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Dizionario della fede – W come Wojtylismo

Opened book with flying lettersLa cultura dominante ha dato, e dà ancora, un immagine stereotipata di San Giovanni Paolo II, un papa su cui molto si è detto ma molto c’è ancora da scoprire.

Alcuni recentissimi dizionari riportano questa voce: wojtylismo. Che significa? Ci viene detto che si tratta del “complesso di idee, orientamenti, comportamenti ecclesiali e politici del pontefice Giovanni Paolo II”, ovvero “la sua eredità spirituale e politica”.

Politica? In effetti, agli occhi del mondo l’azione pastorale dei successori di Pietro appare sempre anche in una dimensione “politica”. Lo è stato nel passato, lo è anche oggi. L’ultimo esempio è papa Francesco, spessissimo interpretato dalla grande stampa con criteri ideologici. Interpretato, o addirittura filtrato e censurato.

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Dizionario della fede – “Y” come Yahveh

Opened book with flying lettersCon questa espressione viene indicato nella Bibbia, il nome di Dio, che gli ebrei evitavano di pronunciare per non profanarlo.

Il nome in questa forma “Yahweh” rappresenta la versione accademica della parola ebraica composta da quattro lettere (yodh, he, waw, he) , in qualche modo corrispondenti alle lettere del nostro alfabeto YHWH, e perciò detta “tetragramma”. Con queste lettere veniva indicato nella Bibbia il nome di Dio. Peraltro gli ebrei evitavano di pronunciarne il nome per non profanarlo (“non nominare il nome di Dio invano”, terzo comandamento secondo la tradizione ebraica, secondo comandamento secondo la tradizione cattolica), mentre nella Bibbia è reso per iscritto soltanto con il tetragramma. Gli ebrei talvolta usavano il termine Adonai, che significa “Signore”, uso poi ripreso dai cristiani.

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Dizionario della fede – “X” come Xenoglossia

Opened book with flying lettersCon questo termine si fa riferimento a un fenomeno profetizzato e poi narrato nell’Antico Testamento: il dono delle “lingue nuove” da parte dello Spirito Santo.

Con questo strano termine si definisce un fenomeno straordinario  per cui una persona si trova improvvisamente e inaspettatamente capace di parlare una o più lingue straniere da lui completamente ignorate.

Non si tratta di magia o di parapsicologia, ma di qualcosa narrato nei Vangeli. In quello di Marco si dice: (Mc 16,17) “Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove…”.

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Dizionario della fede – “V” come Verità

Opened book with flying lettersLa ricerca della verità è ciò che caratterizza l’umanità più vera, che non si lascia ottundere nella coscienza da mode, chiasso mediatico,  slogan e tristi surrogati dei valori fondamentali.

Sono passati venti secoli da quando, in un palazzo di Gerusalemme, un governatore romano rivolse ad un falegname galileo la domanda: “Cos’è la verità?”, e l’eco della questione sollevata risuona ancora oggi, così come la risposta, che non era una teoria, ma una persona. La ricerca della verità è tuttora ciò che caratterizza l’umanità più vera, quella che non si lascia ottundere nella mente e nella coscienza dal chiasso mediatico, dalle mode, dagli slogan, dai tristi surrogati dei valori fondamentali.

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Rovereto, convegno famiglia

lavocedeltrentino.it – Quotidiano online Indipendente

Domenica, 13 Dicembre 2015 13:43

Rovereto, convegno famiglia: «Solo l’unione di un uomo ed una donna può generare la vita»

Rovereto, convegno famiglia: «Solo l'unione di un uomo ed una donna può generare la vita»

L’autore Redazione Trento

Oltre 200 persone ieri sera si sono accalcate nella sala conferenze dell’Urban Center di Rovereto per il convegno “Famiglia, fondamento della società”.

Tante persone e pattuglie della Polizia agli ingressi per dire che solo l’unione di un uomo ed una donna può generare la vita: “solo pochi anni fa una serata analoga sarebbe andata deserta per la scontatezza del concetto” affermano in sala.

Un tavolo di relatori di tutto rispetto ha invece animato la serata, come gremita di Autorità era la sala in cui tutto il centrodestra trentino era rappresentato.

