mondiale. Società potenti e ricchissime come Benfica, Real Madrid, Barcellona, Milan e Inter. Il Celtic, invece, era una squadra che era composta da giocatori prodotti quasi tutti dal proprio vivaio. Tutti nati nel raggio di trenta chilometri da Glasgow.
Non chiamatela più Italia: chiamatela Vaccilandia. Quando entrerà in vigore, il decreto Lorenzin farà del Belpaese l’unico stato al mondo con ben dodici vaccinazioni obbligatorie. E quando si dice obbligatorie si intende che l’eventuale inadempienza sarà duramente sanzionata. Con l’esclusione dalla scuola (sia statale che paritaria) fino ai sei anni dei bambini, e fino a sedici anni con sanzioni economiche molto salate, fino a 7.500 euro, e la potestà genitoriale sospesa.
A leggere i commenti di certa stampa, la celebrazione del Centenario delle apparizioni di Fatima sembrerebbe avere “ridimensionato” la portata straordinaria del messaggio che la Madonna diede ai pastorelli. In casa cattolica, qualcuno sembra tirare un sospiro di sollievo: è andata anche questa. Si è riusciti a contenere la portata soprannaturale dell’evento delle Apparizioni, dei messaggi che Maria diede al mondo, della richiesta accorata che la Madonna fece di conversione e di riparazione. Queste ultime parole proprio sembrano essere scomparse dal lessico ecclesiale corrente. Qualcuno ha voluto metterci però un po’ di polemica, come Stefania Falasca che nel suo editoriale su Avvenire non ha proprio potuto fare a meno di lanciare le sue frecciate alla “prosopopea dei “fatimiti”, la scia coreografica dei detective del mistero e i suoi interpreti improvvisati”. Basta con i misteri e i messaggi apocalittici, insomma. Facciamo rientrare Fatima nella pastorale ordinaria. Maria può andare bene come madre dei poveri e regina delle periferie.
Nanda Salsi è uno di quei personaggi che la Bassa Emiliana sforna (è il caso di dirlo) con una certa frequenza e che vale la pena di incontrare. Nata nel cuore di quello che fu “il triangolo della morte”, nella vecchia Emilia comunista e anti-clericale, la professoressa Salsi invece è una cattolica come Dio comanda, che ha speso decenni della sua vita a dare testimonianza della sua fede nel mondo della scuola, come insegnante e come operatrice culturale.
Mai come negli ultimi mesi la politica in Italia ha prestato tanta attenzione ad una pratica medica, quella della vaccinazione. Siamo abituati ad una politica che entra nel merito di temi sanitari in genere per sostenere battaglie ideologiche come quella dell’eutanasia, ma raramente abbiamo assistito a tanta vivacità in un dibattito scientifico come quello che riguarda le vaccinazioni. In realtà, quello dei vaccini di massa per la popolazione, proprio perché si tratta di una questione che interessa milioni di persone, non è solo un argomento da congresso medico: sono implicati enormi interessi economici, e lì dove ci sono questi, inevitabilmente c’è anche la politica.