Archivi categoria: Fede

Jimmy’s Hall, la solita e brutta parodia della Fede

foto dal film JImmy's HallPer comprendere il significato dell’attacco veemente di Leonardo Boff contro Vittorio Messori, che si è preso un po’ della scena mediatica di Capodanno, con il giudizio acrimonioso del teologo della Liberazione che andava per la maggiore negli anni ’80 dello scorso secolo, in risposta all’articolo del Corriere della Sera con cui Messori- la vigilia di Natale- aveva riflettuto in modo pacato nei toni e meditato nei contenuti su alcuni aspetti dell’attuale pontificato, bisogna partire paradossalmente da un film attualmente in programmazione, che si svolge lontano dal Sudamerica di Boff così come dai Sacri Palazzi romani. Un film che ci porta lontano nel tempo e nello spazio, e precisamente nell’Irlanda degli anni ’30 rappresentata al cinema dal regista Ken Loach nel suo ultimo film, Jimmy’s Hall.

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Guareschi: un uomo vivo

Quel cristiano di GuareschiPotrebbe essere un mondo migliore, se si facesse come il contadino, che salva il seme dal gelo e dalle alluvioni. Bisogna salvare la fede

“Un uomo di difficili costumi”: di sé stesso aveva dato questa appropriatissima definizione. Un uomo cioé di forte moralità, intransigente, ma – è quasi superfluo dirlo – di una moralità che nulla ha a che fare con la rigidità puritana, in quanto ricca della misericordia. Questa virtù Guareschi la coltivò in tutti i suoi anni e in tutte le circostanze: dal lager di Hitler alla galera di De Gasperi. Quella misericordia che non è mai negata a nessuno nei numerosi episodi di Mondo Piccolo, sia che venga manifestata dal Crocifisso, sia che venga praticata – ringhiando a denti stretti – dal Sindaco o dal Parroco, fu dunque la matrice delle profonde virtù di Guareschi, che seppe tuttavia esercitare il suo umorismo anche su sé stesso.

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GRAN BRETAGNA/ Quella lotta tra anima cristiana e pensiero unico

A United Kingdom, British Flag on an Old Grunge Brick WallLeggendo della mobilitazione intellettuale che a Londra ha fatto seguito alle parole con cui il premier Cameron ricordava la lapalissiana evidenza che l’Inghilterra è un paese cristiano, mi sono chiesto quando verrà indetto un referendum per l’abolizione della Union Jack, la bandiera nazionale del Regno Unito. Sarebbe un atto di coerenza: come si fa ad avere un vessillo dove campeggiano ben tre croci, ognuna rappresentante un santo patrono e il relativo Paese? La croce di San Giorgio per l’Inghilterra, la croce di Sant’Andrea per la Scozia e la croce di San Patrizio per l’Irlanda. Un coacervo insopportabile, per una mentalità moderna, secolare, progressista come quella degli intellettuali che hanno protestato contro Cameron, tra cui Terry Pratchett e Philip Pullman, gli esponenti di punta della Fantasy ateistica, gli anti-Lewis e anti-Tolkien per eccellenza.

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IRLANDA/ Quando la fede va in guerra: Brian Boru e la battaglia di Clontarf

King Brian BoruIl 23 aprile di 1000 anni fa era un venerdì, il Venerdì Santo, e in quel giorno l’Irlanda visse uno dei giorni più gloriosi della sua storia bella e tragica. In questi giorni Dublino, la swinging Dublin del turismo giovane, della birra e della musica, ricorda e riflette su un evento accaduto esattamente un millennio fa, una pietra miliare nella storia dell’isola, quando un grande guerriero, un re poeta, Brian Boru – una sorta di William Wallace irlandese- vinse l’ultima e decisiva battaglia contro i Vichinghi ed assicurò alla sua terra la libertà. Per duecento anni, nel corso del IX e X secolo, l’Irlanda aveva vissuto l’incubo vichingo, che era iniziato come fenomeno di scorrerie e razzie episodiche per poi diventare un vero e proprio tentativo di invasione e conquista. Le conseguenze di questo assalto furono drammatiche. Oltre alle migliaia di vittime della violenza vichinga, l’Irlanda si trovò ad essere isolata dal resto d’Europa proprio nel periodo di maggiore sua influenza sulla cultura e sulla società continentali. I Vichinghi cominciarono a costruire delle loro città, basi navali situate tutte sulla costa che costituivano l’approdo di nuove navi e nuove truppe: Waterford, Wexford, Limerick, la stessa Dublino. La resistenza che gli irlandesi opposero fu tale che i colonizzatori vichinghi non riuscirono a dominare e a sottomettere l’isola, ma nemmeno si poté scacciarli dai loro villaggi che cominciavano a crescere e a popolarsi non solo di guerrieri ma anche di mercanti, artigiani, famiglie. Esisteva ormai un’Irlanda vichinga, che viveva accanto all’Irlanda celtica, una presenza pagana che invitava non solo a combatterla, ma anche a cercare di evangelizzarla.

