Archivi categoria: J. R. R. Tolkien

“Dal mito al fantasy – Peripezie della letteratura dell’immaginario”

Nell’ambito della 10° giornata internazionale del risparmio energetico “M’illumino di meno” Paolo Gulisano terrà una conferenza dal titolo “Dal mito al fantasy – Peripezie della letteratura dell’immaginario”. Durante la serata, concerto di musica a lume di candela.  Per la limitata disponibilità dei posti è indispensabile la cortese conferma. Ingresso libero. Unico obbligo la tessera annuale “Amici dell’Associazione”

Venerdì 14 febbraio 2014 ore 21.00 – presso l’Associazione Culturale San Fruttuoso – Via S. Fruttuoso, 6  – Monza (curt lunga) – www.assoculturalesfruttuoso.info
 

TOLKIEN/ Re Artù e quell’inedito che ci aiuta ad amare la realtà

legendary and famous sword Excalibur to King stuck between the rockMentre è appena uscito il secondo episodio cinematografico ispirato allo Hobbit, arriva nelle librerie italiane la traduzione di un’opera inedita di J.R.R. Tolkien, La caduta di Artù. Il perfetto tempismo farebbe pensare ad una strenna natalizia, ma non è così. L’opera è apparsa in Inghilterra a maggio, e solo per problemi editoriali e di traduzione esce ora nella traduzione italiana.

Si tratta di un libro assolutamente particolare: un’opera incompleta che il professore di Oxford iniziò negli anni ’30, poco prima di scrivere Lo Hobbit, e che poi lasciò da parte. Un progetto ambizioso- un poema in versi allitterativi, che il figlio superstite Christopher ha voluto curare e offrire ai tanti estimatori del padre, che in queste pagine non troveranno gli amati Hobbit, gli elfi, i nani, ma la più antica mitologia dell’antica Britannia, e non solo.

Re Artù: un nome che echeggia da secoli per l’Europa, evocando affascinanti immagini di valorosi cavalieri, di luoghi incantati, di misteri insoluti riguardanti il Santo Graal o l’Isola di Avalon.

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Omaggio a Tolkien. Quaranta anni dopo

Oggi ricorre il 40° anniversario della morte di Tolkien. Paolo Gulisano ha scritto per noi un pezzo “celebrativo”, ma non solo

Bournemouth, Inghilterra, una tranquilla località climatica affacciata sulla Manica. E’ lì che si spense, il 2 settembre 1973, quarant’anni fa, John Ronald Tolkien. Se ne andò in una giornata di fine estate, ancora piacevolmente calda. Bournemouth era un villaggio particolarmente caro a Edith, la donna della sua vita, che lo aveva lasciato due anni prima.

In quegli ultimi giorni di vita, trascorsi sulle rive del mare, mentre sentiva la vita sfuggirgli, certamente Tolkien ricordò con commozione profonda la conclusione di  Il Signore degli Anelli, la struggente partenza dei Portatori dell’Anello e degli Elfi di alto lignaggio che lasciavano per sempre la Terra di Mezzo Tolkien parla, in quelle pagine, di “tristezza benedetta e priva di ogni amarezza”. Tale era lo stato d’animo, appena mitigato dalla solenne serenità che infondeva Gandalf, che ora portava al dito il Terzo Anello, Narya il grande. Sulle rive del Mare finisce definitivamente la Compagnia dell’Anello, un’epopea che nessuno voleva vedere conclusa, ma che doveva conoscere — come dagli imperscrutabili disegni di Iluvatar — il suo epilogo. Frodo aveva baciato Merry e Pipino e per ultimo Sam al quale era consegnato il testimone della memoria, il dovere del ritorno, il compito di tramandare il ricordo degli avvenimenti, perché la gente ricordasse il Grande Pericolo e amasse ancora di più il proprio caro paese.

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TOLKIEN/ Un mito inesauribile che ci fa domandare come bambini

Tolkien libroQuarant’anni fa, il 2 settembre del 1973, si spegneva a Bournemouth, una località sulla Manica, in Inghilterra, John Ronald Tolkien, l’autore del Signore degli Anelli e dello Hobbit, opere che nel Novecento hanno rappresentato un caso letterario le cui dimensioni vanno oltre il valore dell’opera dello studioso inglese, e che testimoniano il suo significato di maestro, in una società che di buoni maestri ne ha un disperato bisogno.  A distanza di quarant’anni coloro che lo hanno letto e amato non possono fare a meno di ricordarlo. L’eredità di Tolkien è più che mai viva: nelle sue opere immortali, nelle versioni cinematografiche, nel mondo del fandom e delle nuove generazioni di lettori che lo incontrano, nelle nuove pubblicazioni, come l’intrigante Fall of Arthur.

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CONSUMATUM EST

Dove state andando, Padrone?”, gridò Sam, benché avesse finalmente capito quel che stava succedendo”
“Ai Rifugi, Sam”
“E io non posso venire”
“No, Sam. Non ancora (…). Forse verrà la tua ora. Non essere troppo triste (…)
“Ma”, disse Sam, e le lacrime incominciarono a sgorgagli dagli occhi, “credevo che anche voi voleste godervi la Contea, per anni e anni, dopo tutto quello che avete fatto”
“Anch’io lo credevo, un tempo. Ma sono stato ferito troppo profondamente, Sam. Ho tentato di salvare la Contea, ed è stata salvata, ma non per merito mio. Accade sovente così, Sam, quando le cose sono in pericolo: qualcuno deve rinunciare, perderle, affinché altri possano conservarle. Ma tu sei il mio erede: tutto ciò che ebbi e che avrei potuto avere io, lo lascio a te (…) Coraggio, ora cavalca con me”

J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, Bompiani

 

Tolkien/L’attenzione di quella Terra in cui si combatte la lotta tra Dio e l’idolatria

9788851404970_200x280 (1)3 gennaio 1892: a Bloemfontein, nello Stato Libero di Orange, Sudafrica, nasceva John Ronald Reuel Tolkien, figlio primogenito di una coppia di inglesi da poco tempo trasferitisi per lavoro nella lontanissima colonia britannica. 121 anni dopo il nome di Tolkien continua a risuonare, continua a significare Fantasia, Mito, Avventura. Un anniversario che quest’anno coincide con l’uscita del film di Peter Jackson The Hobbit, tratto dal libro con cui Tolkien esordì in campo letterario 75 anni orsono. Senza quel buffo personaggio, lo Hobbit, intorno al quale aveva costruito il suo primo romanzo, probabilmente tutto l’universo fantastico che Tolkien andava elaborando da anni non avrebbe mai conosciuto la pubblicazione: il timido professore avrebbe continuato a scrivere a matita sui suoi quaderni storie di elfi, di ascese e cadute di antichi regni, storie mitiche collocate in epoche arcaiche che quasi sicuramente nessun editore avrebbe mai pubblicato.

Il film, apprezzato ma anche discusso e al centro di diversi dibattiti nel mondo degli appassionati, degli esperti, e anche dei familiari ed eredi del grande scrittore inglese, ha avuto in ogni caso il merito di aver riportato ancora una volta al centro dell’interesse uno scrittore straordinario e mai troppo conosciuto e valorizzato a sufficienza.

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