Apre le danze Toni Brandi, presidente di ProVita, associazione organizzatrice dell’evento, rimarcando quanto la famiglia sia sotto attacco ideologico e legislativo tremite un subdolo progetto di rivoluzione antropologica finalizzato a renderci tutti soggetti soli, ipersessualizzati, destabilizzati e privi di legami qualificanti. Torna sul concetto anche il Dott. Paolo Gulisano, medico e scrittore molto conosciuto tra gli amanti del fantasy per la sua capacità di ritrovare nei romanzi fantascientifici l’embrione della dissoluzione del mondo attuale.

Intrigante il parallelo con Frankeinstein e l’ideologia gender tanto di moda ora: in ambedue i casi si prende le mosse da un laboratorio in cui un’entità che si vuole sostituire alla natura crea e distrugge l’uomo a suo piacimento, senza cadere nell’errore di confondere gli addendi: il “mostro” non è, come erroneamente si potrebbe pensare, la creatura che vede la luce nel laboratorio. Il vero mostro è colui che pretende di plasmare l’uomo e sovvertirne l’esistenza.

Della concretezza ha invece fatto il proprio cavallo di battaglia l’applauditissimo intervento di Massimo Bitonci, Sindaco di Padova, le cui battaglie contro la diffusione nelle scuole dei libretti gender sono salite agli onori delle cronache nazionali. Lui descrive quanto accaduto in un altro modo: “Un Sindaco normele ed una maggioranza di consiglieri normali hanno votato un atto normale che prevede una cosa normale: i bambini non possono essere indottrinati e le famiglie non devono essere escluse.”

“Un amministratore locale” prosegue Bitonci “deve metterci la faccia ed avere il coraggio delle proprie azioni: per questo motivo quando l’Arcigay ha richiesto di utilizzare le sale pubbliche del Comune per serate in cui si propaganda l’utero in affitto e pratiche analoghe ho negato l’autorizzazione.” Scroscianti applausi. Presa di posizione, questa, che è valsa al Sindaco una denuncia per abuso d’ufficio ma lui non si scompone: “Sappiano che continuerò a farlo.“

Forse tra i più attesi è stato l’intervento del Cons. Walter Kaswalder, presente fuori da ordini di scuderia del partito di cui comunque risulta ancora presidente, il PATT.

“Sono andato a riguardare gli atti fondativi del partito autonomista e lì si dice chiaramente che il nostro operato politico deve seguire la dottrina della Chiesa e gli usi della nostra gente: io mi sento perfettamente in linea.” Cita volutamente il cosiddetto ddl omofobia appoggiato dalla maggioranza del governo provinciale pur non essendo stato inserito nel patto di coalizione, disegno di legge a cui Kaswalder ha tolto il sostegno comprendendone la pericolosità intrinseca, esplictata a chiare lettere nell’articolo 5 in cui si parla palesemente della volontà di indottrinare anche le giovani generazioni.

Un monito giunge infine da parte di tutti i relatori: color che sono persuasi della necessità di difendere i più piccoli da questi attacchi ideologici devono essere pronti a scendere in campo personalmente in quanto troppo spesso questa battaglia non trova come alleati nemmeno parti della Chiesa.

http://lavocedeltrentino.it/index.php/il-trentino-che-sorride/855-rubrichehomepage/famiglia/23923-rovereto-convegno-famiglia-solo-l-unione-di-un-uomo-ed-una-donna-puo-generare-la-vita

Dizionario della fede – “U” come Utopia

Opened book with flying lettersDa Platone a San Tommaso Moro fino al pragmatismo efficientista dei nostri giorni, questa espressione si colora di significati e risvolti anche molto diversi a seconda delle epoche

La parola non appartiene strettamente al “gergo” della Chiesa, tuttavia è molto usata nell’ambito politico e culturale, e presenta alcuni aspetti religiosi molto importanti.

Un’utopia (il cui significato è letteralmente non luogo, un luogo che non c’è) è un assetto politico, sociale e religioso che non trova riscontro nella realtà, ma che viene proposto come ideale e come modello.

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Il destino di Frankenstein a Radio Vaticana!