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Festival della Fede: “Fede e letteratura inglese”

2014_logo_dataFdF-300x277Dal 27 febbraio al 2 marzo si terrà a Garbagnate la seconda edizione del «Festival della fede». Conferenze, spettacoli, mostre, tavole rotonde, incontri e convivialità convocheranno le quattro parrocchie della Comunità pastorale «Santa Croce» di Garbagnate Milanese, promotrice dell’iniziativa. Il progetto, sostenuto dal Comune, dal Circolo Acli, dall’Azienda ospedaliera «G. Salvini» di Garbagnate e dalla Asl Milano 1, è coordinato dal gruppo «La Piazza – incontri culturali».

Giovedì 27 Febbraio alle ore 21 presso il Virginia Palace Hotel incontro con Paolo Gulisano sul tema FEDE E LETTERATURA INGLESE

Info: www.festivaldellafede.it

“Il bisogno di salute e il desiderio di salvezza”

Larte_del_guarire_Cop webIl Centro Culturale San Nicolò di Lecco, in occasione della Giornata del Malato, martedì 11 febbraio alle ore 21, organizza un incontro al Cenacolo Francescano. Coordinati dal medico e scrittore Paolo Gulisano, interverranno la Sig.ra Maria Ancilla Beretta, Presidente dell’Associazione Mutilati e Invalidi civili, il dottor Pierfranco Ravizza, in rappresentanza dell’Ordine dei Medici della Provincia di Lecco, e infine il Professor don Michele Aramini, docente dell’Università Cattolica di Milano.  Il tema dell’incontro, “il bisogno di salute e il desiderio di salvezza”, riassume la domanda di senso che l’esperienza della malattia, del dolore, pone alla medicina.

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Gilbert Keith Chesterton: l’avventura di un uomo vivo – 7 dicembre 2013

Conferenza dal titolo: “Gilbert Keith Chesterton: l’avventura di un uomo vivo”

con Paolo Gulisano sabato 7 dicembre 2013 alle ore 21

Casa del Giovane
Via Fredda, 9
Turbigo (MI)

 http://inbinda.it/archives/ai1ec_event/1614?instance_id=33

Letture/ Le nozze gay? Oscar Wilde condanna l’ipocrisia di Cameron & C.

ritratto di oscar widleda www.ilsussidiario.net del 12/06/2013

Negli scorsi giorni la Camera dei Lords di Londra ha dato il via libera alle nozze Gay, respingendo a larga maggioranza un emendamento che avrebbe bloccato l’iter parlamentare della proposta di legge dando così il via allo stadio finale del processo legislativo. Un nuovo successo del leader sedicente conservatore David Cameron, le cui mire di rielezione nel 2015 hanno determinato questa tattica di “sfondamento a sinistra”, nel tentativo di guadagnare consensi tra l’elettorato di sinistra, presupponendo che la maggior preoccupazione del paese non sia la crisi economica ma l’estensione di presunti diritti civili come il matrimonio gay, in un paese come la Gran Bretagna dove peraltro esiste già da tempo l’istituto delle “unioni civili”.

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“Il Signore non fa come una fata con la bacchetta magica”

fatinaCITTA’ DEL VATICANO, 12 Aprile 2013 (Zenit.org)

Nella Messa in Santa Marta, con il personale della LEV, il Papa denuncia la tentazione del trionfalismo ed esorta a chiedere “la grazia della perseveranza”

“Trionfalismo” e “Perseveranza”. Sono le due parole sulle quali si è concentrata l’omelia di Papa Francesco durante la Messa celebrata nella mattina di venerdì 12 aprile, presso la cappella della Domus Sanctae Marthae in Vaticano, cui hanno partecipato anche i dipendenti della Libreria Editrice Vaticana.

Commentando le letture del giorno, a iniziare dall’intervento presso il sinedrio di un fariseo di nome Gamalièle, riportato negli Atti degli Apostoli (5, 34-42), Papa Francesco ha anzitutto osservato che “Date tempo al tempo” è “un consiglio saggio anche per la nostra vita, perché il tempo è il messaggero di Dio. Dio ci salva nel tempo, non nel momento”. E ha proseguito sostenendo che “il Signore ci salva nella storia, nella storia personale di noi. Il Signore non fa come una fata con la bacchetta magica”.

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