OGGI su Radio Vaticana nella trasmissione condotta da Antonella Palermo alle ore 16,10 intervista a Paolo Gulisano e Nancy Antonazzo sul libro IL DESTINO DI FRANKENSTEIN

Cliccare o copiare il link per Radio Vaticana: http://it.radiovaticana.va/                                    Una volta arrivati al sito, posizionarsi nel riquadro a destra con la scritta Radio, e cliccare sull’icona dell’audio che è di fianco alla trasmissione in diretta

Dizionario della fede – “T” come Tabernacolo

Opened book with flying lettersL’Eucaristia, vero memoriale del mistero pasquale di Cristo, è capace di tenere desta in noi la memoria del suo amore.

La parola tabernacolo nella tradizione ebraica e cristiana significa il luogo della casa di Dio presso gli uomini. Comunemente, nelle lingue moderne, con tabernacolo si intende una struttura a forma di scatola presente in tutte le chiese nella quale sono conservate le particole consacrate nel corso della celebrazione eucaristica. Il termine tabernacolo deriva dalla parola latina taberna, derita da tabula, tavola di legno usata per le capanne. Avrebbe allora il senso di dimora provvisoria. La parola latina venne utilizzata nella Vulgata per tradurre la parola ebraica mishkhan, che significa dimora. Il tabernacolo nell’Ebraismo era un santuario trasportabile, eretto nel deserto, che accompagnava gli israeliti nel loro vagare dopo l’esodo. In epoche successive venne sostituito dal Tempio. Nel Cattolicesimo il tabernacolo indica il luogo dove si conserva l’Eucaristia. Fin dal Medioevo, e in particolare durante la Controriforma il tabernacolo divenne il posto più importante della chiesa, intesa come edificio. Fu questo un modo per sottolineare la presenza reale di Cristo anche dopo la Messa. Secondo la tradizione accanto al Tabernacolo viene acceso un lume, come simbolo della presenza eucaristica.

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Don Camillo è ritornato. Ma è quello vero?

Giovanni GuareschiÉ tornato don Camillo. Nel modo in cui meno ce lo si poteva aspettare. Lo ha proposto come modello di prete nientemeno che papa Francesco, al Convegno della Chiesa italiana. Proprio lui, il pretone della Bassa uscito dalla penna talentuosa di Giovannino Guareschi, lo scrittore italiano più letto e tradotto nel mondo, ma allo stesso tempo il più censurato in patria, dileggiato come reazionario. Con una periodicità pressoché stagionale, le televisioni ripropongono da anni i film del ciclo di Don Camillo, liberamente, forse anche troppo, ispirati ai racconti di Giovannino Guareschi.

Il favore presso il pubblico o, se si preferisce, l’audience, è sempre di grado elevato, e ciò ha consentito da una parte il perpetuarsi della popolarità delle “maschere” di don Camillo e Peppone a più generazioni, ma non sempre ha reso pienamente merito al loro creatore, dato che la trasposizione cinematografica ha in gran parte tradito lo spirito originario dei racconti, tanto da suscitare a suo tempo le proteste dello stesso Guareschi nei confronti  dei registi e degli sceneggiatori, stemperando spesso in un tiepido irenismo quello che era un confronto onesto, leale, ma anche duro e serrato tra le ragioni del cristianesimo e quelle dell’ideologia, che avvelenava (e avvelena) i cuori e le menti.

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BLOODY SUNDAY/ Irlanda, 43 anni per un arresto: anche la memoria ha bisogno di giustizia

bloody sunday30 gennaio 1972, Derry, Irlanda del Nord: la “domenica di sangue”, quando vennero uccise quattordici persone, quattordici civili presenti ad una manifestazione per i diritti umani nelle sei contee irlandesi sotto controllo britannico, parte del Regno Unito in quell’entità artificiale creata nel 1921 con il nome di Northern Ireland. Quattordici persone inermi falciate dal fuoco di un reparto di paracadutisti britannici schierati in assetto di guerra, dislocati nel grande quartiere cattolico di Bogside. Soldati di un paese considerato un’icona della democrazia andarono all’assalto di donne, anziani, bambini, sparando migliaia di proiettili, in un’azione che venne considerata di repressione del terrorismo. Il Bloody Sunday fu un avvenimento che quarant’anni fa disgustò il mondo.

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